I domenica di Quaresima

tentazioneDomenica 18 febbraio 2018
vangelo Luca ( Mt 4,1-11)

In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini al tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai:
a lui solo renderai culto».

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Oggi è la Giornata mondiale del Malato

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Questa nota è integralmente ripresa dal foglio ” CELEBRIAMO LA MESSA-RITO AMBROSIANO” dell’11 febbraio 2018.

Il tema scelto dalla Cei per questa XXVI Giornata mondiale del Malato è ” Mater Ecclesiae: ‘ Ecco tuo figlio…Ecco tua madre’. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sè”.
Oggi, l’invito rivolto alla comunità cristiana è di disporsi, con sguardo attento e cuore generoso, verso la persona bisognosa con solidarietà e misericordia per annunciare la buona notizia del Vangelo e la forza redentrice della Pasqua di Cristo.
Per informazioni Chiesa di Milano

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Sinodo minore “Chiesa dalle genti”. La fase di ascolto: passi semplici e gesti impegnativi

Con la pubblicazione delle tracce per la condivisione, il Sinodo minore è entrato in un momento cruciale del suo percorso. La fase di ascolto ha a disposizione tutti gli strumenti (testo guida + tracce) utili a dare vita a un grande e costruttivo dibattito. Attori da coinvolgere: il corpo ecclesiale, nelle sue diverse figure (consigli pastorali, ministri ordinati e consacrati, giovani, operatori della carità), ma anche tutte le persone che desiderano misurarsi con le domande che la Diocesi di Milano si sta ponendo, proprio perché ne condividono il carattere di urgenza e la capacità di futuro (mondo della scuola, amministratori locali, servizi territoriali rivolti alla persona).

Dal grado di coinvolgimento e dalla qualità dell’ascolto che avremo saputo creare dipenderà l’esito del percorso sinodale. Perché sia, come l’Arcivescovo ci ha chiesto, un evento di popolo, occorre che questa fase sia curata e molto diffusa: solo così potremo giungere al successivo momento di costruzione e definizione delle proposte sicuri che i discorsi che intavoleremo non sono il frutto delle convinzioni di pochi ma l’esito di un sicuro processo di ascolto del “fiuto” del popolo di Dio (sensus fidei).

Essere Chiesa dalle genti: per giungere a realizzare un simile cammino di conversione occorre in questa fase di ascolto miscelare allo stesso tempo gesti impegnativi e passi abbastanza semplici. Gesti impegnativi: è necessario scegliere di vedere, come dice il documento preparatorio, oltre la superficie del quotidiano, le gesta di Dio che si stanno realizzando dentro situazioni e avvenimenti che a prima vista ci appaiono non chiari e non facili da affrontare. Passi abbastanza semplici: basta iniziare ad impegnarsi in questo ascolto, e subito ci accorgeremo che sono tanti i percorsi di conversione già avviati e i sentieri intrapresi.

La Chiesa dalle genti è già tra noi: il difficile è riuscire a vederla, superando le paure e le stanchezze che come un velo ci coprono gli occhi, impedendoci di contemplare ciò che lo Spirito santo già opera dentro le nostre vite.

mons. Luca Bressan
Presidente della Commissione di coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”
Vicario episcopale Arcidiocesi di Milano

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Ultima domenica dopo l’Epifania

pubblicanoDomenica 11 febbraio 2018
vangelo Luca ( Lc 18,9-14)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Commento

“Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri”. La voglia di dire tutto di tutti, difendendoci, senza metterci in discussione, ce la portiamo dentro tutti, come un istinto. Spesso ci si sente investiti da una missione speciale, noi si che sapremmo mettere in riga tante cose che non vanno e soprattutto certe persone che non quadrano. Ci sentiamo i professionisti della verità e della giustizia. Eppure, mentre spesso ci autocompiacciamo di sparlare degli altri, ci guardiamo bene dall’esaminare con lo stesso rigore lo stato reale della nostra coscienza

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In preparazione per la Quaresima

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Febbraio è un mese importante per la nostra comunità

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La ” Passione” di Previati ai Chiostri di Sant’Eustorgio

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Questa nota è integralmente ripresa dal foglio ” CELEBRIAMO LA MESSA” RITO AMBROSIANO del 4 febbraio 2018

Al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano è giunta in dono una splendida “Via del Calvario” , opera di Gaetano Previati, indiscusso protagonista del Divisionismo italiano.
Intorno a quest’opera, un intenso percorso ai Chiostri di Sant’Eustorgio                        (piazza Sant’Eustorgio 3 a Milano), legato al tema della Passione di Cristo, offre lo spunto per una riflessione nel tempo di Quaresima, in preparazione alla Santa Pasqua.
Orari di visita: martedi-domenica dalle 10 alle 18
Per informazioni Chiostri di Sant’Eustorgio

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Penultima domenica dopo l’Epifania

domenica 4 febbraioDomenica 4 febbraio 2018
vangelo Luca ( Lc 7,36-50)

In quel tempo. Uno dei farisei invitò il Signore Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

Commento

Gesù era ben consapevole che le Sue parole e il Suo modo di agire finivano sempre per scandalizzare i benpensanti. Che sia un pubblicano o un fariseo ad invitarLo non fa differenza. A Lui importa che il Vangelo della misericordia raggiunga tutti. Gesù è l’uomo della tenerezza, dell’accoglienza, della comunione. Gli occhi della legge registrano i fatti, senza accorgersi di quanto avviene nel cuore. Gli occhi dell’amore, registrando i fatti, sanno andare oltre. Soprattutto dentro le persone, scavando e raggiungendo le ragioni del cuore.

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Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

SANTA FAMIGLIADomenica 28 gennaio 2018
vangelo Luca ( Lc 2,41-52)

In quel tempo. i genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Commento

La santa famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe molto assomiglia a tante famiglie dei nostri giorni, attraversate spesso da prove e fatiche non indifferenti. La famiglia non è il primo pensiero dei potenti di oggi, così come non lo era nella mente di Erode. Quanta fede sta dentro il silenzio di tante madri, che senza mai perdere la speranza, forti e sicure sanno attendere ancora, sanno semplicemente amare.

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III domenica dopo l’Epifania

vangelo 2Domenica 21 gennaio 2018
vangelo Matteo ( Mt 14,13b-21)

In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Commento

Gesù ha appena saputo della morte di Giovanni e chiuso nel suo dolore va alla ricerca di quell’intimità con il Padre che si rende necessario in tanti momenti cruciali della sua vita. Conosce quanto fa male il peccato e quanto distrugga l’umanità. C’è in lui la consapevolezza che di fronte al male del mondo prima di tutto bisogna ritrovare nella preghiera la forza per ripartire.
Oggi molte notizie ci scivolano. Le morti nel Mediterraneo non interessano più e occupano poche righe dei giornali. Sembra quasi che davanti al male del mondo siamo come anestetizzati. Gesù ci insegna nel raccoglimento la necessità di alzare le mani per questa umanità che sembra smarrirsi.

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