Sinodo “Chiesa dalle genti”: a che punto siamo

Se paragonassimo il Sinodo a una corsa ciclistica, potremmo dire che, a oggi, non abbiamo ancora scollinato e il percorso da compiere ci impone un altro pezzo di salita: delle sette fasi previste dal cronoprogramma che scandisce il Sinodo ci lasciamo alle spalle avvio e fase di ascolto. Le prossime, impegnative tappe sono la scrittura, il confronto e poi ancora la sintesi, una proposta definitiva e, finalmente l’arrivo, con la promulgazione ufficiale delle nuove costituzioni.

La fase dell’ascolto è stata ragionevolmente lunga (anche se molti avrebbero preferito scadenze più morbide per approfondire di più e meglio) e punteggiata da qualche insidia (per alcuni imputabile alla complessità delle tracce, per altri all’impalpabilità del fenomeno in certe zone della Diocesi). Tuttavia, a qualche giorno dal termine per la consegna dei contributi, riteniamo di potere dire che davvero in molti e capillarmente si sono sentiti invitati all’incontro e al confronto sul tema “Chiesa dalle genti”, pure a fronte delle difficoltà insite nell’approcciare il tema così ampio, complesso, ma certamente cogente, di un volto di Chiesa Ambrosiana in cambiamento. La partecipazione ampia e capillare – riscontrabile dai contributi ricevuti da numerosissimi Consigli Pastorali a vario livello o dalle assemblee di presbiteri, dai numerosi insegnanti di religione e dagli istituti di vita consacrata, dalle comunità di migranti cattolici (e non solo) e da singoli cittadini che si sono sentiti personalmente coinvolti – ci sembra già un dato largamente positivo, testimone del fatto che ‘ci interessa’: il Vangelo di Gesù che parla alle nostre vite; la Chiesa Ambrosiana; il fratello che arriva; la società che vogliamo contribuire a costruire.

La tappa più prossima, che impegnerà la Commissione di coordinamento del Sinodo nell’analisi e sintesi del ricco e articolato bagaglio di contributi, è quella della scrittura: ovvero, la stesura delle proposizioni che, in vista del documento sinodale, andranno sottoposte a una prima lettura (in giugno) da parte del Consigli Presbiterale e Pastorale diocesani. Una tappa da affrontare con l’entusiasmo di chi vede il traguardo e con la consapevolezza di avere avuto una grande squadra a tirare la volata.

Simona Beretta
Commissione di Coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”

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Martedì la “Notte bianca della fede” degli adolescenti

Questa nota è integralmente ripresa dal foglio “CELEBRIAMO LA MESSA – RITO AMBROSIANO” di domenica, 22 aprile 2018.

Martedì prossimo tremila adolescenti della nostra diocesi partiranno per Brescia per vivere la Notte bianca della fede.
Porteranno il saluto della nostra Chiesa al Vescovo, mons. Pierantonio Tremolada, che nelle edizioni precedenti li ha accompagnati da “ambrosiano” e ora li accoglie da Pastore della diocesi di Brescia.Insieme percorreranno la città sulle orme del beato Paolo VI, presto santo.
La mattina del 25 aprile concluderanno il loro cammino con la S.Messa nel centro città presieduta dal nostro Arcivescovo, mons. Mario Delpini.
Tutte le informazioni su Chiesa di Milano

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Campo estivo 2018

Campo estivo 2018 a SANTA LUCIA VALDISOTTO / BORMIO (SO)

  • Per i ragazzi dalla 3° alla 5° elementare da Sabato 14/07/2018 a Sabato 21/07/2018
  • Per i ragazzi delle medie da Sabato 21/07/2018 a Sabato 28/07/2018
  • Per gli adolescenti da Sabato 28/07/2018 a Sabato 04/08/2018

Vi aspettiamo, lunedì 23 aprile alle ore 21.00 in Oratorio a Monticello per la presentazione delle proposte estive e in particolare della proposta dei campo estivi nella nuova divisione per fasce di età.

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Fondo Diamo Lavoro. ecco come contribuire

Qesta nota è integralmente ripresa dal foglio CELEBRIAMO LA MESSA -RITO AMBROSIANO del 15 aprile 2018.

Come ci ricorda papa Francesco , non basta un reddito, serve il lavoro. Nè emancipazione nè vera dignità sono possibili senza un lavoro.
Con il Fondo Diamo Lavoro la Diocesi sta offrendo concrete opportunità di reinserimento nel mercato occupazionale per chi ne è stato espulso.
Ma serve l’aiuto di tutti per sostenere questa iniziativa: si può donare diventare partner oppure semplicemente promuovere il progetto.

