X domenica dopo Pentecoste

VangeloDomenica 17 agosto 2014
vangelo Marco (Mc 12,41-44)

In quel tempo. Seduto di fronte al tesoro, il Signore Gesù osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Commento

“La generosità di una vedova che mette nel tesoro del tempio pochi spiccioli sembra rincuorare Gesù. C’è un gran via vai di persone che gettano tanti soldi e grossi pezzi, ma quei soldi sono il tutto di quella donna vedova che non godrà della riversibilità del marito e dovrà provvedere a tutto.
Quei soldi servono per sostenere i più bisognosi. Una grande lezione ci offre la vedova: bando a tutte le nostre “pidocchierie” nei confronti del Signore.”

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Assunzione della Beata Vergine

assunzione MariaVenerdì 15 agosto 2014
vangelo Luca (Lc 1,39-55)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Commento

“La Vergine Maria, non si è fatta piena di Cristo e di Spirito Santo. È stata fatta da Dio. È il Signore che ha fatto per lei grandi cose. L’ha costituita Madre del suo Figlio Unigenito. Le ha data una così alta dignità, che non sarà mai di nessun’altra creatura. Solo Lei così eccelsa, così elevata, così santa, così divinizzata., così ricca di Spirito Santo. Un solo saluto e la casa di Elisabetta fu piena di Spirito Santo più che il cenacolo il giorno della Pentecoste. Questa è la grande opera fatta da Dio in Lei.”

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IX domenica dopo Pentecoste

il paraliticoDomenica 10 agosto 2014
vangelo Marco (Mc 2,1-12)

In quel tempo. Il Signore Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Commento

“Non abbiate paura perché Dio continua a perdonare. Come diceva Papa Francesco all’inizio del suo pontificato siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono e forse, permettetemi di aggiungere, ci stanchiamo di perdonarci tra fratelli. Dio è misericordia e questa misericordia la esprime Cristo che è l’irradiazione del volto del Padre. Riscoprire la misericordia è sicuramente importante per ravvivare la fede.
Gesù ci dà una lezione importante nel brano evangelico che oggi siamo invitati a meditare:anche noi scoperchiamo il tetto quando, con la nostra preghiera, portiamo davanti al Signore i nostri malati.Non stanchiamoci mai di insistere nella preghiera.Pensiamo alla cura d’anima in una società sempre presa dal benessere fisico!“

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VIII domenica dopo Pentecoste

simone e pietro retiDomenica 3 agosto 2014
vangelo Matteo (Mt 4,18-22)

In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Commento

“Il Vangelo ci presenta i primi apostoli. Queste figure non sono laureati, studiosi di diritto, ma uomini semplici dediti alla pesca. Uomini anche con i loro limiti che cercano di smussare camminando con il Maestro.
Questa missione spirituale non li libera dalla condizione umana, né dalle deficienze del loro temperamento.
I nostri limiti non ci devono tuttavia sottrarre a responsabilità estreme, perché quando il Signore chiama lo fa per un grande progetto a cui sottrarsi è colpa grave!“

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Monticello, once upon a time (c’era una volta)

Sto uscendo parecchio di tema rispetto al titolo del blog perchè non parlerò nè di religiosità e nemmeno di arte: questa volta sono alla ricerca di immagini della Monticello di un tempo per pubblicarle. Magari sono vecchie foto personali in cui si nota un particolare della Monticello di allora, oppure più semplicemente sono vecchie cartoline. Lo spirito che anima questa nuova iniziativa non è diverso dal consueto: il desiderio di recuperare e lasciare tracce della storia e del passato del nostro paese, sono quindi certo che accetterete questa nuova scivolata di stile e magari garantirete il vostro più che gradito contributo…
Pubblicare immagini può voler dire diritti d’autore, copyright e altre faccende legali. Spero di non infrangere nessuna di queste diavolerie, nel caso mi scuso per l’involontario abuso. Contatta- temi, troverete la massima collaborazione per superarle.
Per ingrandire le immagini e migliorarne la visione basta fare un clic sull’immagine stessa. Aumenta la dimensione ma talvolta non si ottiene un risultato migliore..

