III domenica dopo Pentecoste

giovanni-evengelistaDomenica 29 giugno 2014
vangelo Giovanni (Gv.3,16 – 21)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Commento

“Gesù Cristo, «la luce delle genti», illumina il volto della sua Chiesa, che Egli manda in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo ad ogni creatura. Gesù è il faro della notte dei tanti Nicodemi che incontriamo nella nostra vita ovvero di quegli uomini e donne assetati di verità e che sono in ricerca assidua. Nicodemo è il fariseo che nella notte si rivolge a Gesù perché in lui come si percepisce dal resto della Scrittura inizia a percepire che quelle sue sicurezze che il mondo farisaico ostenta iniziano a scricchiolare e si rivolge a Gesù nelle ore notturne forse per non essere visto dai compagni o forse perché è il momento della giornata che mette più in crisi l’uomo messo nella solitudine.”

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