Leggi come fare sul sito Fondo Famiglia Lavoro

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Alcune segnalazioni: Lettera dei Vescovi lombardi su Amoris Laetitia, prova Avvenire gratis, App per lezionario ambrosiano, invita i tuoi collaboratori il 5 maggio

Lettera dei Vescovi lombardi sulla ricezione di “Amoris laetitia”
I Vescovi lombardi hanno scritto una lettera dal titolo “Camminiamo, famiglie!”, rivolta a sacerdoti, famiglie e comunità sulla ricezione di Amoris Laetitia nelle diocesi di Lombardia.
Il testo integrale è pubblicato qui
http://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/i-vescovi-della-lombardia-e-la-amoris-laetitia-camminiamo-famiglie-212942.html
(per accedere al documento copia l’indirizzo e incollalo nella barra degli indirizzi della pagina)
E’ apparso anche ieri sulle pagine di “Milano Sette”.

Prova Avvenire con Milano Sette gratis per tre mesi
È possibile usufruire di una prova gratuita di tre mesi del quotidiano “Avvenire” in formato digitale (sul tuo pc, tablet, smartphone).
“Avvenire” è uno strumento di informazione molto prezioso in Diocesi, poiché si arricchisce ogni domenica con “Milano Sette”, il settimanale che accompagna la vita della Chiesa ambrosiana e illustra il magistero del nuovo Arcivescovo, mons. Mario Delpini.
Per aderire alla prova è sufficiente inviare una e-mail col tuo nome e cognome a: milano7@avvenire.it.
(copia l’indirizzo e incollalo nel messaggio mail)
Riceverai il codice per ottenere l’accesso gratuito. Con questa modalità, puoi anche regalarlo.

Nuova App per leggere il breviario ambrosiano
Da domenica 1° Aprile è disponibile l’app, creata grazie alla collaborazione tra Cei e Arcidiocesi di Milano, che permette di fruire del breviario in rito ambrosiano (e romano) sul proprio smartphone o tablet.
L’app è gratis e scaricabile dai seguenti link:
Apple Store (iPad, iPhone)
https://itunes.apple.com/us/app/cei-liturgia-delle-ore/id976201977?l=it&ls=1&mt=8
Android (altri smartphone e tablet)
https://play.google.com/store/apps/details?id=cei.liturgiadelleore.app
(per accedere al documento copia un indirizzo facendo attenzione alla tecnologia del tuo dispositivo e incollalo nella barra degli indirizzi della pagina)

Il 5 maggio incontro speciale di “La Parrocchia comunica” con mons. Delpini
Sabato 5 maggio dalle ore 9.30 alle ore 13 in Università Cattolica si svolgerà il 5’ incontro del corso “la Parrocchia comunica” dal titolo “Social media e video: l’impatto sulle nuove generazioni e l’educazione a una corretta fruizione”.
Tra i relatori l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini.
È possibile partecipare anche se non si è iscritti al corso. Utile invitare all’incontro catechisti ed educatori della tua Parrocchia.
Qui puoi trovare tutti i dettagli http://www.chiesadimilano.it/ufficioperlecomunicazionisociali/news/convegno-social-media-e-video-educare-a-una-corretta-fruizione-4913.html
(per accedere al documento copia l’indirizzo e incollalo nella barra degli indirizzi della pagina)
Ingresso gratuito. Iscrizione obbligatoria a questo link http://embedrd.ircmi.it/node/130.
(per accedere al documento copia l’indirizzo e incollalo nella barra degli indirizzi della pagina)
Il numero dei posti disponibili è limitato.

don Davide Milani
Responsabile comunicazione
Arcidiocesi di Milano
Portavoce mons. Delpini

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Pronti a pensarci come “Chiesa dalle genti”

Dopo una prima fase di ascolto capillare, il Sinodo diocesano entra ora in un momento successivo, cruciale per il suo sviluppo. È agli sgoccioli l’invio degli esiti della consultazione di base (frutto del lavoro di confronto e di ascolto fatto dalle parrocchie, dagli operatori della carità, dai preti e dal mondo della vita consacrata; ma anche da parecchie istituzioni educative, come pure da amministratori locali e dai migranti stessi), che ha fatto giungere alla commissione centinaia di risposte. Mostreremo i numeri e la consistenza di questa fase nelle tracce di riflessione che predisporremo per il consiglio presbiterale e pastorale diocesano.