Buona visione!

curvone canarino

1) Inizio anni 60 (?)  I cambiamenti sono tantissimi. Se confrontiamo l’immagine con la realtà attuale,  sono di più gli elementi che sono stati tolti o quelli di nuova realizzazione che qui naturalmente non si vedono?

villa radici(1)

famiglia

Foto 2) Due fotografie quasi dalla stessa posizione. Almeno 30 anni sono passati tra lo scatto della più vecchia e la più recente, almeno 50 sono passati dalla più recente ad oggi.

Questa è una perla

Foto 3)  Anche io che pure sono avanti negli anni non avevo mai visto la nostra piazza così arredata… Si intravedono le palme che si possono vedere anche nella più vecchia delle foto 2. Penso però che questa sia più vecchia.

bivio

Foto 4) ricordo l’agrifoglio con la sfumatura alta che si vede sulla destra dell’immagine, bell’esempio di ars topiaria, ma forse c’è ancora?…

monticello2

foto 5) non so a quando risalga questa foto del panorama di Monticello, apparentemente molto vecchia. Sono molto pochi i riferimenti che conosco,  assolutamente ignota è  la chiesa che sta a destra di quella che è l’ attuale biblioteca.

Azzardo un’ipotesi: con un photoshop ante litteram hanno inserito  la vista della chiesa e di parte della piazza di Missaglia. Anche il profilo delle colline di sfondo a sinistra che ricordano molto Montevecchia può avvalorare questa ipotesi.  Forse il fotografo si è dimenticato in macchina il dagherrotipo che aveva appena fatto a Missaglia e, giunto a Monticello, estasiato dalla vista,  ha involontariamente sovrapposto all’immagine già impressionata questa vista del nostro paese ottenendo come risultato un panorama di Monticello che pochi conoscono… o no?

Chi ha notizie non esiti a condividerle!!!!

via sirtori

foto 6) nella foto manca qualcosa che non riesco a definire…. Ah sì ho capito, mancano le macchine in sosta…

 

 

 

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VII domenica dopo Pentecoste

lucas 13,22-30Domenica 27 luglio 2014
vangelo Luca (Lc 13,22-30)

In quel tempo. Il Signore Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Commento

“Spesso la nostra fede è vissuta superficialmente e sembra quasi che il dirsi cristiani è sufficiente per salvarci. Facciamo un po’ quello che facevano gli antichi giudei Si diffondeva, infatti, nel mondo giudaico la convinzione che l’appartenenza al giudaismo era condizione necessaria e sufficiente per salvarsi. Gesù e San Paolo, nella liturgia odierna, sgomberano il campo da questa convinzione diffusa. La salvezza non è un fatto scontato per nessuno. Questo vale anche oggi: non basta dire di essere cristiani, mettersi un’etichetta. Occorre professare la verità, e dimostrare questa professione di fede con le opere. Papa Francesco ci dice che Gesù nel Vangelo ci sprona affinché l’essere cristiani non è avere un'”etichetta”!”

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San Gerolamo

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Ringrazio Luca Nava per la redazione di questo interessante  articolo
Nell’ambito dei luoghi religiosi presenti a Monticello e’ sicuramente da considerare con attenzione il piccolo ma prezioso oratorio presente nella frazione di Casirago, di proprietà privata, posto al termine di Via Risorgimento, inizio Via Alberto da Giussano.
La struttura presenta un portale in legno incorniciato da una struttura lapidea granitica, lavorata ad intaglio nei due elementi modulari alla base e nel sovraporta. Immediatamente sopra, un timpano non concluso al vertice.
Posti davanti al portale, alla distanza di un metro circa, due elementi lapidei che, pur nella loro apparente incongruenza con il resto della struttura, possono invece rivelarsi come parti residue di un PROTIRO, ossia un piccolo portico posto a protezione dell’ingresso, comune nella architettura romanica, sostenuto appunto dalle due colonne e consequenziale a quello che oggi si presenta come un timpano.

