IV domenica dopo Pentecoste

noè arcaDomenica 6 luglio 2014
vangelo Luca (Lc 17, 26-30)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.».

Commento

“Verrà per ogni uomo il momento di lasciare questo mondo. Su questa terra siamo in esilio. Dobbiamo ritornare nell’eternità.
Gesù ci avvisa, ci mette in guardia, ci chiede di restare svegli, di porre ogni attenzione perché ogni momento potrebbe essere quello del nostro rientro o ritorno nell’eternità. L’uscita però non è come l’entrata. Nell’uscita siamo tutti dalla volontà del Padre, dal suo cuore, dal suo amore, dalla sua carità. Lo siamo per creazione dal nulla, non per generazione. Non siamo dall’eternità di Dio, siamo dall’eternità da Dio, per volontà, per creazione dal nulla. Il rientro potrebbe essere non in Dio, non nel suo amore, non nel suo Paradiso, non nel suo cuore. Potrebbe essere invece nella perdizione eterna, nell’inferno, nelle tenebre perenni.”

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III domenica dopo Pentecoste

giovanni-evengelistaDomenica 29 giugno 2014
vangelo Giovanni (Gv.3,16 – 21)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Commento

“Gesù Cristo, «la luce delle genti», illumina il volto della sua Chiesa, che Egli manda in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo ad ogni creatura. Gesù è il faro della notte dei tanti Nicodemi che incontriamo nella nostra vita ovvero di quegli uomini e donne assetati di verità e che sono in ricerca assidua. Nicodemo è il fariseo che nella notte si rivolge a Gesù perché in lui come si percepisce dal resto della Scrittura inizia a percepire che quelle sue sicurezze che il mondo farisaico ostenta iniziano a scricchiolare e si rivolge a Gesù nelle ore notturne forse per non essere visto dai compagni o forse perché è il momento della giornata che mette più in crisi l’uomo messo nella solitudine.”

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II domenica dopo Pentecoste

VangeloDomenica 22 giugno 2014
vangelo Matteo (Mt.5,2.43 – 48)

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Commento

“Il discepolo di Gesù è un vero maestro, anzi un vero professore nella scienza e nell’arte di esercitare la carità, la misericordia, la perfezione nell’amore.
La sua carità è universale, cioè senza alcuna distinzione di persone. Il cristiano non fa alcuna differenza tra: amico, nemico, vicino, lontano, buono, cattivo, simpatico, antipatico, meritevole, non meritevole, cittadino, forestiero, sazio, affamato, vestito, nudo, povero, ricco, santo, peccatore, giusto, ingiusto, sapiente, non sapiente, pio, empio, vero adoratore di Dio, idolatra, religioso, ateo. Neanche verso i suoi persecutori egli deve fare alcuna differenza. Lui deve amare sempre tutti, indistintamente.”

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Via Bocconi

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Riporto informazioni tratte in gran parte  dal libro MONTICELLO BRIANZA, PAESAGGI, UOMINI, CULTURE edito dall’Amministrazione Comunale, i cui redattori ringrazio.
Nel secolo XIX il borgo di Monticello era popolato da un numero abbastanza consistente di persone, in crescita rispetto agli anni precedenti. Secondo i censimenti erano 436 abitanti nel 1836 e 532 nel 1831.
L’andamento delle strade che intersecavano il nucleo, come dalla mappa allegata  risalente alla metà del secolo (Catasto Lombardo-Veneto) estratta dal libro sopra citato,   appare molto simile a quello attuale. Non si può non notare tuttavia che una casa occupava gran parte della attuale Piazza de Capitani e che quella che attualmente è la Via Rossini, si staccava dalla Via Bocconi in posizione molto più arretrata verso il centro del paese rispetto alla attuale.

E’ simpatico notare che a quel tempo l’attuale Via Bocconi era indicata come Contrada della Cappelletta, la Via Sirtori, dalla piazza verso l’attuale Casa di Riposo era indicata come Contrada della Posta e l’attuale Via Manzoni era indicata come Contrada Nuova.

Se ricordo bene la casa in piazza venne abbattuta alla fine del 1800 per dare la sua forma attuale alla piazza stessa.
Anche la Via Bocconi è stata interessata a consistenti opere di ammodernamento verso gli anni 60-70 del secolo scorso, perdendo gran parte dell’aspetto rustico che io ancora ricordo vagamente.
Rimane tuttavia il caratteristico edificio in stile neomedioevale con la trifora ed il gioco di laterizi che la adorna. Chi, quando e perchè la costruirono?

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Monticello come Bomarzo?

 

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Bomarzo è un paese in provincia di Viterbo dove il Principe Pier Francesco Orsini fece costruire nel 1547 nel giardino della propria residenza una serie di statue fantasiose e grottesche famoso come Sacro Bosco creando un genere d’arte Si riporta ad esempio l’immagine del “MOSTRO”, conosciuta in tutto il mondo.

Anche Monticello, nel suo piccolo può vantare reperti “grotesque”, basta portarsi in piazza De Capitani e di fianco alla cabina elettrica si può vedere un portone veramente caratteristico. Nel libro “MONTICELLO BRIANZA, paesaggi, uomini e culture” edito dall’Amministrazione Comunale si può leggere ( pg 184)….

