La Piazza di Monticello

 

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141006 piazza img008Questa è una perla

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La piazza una volta era un ambiente vivo e vissuto. Ricordo le serate estive passate a giocare a pallone a ridosso del muro dell’allora villa Radice-Fossati con la gente intorno che faceva salotto (casciaven ball). La piazza era un mondo vivo perchè ospitava una merceria, una panetteria, un negozio di confezioni e sartoria, un riparatore di biciclette e un bar. Nelle immediate vicinanze c’era più di un negozio di alimentari, e poi la Posta, e in seguito c’è stato poi un fruttivendolo….

Oggi la piazza è un anonimo parcheggio che non tutti i siti di mappe segnalano ed a cui si arriva con difficoltà a causa di numerosi (ma necessari) sensi unici.

Qual’è la sua storia?   Estraggo le seguenti note dalla pubblicazione “Palazzo Comunale e ….dintorni” redatto dalla Amministrazione Comunale nel 1999 (ringrazio il Sig Sandro Pirovano per la ricerca storica e i testi).

…nella seduta consiliare del 22 ottobre 1871 il consiglio comunale di Monticello vota la fusione dei due comuni separati di Monticello e Casirago…  … E’ solo un auspicio, il discorso viene ripreso dal comune di Casirago il 13 ottobre 1878 in sessione autunnale…

…ed il regio decreto 29 febbraio 1880 sancisce che dal successivo 1 maggio esista il solo Comune di Monticello…..

…Le amministrazioni che si susseguono a Monticello, pur costrette ad applicare la politica nazionale della lesina ed a fare i conti con magri bilanci di poche migliaia di lire, perseguono tuttavia qualche progetto ambizioso, dotare il paese di una piazza degna di tale nome, ……

Vedasi la piantina datata 1886 tratta dalla medesima pubblicazione citata sopra che ancora riporta un edificio denominato Casa Perego che verrà abbattuto per creare la piazza.

La piazza è intitolata a Arturo de Capitani, un partigiano morto il 26 aprile 1945 in uno scontro con i nazifascisti sulla strada da Calco a Rovagnate. Navigando in internet ho trovato alcune notizie su quel cupo episodio.
Arturo è sepolto nel cimitero di Monticello.

Sono episodi oramai lontani eppure in qualche modo ancora recenti, forse tra noi c’è ancora chi li ha vissuti. Qualcuno ricorda quando gli venne dedicata la piazza?

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VI domenica dopo il martirio di S. Giovanni il Precursore

vangelo 2Domenica 5 ottobre 2014
vangelo Luca (Lc 17,7-10)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Commento

Siamo tutti servi di Dio quanto siamo credenti in Cristo Gesù. Se servi di Dio, siamo servi gli uni degli altri. Il ricco è servo del povero e il povero del ricco. L’operaio è servo del padrone e il padrone servo dell’operaio. Il maestro servo del discepolo e il discepolo servo del maestro Il vero discepolo di Gesù è servo dei fratelli. Può essere scienziato, filosofo, teologo, maestro, dottore, apostolo, presbitero, diacono, lavoratore, imprenditore, agricoltore: ma sempre servo. Tutto ciò che fa lo deve fare per il più grande bene dei fratelli. La sera, dopo aver servito tutti i suoi fratelli, dovrà sempre dire: sono servo inutile nelle mani del mio Signore. Domani riprenderò il servizio, se il Signore vorrà servirsi ancora di me per fare il bene ai suoi figli.

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V domenica dopo il martirio di S. Giovanni il Precursore

amerai con tt il cuoreDomenica 28 settembre 2014
vangelo Matteo (Mt 22,34-40)

In quel tempo. I farisei, avendo udito che il Signore Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Commento

La grande lezione del Vangelo di oggi è proprio il comandamento dell’Amore.
Amore per Dio e Amore per il prossimo.
Questo comandamento non può essere scisso.
L’amore del prossimo può realizzarsi quando imparo a guardare l’altra persona non più soltanto con i miei occhi e con i miei sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo. Il suo amico è mio amico. Io vedo con gli occhi di Cristo e posso dare all’altro lo sguardo di amore di cui egli ha bisogno.
Quindi amore di Dio e amore del prossimo sono un unico comandamento. Entrambi vivono dell’amore di Dio che ci ha amati per primo.