Gentilmente i proprietari consentono l’accesso all’oratorio nella festivita’ di S.Gerolamo e in alcuni giorni nel mese di maggio per la recita serale del S.Rosario.

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I Lavatoi

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I lavatoi erano la soluzione più adottata per il bucato di casa e il loro utilizzo è stato superato solo dall’avvento delle lavatrici che hanno sgravato le donne di casa di une delle attività più pesanti nella gestione della famiglia.

Ne ricordo uno a Magritto, uno al Masè all’incrocio della Via Bocconi con l’attuale Via Rossini, uno a Casirago in aperta campagna sull’attuale via da Giussano, uno alla bevera di Cortenuova e uno alla Canova,  sicuramente ne dimentico qualcuno.
I siti meglio organizzati avevano due vasche di acqua corrente, nella più grande si faceva il bucato vero e proprio con tanto di sapone e nei momenti di punta l’acqua diventava di colore lattiginoso per il sapone. Nella seconda vasca, di norma più piccola della prima e a monte nel corso dell’acqua, si risciacquava. L’acqua in questa vasca era sempre cristallina.
Era un’attività pesante ma anche un momento di socializzazione per coloro che vi ci si ritrovavano.
Sono letteralmente spariti dal panorama, anche quello della Canova che mi risulta sia l’ultimo a resistere ha problemi di stabilità e non ci si può accedere.

E’ un mondo che non ritornerà più, anche l’acqua dei corsi può essere usata con fiducia per lavare gli indumenti?

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VI domenica dopo Pentecoste

quaresima

 

Domenica 20 luglio 2014
vangelo Luca (Lc 6,20-31)

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti.
Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro».

Commento

“In questa domenica è presente il discorso delle beatitudini a cui fa seguito il discorso dei “guai”.
Le beatitudini ci parlano di un regno di Dio che è ormai vicino,
per essere amici di Gesù c’è un programma di vita che ci invita a non stare nelle superfici, ma che va in profondità. Il cristiano deve vivere muovendosi nella logica delle beatitudini cercando di andare anche controcorrente rispetto alle mode che la società ci pone, quando queste non sono in linea con l’etica dei discepoli di Gesù, anche se ciò costa fatica.
Gesù le beatitudini non le ha solo proclamate, ma è il primo che le ha vissute!
Poi ci sono “guai“, sono espressioni rivolte a chi assolutizzando tutto ciò che si dispone lo tiene per sé e non lo mette a disposizione di chi ha bisogno. Ci sono tante forme di ricchezza che sono in nostro possesso. La dimensione, importante, che forse dobbiamo considerare è quella del tempo che molto spesso banalizziamo. Sempre di più cerchiamo di riempire le nostre giornate di tante cose.Cerchiamo di comprendere al meglio se organizziamo le nostre giornate, o le riempiamo solamente per il nostro piacere e non per mettere il nostro tempo a servizio di chi ha bisogno, a incominciare dai propri familiari, per passare ai nostri vicini di casa, per arrivare a chi nella nostra comunità non ha possibilità di muoversi.”

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V domenica dopo Pentecoste

VangeloDomenica 13 luglio 2014
vangelo Luca (Lc 9,57-62)

In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Commento

“Per essere cristiani ci viene richiesta la radicalità evangelica. Viviamo in un contesto di dimenticanza totale di Cristo.
Gesù ci invita a seguirlo e questo seguirlo ci richiama l’immagine di un qualcosa di dinamico. Avvicinarsi Cristo richiede fatica, perseveranza nel cammino con una costante attenzione alla meta. Il cristiano è invitato ad andare oltre al semplice accontentarsi della Domenica o di alcune manifestazioni che rischiano di confondere la fede con il folclore. Occorre recuperare con più forza la dimensione fede.”

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