La commissione in queste settimane è concentrata e al lavoro per stendere le sintesi e i testi che faranno da guida al momento strettamente sinodale, vissuto dai due consigli diocesani. Sono tante le indicazioni e i suggerimenti che ci sono giunti, come pure le indicazioni di fatiche e punti di tensione su cui lavorare. Emerge tuttavia con sempre maggiore lucidità un punto che fa da architrave al cammino che stiamo costruendo insieme: per essere all’altezza del cambiamento che la Chiesa di Milano sta vivendo non basta immaginare delle aggiunte o delle integrazioni agli stili che disegnano il nostro volto ecclesiale e la nostra vita di fede. Con più semplicità ma anche con maggiore coraggio occorre invece prepararci e a cambiare, a ripensarci come soggetti diversi, frutto di quel “noi” che è il risultato dell’azione di attrazione che il Crocifisso risorto continua ad esercitare nelle nostre vite e nella storia.

Un simile cambiamento non avviene a tavolino e nemmeno sarà frutto soltanto di documenti e di decreti. È opera di una Chiesa che tutta insieme si lascia guidare dallo Spirito santo; è frutto di una Chiesa che sa rimanere concentrata nella contemplazione del disegno che Dio le sta facendo realizzare dentro la storia degli uomini. Per questo motivo il lavoro delle parrocchie, il lavoro dei singoli cristiani e delle comunità non è finito: invitiamo tutti a leggere con attenzione le tracce che a breve pubblicheremo sul sito del Sinodo, per continuare a discernere assieme (passando i vari suggerimenti che vi verranno a qualche componente del consiglio presbiterale o pastorale) come Milano può essere Chiesa dalle genti.

Mons. Luca Bressan
Presidente della Commissione di coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”
Vicario episcopale Arcidiocesi di Milano

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I riti della Settimana Santa in Duomo in diretta in radio, TV e sul sito chiesadimilano.it

Questa nota è integralmente ripresa dal foglio CELEBRIAMO LA MESSA – RITO AMBROSIANO del 25marzo 2018.

Inizia la Settimana Santa, sarà possibile pregare con l’Arcivescovo in tv, radio e sul sito portale diocesano.
Su ChiesaTV (canale 195) e sul sito  Chiesa di Milano saranno trasmesse in diretta le solenni Celebrazioni del Giovedì Santo (Santa Messa Crismale  alle ore 9,00 e Messa nella Cena del Signore alle ore 17,30) del Venerdì Santo (Passione e Deposizione del Signore alle ore 17,30) e la Veglia Pasquale di sabato sera alle ore 21.
Radio Marconi trasmetterà in differita l’omelia dell’Arcivescovo delle Sante Messe del Giovedì Santo e del Venerdì Santo alle ore 19,30, mentre la Veglia Pasquale sarà trasmessa in diretta.

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Attirerò tutti a me

«Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me», sono le parole con cui Gesù annuncia ai discepoli e alla folla l’imminenza ed il significato della sua passione, morte e risurrezione. Ed è l’immagine biblica scelta per il Sinodo minore «Chiesa dalle genti».

Per Gesù quindi la sua «Ora», come il Vangelo di Giovanni chiama la Pasqua, consiste in una «elevazione», che però a differenza di altre famose assunzioni (cfr. quella di Elia, descritta in 2Re 2) non lo rapisce, allontanandolo dagli umani; anzi esercita su di loro un potere d’attrazione, che li rende inseparabili.

Il primo effetto è la raggiunta pienezza della comunione con lui: niente e nessuno potrà ormai separarci, perché il vincolo che si crea trascende ogni logica e dinamica terrena; con lui e per lui siamo veniamo effettivamente elevati in una dimensione «altra», trascendente, quella di Dio.

Il secondo, immediata conseguenza del primo, è un’inedita unione anche tra gli uomini, perché, per la prima volta – nella sua plurimillenaria vicenda – l’umanità si sperimenta per quello che è nel progetto di Dio: una sola grande famiglia. Multiforme per lingua, cultura, tradizione e religione, ma unita nell’origine e nella meta. Unita anche nell’amore concreto e solidale con ciascuno è chiamato a prendersi cura degli altri, riproducendo sulla terra il modello trinitario, come indica il documento preparatorio del Sinodo:

«Il mistero pasquale è anche rivelazione del volto primo e ultimo di Dio. Attraverso la storia della salvezza Dio si fa conoscere come Trinità – comunione d’amore. Tutti gli uomini sono stati creati a immagine e somiglianza della Trinità, in cui la perfetta unità si mostra come relazione d’amore nella differenza» (p. 19). «[Questo sinodo] è un’occasione provvidenziale per riappropriarci del nostro essere e ripensare la nostra prassi pastorale, sotto lo guida dello Spirito di comunione che unisce in unità popoli diversi per lingua, costumi e provenienza, diventando così più incisiva nella società plurale» (p. 21).

