Domenica 22 giugno 2014
vangelo Matteo (Mt.5,2.43 – 48)
In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Commento
“Il discepolo di Gesù è un vero maestro, anzi un vero professore nella scienza e nell’arte di esercitare la carità, la misericordia, la perfezione nell’amore.
La sua carità è universale, cioè senza alcuna distinzione di persone. Il cristiano non fa alcuna differenza tra: amico, nemico, vicino, lontano, buono, cattivo, simpatico, antipatico, meritevole, non meritevole, cittadino, forestiero, sazio, affamato, vestito, nudo, povero, ricco, santo, peccatore, giusto, ingiusto, sapiente, non sapiente, pio, empio, vero adoratore di Dio, idolatra, religioso, ateo. Neanche verso i suoi persecutori egli deve fare alcuna differenza. Lui deve amare sempre tutti, indistintamente.”