… un grande portone di ingresso che si apre sulla piazza. Si distingue quest’ultimo per la complessità e la particolare decorazione: spalle e architrave sono costituiti da blocchi squadrati di pietra molera che conferiscono imponenza. Nel mezzo della parte sommitale interviene il viso scolpito di una figura leonina…… Oltrepassato questo portone si entra all’interno di un’area a corte lunga e stretta che attraverso un altro ingresso conduce in un ampio e suggestivo spazio un tempo luogo di sosta delle carrozze che giungevano alla villa….

Insomma un altro angolo di Monticello che se potesse parlare avrebbe molte storie da ricordare…

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SS.Trinità

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vangelo Giovanni (Gv.16,12 – 15)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Commento

“Lo Spirito ci aiuta a scoprire che Dio cammina con noi; se non ci fosse donato, Dio sarebbe lontano dalla nostra vita e sarebbe un perfetto sconosciuto. Cristo rimarrebbe nel passato e allora l’autorità della Chiesa sarebbe solo potere, la missione una propaganda, il culto una sorta di archeologia e l’agire morale una sorta di schiavitù. In forza dello Spirito, invece, il cosmo intero è nobilitato per il Regno perché il Risorto si fa presente e il Vangelo si fa potenza e vita, la Chiesa realizza la comunione e la sua autorità si trasforma in servizio, il culto diventa memoriale e anticipazione e l’agire umano viene deificato.
Allora comprendiamo che il nostro compito è sempre più immergerci in questo progetto d’amore. La preghiera ci permette di entrare in intimità vera con la Trinità e fa sì che non la sentiamo estranea nella nostra vita, ma protagonista vera. La preghiera da sola rischia di essere sterile e allora il servizio darebbe quel valore aggiunto che rende il nostro dialogo con Dio più vero.”

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L’ edicola alla Madonna in Via Europa

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Un tempo Via Europa era una tranquilla via secondaria non asfaltata che traversando in maniera abbastanza tortuosa l’abitato di Casirago arrivava a Sorino.
Appena fuori dall’abitato di Casirago ricordo un’osteria solitaria con un ampio gioco bocce tra gli alberi ; i MUNTI mi pare la si chiamasse. Accanto c’era un’edicola di campagna dedicata alla Madonna.                                                                                               Ancora adesso vivo la frescura di quell’ambiente nei giorni d’estate, in netto contrasto con l’assolato e polveroso percorso della Via Europa.
Adesso molto è cambiato, soprattutto Via Europa è tagliata a metà dalla trafficatissima Via Besozzi cosa che dà un forte contributo a lasciare solo un vago ricordo dell’ambiente di un tempo.
Rimane però l’edicola alla Madonna, ancora ben tenuta e curata. Sul libro “Monticello Brianza, paesaggi, uomini, culture” redatto dall’Amministrazione Comunale la si cita come un Tabernacolo settecentesco eretto per volere della famiglia Bevagna.
Ancora oggi, quando osservo l’edicola, mi pare che il tempo non sia passato tanta è la serenità che il monumento richiama.

 

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Pentecoste

pentecosteDomenica 8 giugno 2014
vangelo Giovanni (Gv. 14,15 – 20)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».

Commento

“Forse noi cattolici non ci pensiamo abbastanza; eppure quante riprove avremmo di questa presenza fattiva dello Spirito, se solo fossimo più capaci di attenzione!
Impariamo ad accogliere il dono dello Spirito con più consapevolezza e gratitudine!”

 

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Ascensione del Signore

ascensioneDomenica 1 giugno 2014 
vangelo Luca (Lc. 24,36b – 53)
lettura vangelo Ascensione del Signore

In quel tempo il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Commento

“Nella Ascensione noi abbiamo lo schema che la prima comunità cristiana ha adoperato per presentare Gesù come colui che sale al cielo. Non è sufficiente dire: “Il morto è vivo”, è necessario aggiungere che il condannato è diventato Re, non semplicemente ha superato la condanna a morte, ma è stato riabilitato ed è stato riconosciuto come colui che aveva pienamente ragione: “Voi l’avete condannato alla croce, ma Dio lo ha risuscitato e lo ha innalzato con la sua destra”.”

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LA TORRE DELL’ACQUEDOTTO

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Si staglia alta nella parte alta di Monticello e da lontano, la sua sagoma caratteristica, assieme a quella della chiesa, permette di identificare facilmente il paese sullo sfondo.

La sua linea mi ricorda molti monumenti di quel movimento architettonico razionalista italiano che si sviluppò nella prima metà del secolo scorso.

Sul frontale si legge quella che penso sia la data di costruzione (MCMXXXV). Se ricordo bene, in questa forma, è stata messa in occasione del restauro della torre, negli anni 70 del secolo scorso. Prima di allora la data era riportata in un formato diverso ANNO XIII , da ragazzo mi domandavo a che anno tredicesimo si riferisse.

Mio padre mi ricordava quando a Magritto arrivò l’acqua potabile liberando gli abitanti dalla dipendenza dall’acqua del pozzo ed ho conosciuto personalmente il valore che si dava all’acqua del rubinetto, assolutamente da non sprecare.

Forse la torre non ha più l’importanza che aveva un tempo nel rifornimento idrico di Monticello, sono certo tuttavia che continuerà a dare il suo silenzioso contributo ancora e per parecchi anni.

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