Il Sinodo ci sta quindi aiutando a vivere anche la Pasqua, con tale consapevolezza e disponibilità.

don Alberto Vitali
Segretario Commissione di coordinamento per il Sinodo “Chiesa dalle genti”
Responsabile Ufficio per la Pastorale dei Migranti

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V domenica di Quaresima

LazzaroDomenica 18 marzo 2018
vangelo Giovanni ( Gv 11,1-53)

In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

Commento

Il vangelo oggi, per un lungo tratto, ci ha fa rivivere ciò che accade in una casa quando uno della famiglia sta male e poi muore. Voci che si chiamano da lontano prima che avvenga il transito e poi un dolore fitto, che fa stretta al cuore: un pianto soffocato, un non capire. E poi, più che di parole, un bisogno di presenze buone, un bisogno di occhi, di carezze, di abbracci, un bisogno anche di silenzi. Di silenzi e di amicizie.

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Il Sinodo: evento spirituale, di chiamata e di conversione personale ed ecclesiale

Siamo nel momento cruciale e più generativo del sinodo diocesano: l’apparente silenzio della macchina sinodale è la cornice che dà spazio al suono prodotto dal fitto lavoro delle tante realtà ecclesiali che in modo capillare stanno trasformando l’annuncio e il discorso (la visione di una “Chiesa dalle genti”) in realtà, in carne ed ossa. Alcuni segnali raccolti muovendomi in Diocesi proprio per osservare tutto questo lavoro – e per imparare da esso – ci rimandano alcune constatazioni che rilancio come risorsa.

Sono impressionato anzitutto dalle energie e dalla disponibilità che i territori e i diversi soggetti ecclesiali stanno manifestando. Penso sia corretto leggere questo dato come un primo “miracolo”: l’indizione del Sinodo ha consentito al corpo ecclesiale di scoprire delle energie e delle risorse che nessuno di noi pensava avessimo. Se il frutto fosse già soltanto la capacità di attivare in ogni decanato un luogo in cui leggere e interpretare i segni delle trasformazioni che stiamo vivendo come Chiesa diocesana, sarebbe sicuramente un grande risultato! Ci troviamo dentro un corpo ecclesiale che sta reagendo in modo positivo, che sta entrando nel processo sinodale vivendo come un evento spirituale, di chiamata e di conversione personale ed ecclesiale.

Ulteriore osservazione: le energie e le azioni messe in campo possono essere rilette, alla luce dell’esercizio contemplativo richiesto dal testo guida, come segni di quella dinamica di attrazione esercitata dalla croce di Cristo che tutti siamo invitati a riscoprire dentro il cambiamento culturale e sociale delle nostre terre ambrosiane. Il Sinodo si rivela veramente come l’occasione per vedere la Chiesa mentre viene generata continuamente, in ogni epoca, dallo Spirito di Dio come corpo di Cristo. La radice teologica e spirituale del nostro lavoro pastorale davvero sta emergendo con chiarezza.

Da qui un compito irrinunciabile: occorre che i decanati diventino sempre più il cuore pulsante del Sinodo. Diventando cioè un laboratorio, un luogo in cui non soltanto si raccolgono ma si interpretano i dati raccolti dalle varie parrocchie e dalle altre realtà ecclesiali e civili, favorendo così lo sviluppo di una lettura nuova, capace di riconoscere i segni dello Spirito che genera la Chiesa. Se il Sinodo minore fosse l’occasione per la nascita di simili luoghi, ci troveremmo di fronte ad un’operazione rivoluzionaria: stiamo per attivare una nuova epoca di implantatio ecclesiae, di radicamento della fede cristiana dentro la cultura e la società così profondamente in cambiamento. Stiamo cioè operando per dare corpo, realtà e carne, alla visione della Chiesa dalle genti che ci guida.

Mons. Luca Bressan
Presidente della Commissione di coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”
Vicario episcopale Arcidiocesi di Milano

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