Domenica 15 giugno 2014
vangelo Giovanni (Gv.16,12 – 15)
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Commento
“Lo Spirito ci aiuta a scoprire che Dio cammina con noi; se non ci fosse donato, Dio sarebbe lontano dalla nostra vita e sarebbe un perfetto sconosciuto. Cristo rimarrebbe nel passato e allora l’autorità della Chiesa sarebbe solo potere, la missione una propaganda, il culto una sorta di archeologia e l’agire morale una sorta di schiavitù. In forza dello Spirito, invece, il cosmo intero è nobilitato per il Regno perché il Risorto si fa presente e il Vangelo si fa potenza e vita, la Chiesa realizza la comunione e la sua autorità si trasforma in servizio, il culto diventa memoriale e anticipazione e l’agire umano viene deificato.
Allora comprendiamo che il nostro compito è sempre più immergerci in questo progetto d’amore. La preghiera ci permette di entrare in intimità vera con la Trinità e fa sì che non la sentiamo estranea nella nostra vita, ma protagonista vera. La preghiera da sola rischia di essere sterile e allora il servizio darebbe quel valore aggiunto che rende il nostro dialogo con Dio più vero.”