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IV domenica dopo il martirio di S. Giovanni il Precursore

quaresimaDomenica 21 settembre 2014
vangelo Giovanni (Gv 6,24-35)

In quel tempo. Quando la folla vide che il Signore Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Commento

Gesù non disprezza tutto ciò che concerne la vita materiale, sa che l’uomo ha bisogno di un sostentamento dignitoso.Tuttavia, “l’uomo non vive di solo pane”, come dice Gesù al tentatore nel deserto.
Sentiamo il bisogno di superare le nostre debolezze, di guarire le nostre ferite.  Bisogna saper passare attraverso il tempo della prova, della debolezza per entrare nella guarigione e nella pace. Il cibo che non perisce rimanda all’opera di Dio: essa è la misericordia. Nella misericordia si scopre il vero volto di Dio e il vero volto dell’uomo.

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UN LUOGO DETTO “IL MORTORIO” , LA “CHIESUOLA” PARROCCHIALE E DINTORNI

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La vecchia foto ritrae una scolaresca ripresa in quello che oggi è il piazzale del Comune e che fu “ul murtori”

Da ragazzo mi veniva spesso nominato “ul murtori” che per le poche informazioni che mi venivano fornite posizionavo nei pressi della chiesa parrocchiale ma non riuscivo a fare meglio. Ho trovato migliori dettagli nella pubblicazione “Palazzo Comunale e dintorni” distribuita dalla Amministrazione Comunale nel 1999 che ho fortunosamente recuperato riordinando i miei libri. Ringrazio il Sig Sandro Pirovano che ha fatto le ricerche e spero di fare cosa gradita a tutti riportando le notizie seppure in modo parziale sul blog. Chi avesse migliori informazioni o immagini non esiti a proporle.
….Le amministrazioni che si susseguono a Monticello, (dopo la fusione nel 1880 dei comuni di Monticello e Casirago, in precedenza autonomi ndr) pur costrette ad applicare la politica nazionale della lesina ed a fare i conti con magri bilanci di poche migliaia di lire, perseguono tuttavia qualche progetto ambizioso: dotare il paese di una piazza degna di tale nome ed offrire agli scolari delle tre classi di scuola elementare dell’obbligo una decorosa casa comune che serva anche come sede municipale…..
….il cantiere viene aperto il 4 ottobre 1887 e resterà aperto un anno intero……

….L’edificio comunale che si va edificando viene a prendere stabile dimora presso la “chiesuola” parrocchiale, sorta in epoca ben remota e circondata a lungo dal cimitero (che giustificherebbe quel popolare riferimento al “mortorio”) divenuta con il tempo angusta per gli 800 abitanti della parrocchia e bisognosa di restauro ed ampliamento. Se ne è assunto il pesante onere il parroco Felice Baroni, l’ing Gioachino Tagliasacchi ne ha eseguito il “disegno in stile longobardo di gusto squisitissimo” per armonizzare l’interno alquanto disadorno, si sono spese 3900 lire sborsate in prevalenza dai possidenti locali, aggiuntevi giornate di mano d’opera gratuita prestata dai parrocchiani. Il tutto tra il 1869 (prima pietra il 1 ottobre) e il 1876 quando, il 14 maggio, l’arcivescovo Luigi Nazari di Calabiana ha fatto sosta a Monticello per consacrare solennemente la chiesa ampliata e rimessa a nuovo, con grande concorso di popolo e di autorità….

…Altra novità: sul colle del mortorio: si costruirà una nuova casa parrocchiale in posizione vicina alla chiesa, sempre su terreno di proprietà ex Nava. Entrati nel nuovo secolo, poi, si edificherà l’oratorio festivo per la gioventù, affidando l’assistenza dei ragazzi a padre Agostino Molteni, olivetano………

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Esaltazione della Santa Croce

esaltazione della croceDomenica 14 settembre 2014
vangelo Giovanni (Gv 3,13-17)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Commento

Nicodemo richiama continuamente Gesù alla Legge: “E’ l’osservanza delle regole che salva!; sono i Comandamenti di Mosè che bisogna seguire; bisogna rispettare la tradizione, ecc”. Gesù invece dice: “Se tu non cambi vita e non ti apri allo Spirito, non conosci Dio”. La fede non è più non trasgredire delle regole ma un cambiamento di vita. Dio è un incontro, un’esperienza, il far contatto con “qualcosa” di vitale, di così bello e irresistibile, che ti cambia la vita. Dio è sconvolgente. Quando lo incontri, non sei più lo stesso. Quindi Dio non è l’osservanza di qualcosa di esterno (la legge) ma l’adesione ad una spinta e ad una chiamata interiore.

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II domenica dopo il martirio di S. Giovanni il Precursore

vangelo 2Domenica 7 settembre 2014
vangelo Giovanni (Gv 5,19 – 24)

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita».

