Luca Nava, che ringrazio, propone questo interessante e documentato articolo
Nella parete dei destra del presbiterio della Chiesa Parrocchiale di S.Agata è posto un affresco raffigurante la Santa titolare della Parrocchia.
Dipinta da Carlo Gerosa (1805-1879) nel 1878, l’opera si può considerare dal punto di vista cronologico pienamente romantica; ma in Italia, come è noto, il romanticismo assume i connotati e le tematiche legati alle vicende che avrebbero portato all’unità e poi alla repubblica.
In questo affresco, invece, per il soggetto e per la commissione ecclesiastica, l’artista sembra voler ravvivare la tradizione neoclassica, scegliendo di raffigurare la Santa non nel momento del martirio, come spesso accade, ma di mettere in risalto invece l’atto in cui si manifesta la sua coerenza nella fede in Dio e rifiuta di rinnegarla davanti al tribunale romano.
Nella realtà la ragazza, poco più che ventenne all’epoca dei fatti, fu condotta dinnanzi al tribunale anche per altri motivi: essendo di famiglia benestante, le autorità, in seguito ad una condanna, avebbero potuto confiscare le grandi proprietà di famiglia, e secondariamente perchè la giovine si era rifiutata di cedere alle voglie dell’Imperatore Decio (III sec) che, non si dimentichi, incarnava ancora nel terzo secolo, oltre all’autorità politica anche una pretesa autorità divina.
L’ambientazione della scena avviene sotto un porticato romano retto da due colonne, sotto il quale è l’alto plinto su cui presenzia la statua allineata al braciere posto ai suoi piedi. Il gesto volutamente accentuato del delegato imperiale si armonizza idealmente con il gesto della Santa che, allontanandosi dal centro della composizione sembra accennare, con grazia, un passo di danza.
Come da tradizione iconografica, Agata indossa un vestito bianco ed un manto porporato che nell’occasione la riveste solo parzialmente; la scelta del Gerosa di utilizzare i medesimo colori anche per il giudice romano all’estremità opposta della scena si rivela particolarmente felice ai fini dell’equilibrio della composizione.
L’affresco esibisce le notevoli dimensioni di 3×2 metri ed è stato recentemente oggetto di restauro che ne ha risolto i problemi di incrostazioni e depositi fuligginosi che ne impedivano l’apprezzamento cromatico e la finezza del tratto disegnativo.
Le zone soggette a maggior intervento consevativo sono individuabili nelle aree tratteggiate riportate in fotografia.
BIBLIOGRAFIA
– Sergio Rebora – ” CARLO GEROSA PITTORE” – Ed.Grafis
l’Autore e l’opera sono citati su Wikipedia al seguente indirizzo
http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Gerosa_%28pittore%29



