VI domenica dopo Pentecoste

quaresima

 

Domenica 20 luglio 2014
vangelo Luca (Lc 6,20-31)

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti.
Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro».

Commento

“In questa domenica è presente il discorso delle beatitudini a cui fa seguito il discorso dei “guai”.
Le beatitudini ci parlano di un regno di Dio che è ormai vicino,
per essere amici di Gesù c’è un programma di vita che ci invita a non stare nelle superfici, ma che va in profondità. Il cristiano deve vivere muovendosi nella logica delle beatitudini cercando di andare anche controcorrente rispetto alle mode che la società ci pone, quando queste non sono in linea con l’etica dei discepoli di Gesù, anche se ciò costa fatica.
Gesù le beatitudini non le ha solo proclamate, ma è il primo che le ha vissute!
Poi ci sono “guai“, sono espressioni rivolte a chi assolutizzando tutto ciò che si dispone lo tiene per sé e non lo mette a disposizione di chi ha bisogno. Ci sono tante forme di ricchezza che sono in nostro possesso. La dimensione, importante, che forse dobbiamo considerare è quella del tempo che molto spesso banalizziamo. Sempre di più cerchiamo di riempire le nostre giornate di tante cose.Cerchiamo di comprendere al meglio se organizziamo le nostre giornate, o le riempiamo solamente per il nostro piacere e non per mettere il nostro tempo a servizio di chi ha bisogno, a incominciare dai propri familiari, per passare ai nostri vicini di casa, per arrivare a chi nella nostra comunità non ha possibilità di muoversi.”

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