Commento

Questo discorso esprime una pienezza di disponibilità di Gesù verso il Padre: per un certo verso, si presenta egli stesso come un apprendista che impara con grande fedeltà davanti al maestro che insegna. E’ anche quello che Gesù si aspetta da noi, con umiltà e con coraggio. L’agire di Gesù si fonda su un rapporto di amore senza riserve del Padre verso il Figlio e tutto il Vangelo, in particolare quello di Giovanni, vorrà dimostrare questa fedeltà totale di ascolto da parte di Gesù che sviluppa e matura la volontà di Dio nel tempo.

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SANTA AGATA, UN ESEMPIO NEOCLASSICO A MONTICELLO

s.agataLuca Nava, che ringrazio, propone questo interessante e documentato articolo

Nella parete dei destra del presbiterio della Chiesa Parrocchiale di S.Agata è posto un affresco raffigurante la Santa titolare della Parrocchia.
Dipinta da Carlo Gerosa (1805-1879) nel 1878, l’opera si può considerare dal punto di vista cronologico pienamente romantica; ma in Italia, come è noto, il romanticismo assume i connotati e le tematiche legati alle vicende che avrebbero portato all’unità e poi alla repubblica.
In questo affresco, invece, per il soggetto e per la commissione ecclesiastica, l’artista sembra voler ravvivare la tradizione neoclassica, scegliendo di raffigurare la Santa non nel momento del martirio, come spesso accade, ma di mettere in risalto invece l’atto in cui si manifesta la sua coerenza nella fede in Dio e rifiuta di rinnegarla davanti al tribunale romano.
Nella realtà la ragazza, poco più che ventenne all’epoca dei fatti, fu condotta dinnanzi al tribunale anche per altri motivi: essendo di famiglia benestante, le autorità, in seguito ad una condanna, avebbero potuto confiscare le grandi proprietà di famiglia, e secondariamente perchè la giovine si era rifiutata di cedere alle voglie dell’Imperatore Decio (III sec) che, non si dimentichi, incarnava ancora nel terzo secolo, oltre all’autorità politica anche una pretesa autorità divina.
L’ambientazione della scena avviene sotto un porticato romano retto da due colonne, sotto il quale è l’alto plinto su cui presenzia la statua allineata al braciere posto ai suoi piedi. Il gesto volutamente accentuato del delegato imperiale si armonizza idealmente con il gesto della Santa che, allontanandosi dal centro della composizione sembra accennare, con grazia, un passo di danza.
Come da tradizione iconografica, Agata indossa un vestito bianco ed un manto porporato che nell’occasione la riveste solo parzialmente; la scelta del Gerosa di utilizzare i medesimo colori anche per il giudice romano all’estremità opposta della scena si rivela particolarmente felice ai fini dell’equilibrio della composizione.
L’affresco esibisce le notevoli dimensioni di 3×2 metri ed è stato recentemente oggetto di restauro che ne ha risolto i problemi di incrostazioni e depositi fuligginosi che ne impedivano l’apprezzamento cromatico e la finezza del tratto disegnativo.
Le zone soggette a maggior intervento consevativo sono individuabili nelle aree tratteggiate riportate in fotografia.

BIBLIOGRAFIA
– Sergio Rebora – ” CARLO GEROSA PITTORE” – Ed.Grafis
l’Autore e l’opera sono citati su Wikipedia al seguente indirizzo
http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Gerosa_%28pittore%29

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I domenica dopo il martirio di S. Giovanni il Precursore

VangeloDomenica 31 agosto 2014
vangelo Luca (Lc 9,7-11)

In quel tempo. Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

Commento

Gesù è il profeta. Gesù è il Mediatore unico, universale tra Dio e l’umanità. Gesù non è un fondatore di religione. È la vera religione, la vera fede, la verità, la vita, la grazia, la santità, la giustificazione, la sapienza attraverso cui il Padre celeste ha deciso fin dall’eternità di amare l’uomo di un amore eterno e divino. Gesù non è esterno alla religione, alla fede. Fede e religione si vivono in Lui, con Lui, per Lui, nel suo corpo che è la Chiesa. Cristo Gesù non è morto. Lui è il Vivente eterno. La sorgente eterna attraverso cui lo Spirito Santo oggi si riversa sull’umanità per la sua vera salvezza.

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Domenica che precede il martirio di S. Giovanni il Precursore

quaresimaDomenica 24 agosto 2014
vangelo Marco (Mc 12,13-17)

In quel tempo. I sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.

Commento

“Chi diviene una cosa sola con lo Spirito Santo, chi entra nella Parola e la osserva con coscienza pura, retta, scevra da ogni sotterfugio di teologia o di altra scienza e sapienza umana, dallo Spirito sempre sarà aiutato a percepire la verità che è nella parola dell’uomo come anche la sua falsità. Saprà se è una parola di adulazione, di ipocrisia, di inganno, di tentazione, di calunnia, di falsità. Saprà se quella parola è per la sua rovina o per la sua salvezza.”

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