VII Domenica dopo Pentecoste

quaresimaDomenica 12 luglio 2015
vangelo Giovanni(Gv 16,33–17,3)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».
Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo».

Commento

non occorre attendere la morte per avere la vita eterna; essa si realizza già qui sulla terra, nel momento in cui si aderisce al Messia. Chi Lo accetta e Lo segue, è già nella luce; chi Lo rifiuta resta nelle tenebre. Il giudizio finale non sarà altro che l’esplicitazione di ciò che ogni uomo sarà stato nella sua esistenza terrena.

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VI Domenica dopo Pentecoste

VangeloDomenica 5 luglio 2015
vangelo Matteo (Mt 11,27-30)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero»

Commento

È triste e amaro abbandonare il Signore.
Giogo pesante è l’idolatria, il vizio, il peccato, la trasgressione dei Comandamenti.
Si pensi per un istante al peso che crea la droga seminatrice di distruzione e di morte; che crea l’alcool, il fumo, il gioco d’azzardo.
Il peccato è un giogo di morte non di vita, di distruzione non di edificazione, di annientamento non di esaltazione della dignità dell’uomo.
Consolanti invece sono le parole di Gesù.
Perché si giunga a credere nella dolcezza e leggerezza del giogo di Cristo Gesù, della sua Parola, è necessario che ci si allontani dal peccato, dalla trasgressione, dal vizio e da ogni immoralità. Questo può avvenire con una cura mirata del nostro spirito: preghiera, partecipazione ai sacramenti, meditazione, inserimento in una comunità di fede.

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V Domenica dopo Pentecoste

vangelo 2Domenica 28 giugno 2015
vangelo Giovanni (Gv 12,35-50)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce». Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose loro.
Sebbene avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:
Signore, chi ha creduto alla nostra parola?
E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?
Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:
Ha reso ciechi i loro occhi
e duro il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano, e io li guarisca!
Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio.
Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Comento

Il verbo “ascoltare” significa anche reagire alla parola ascoltata, obbedire, compierla, attuarla. Un ascoltare che si ferma solamente ad un livello concettuale non è concepibile nella Parola di Dio, in quanto la parola deve diventare vita.
È nel fare e nell’agire che si manifesta il vero ascolto della volontà di Dio.
Gesù ci fa fare un salto nella nostra fede perché Egli è la vera luce che illumina il nostro cammino, il nostro agire.
Questa luce è facile riconoscerla è una luce umile che non si impone.

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IV Domenica dopo Pentecoste

invitateliDomenica 21 giugno 2015
vangelo Matteo (Mt 22,1-14)

In quel tempo. Il Signore 1Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi i propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Commento

L’amore di Dio è tanto grande da risultare invincibile.
Dio non prende nessuno con la forza, lui può solo invitare. Non fa alcuna distinzione tra cattivi e buoni, santi e peccatori. Tutti dovranno essere invitati. Tutti possono prendere parte.

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III Domenica dopo Pentecoste

vangelo 2Domenica 14 giugno 2015
vangelo Marco (Mc 10,1-12)

In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Commento

Vivere la propria vocazione matrimoniale nella consapevolezza che la coppia matrimoniale è immagine di Dio. Quando un uomo e una donna celebrano il sacramento del matrimonio si rispecchia in essi imprimendo i lineamenti e il carattere del suo Amore.

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II Domenica dopo Pentecoste

VangeloDomenica 7 giugno 2015
vangelo Luca (Lc 12,22-31)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto? Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l’erba nel campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede. E voi, non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta».

Commento

Nell’era tecnologica la tentazione è di crederci padroni del creato e dimenticare che, “prima del lavoro dell’uomo”, il pane e il vino sono “frutto della terra”, cioè della provvidenza di Dio. Il gesto dell’offertorio a messa ha questo scopo di richiamo e di ringraziamento.

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la ricostruzione neomedievale della chiesa di S.Agata (2)

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interno della Chiesa nei primi anni del decennio 1970-80.

 

 

 

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Collina di Monticello ai primi del 1900

 

 

 

 

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L’altare nel suo allestimento pre-conciliare.

Ringrazio Attilia che ha proposto l’immagine

 

 

 

 

Attingendo a solo scopo divulgativo dal volume  “MONTICELLO BRIANZA, PAESAGGI, UOMINI, CULTURE” testi di Ilaria Sironi, Laura Caspani, Virginio Longoni con fotografie di Pietro Redaelli edizione dell’Amministrazione Comunale di Monticello,riassumo le notizie storiche sulla chiesa parrocchiale di Monticello.
Sono ricerche molto interessanti ed accurate e ringrazio per poterle riportare.

PS  Ho cercato fotografie dell’interno della chiesa prima dei restauri del 1976-77 ma con poco successo, eppure si parla di un intervento di meno di 50 anni fa.  L’immagine dell’interno della vecchia chiesa fa parte dei ricordi che dobbiamo lasciare perchè è la nostra storia. Invito quindi chiunque ne avesse ( fotografie in occasione di cerimonie, diplomi della Cresima e della prima Comunione, etc ) a fornirmele per la loro pubblicazione. Grazie.

Nel capitolo precedente avevamo appreso della urgente necessità di ampliare la chiesa…

….Per andare incontro alle esigenze economiche della parrocchia, il Tagliasacchi proponeva di costruire solo un “aggregato” alla navata centrale, senza ampliare le navate laterali, soprattutto perchè quella a sinistra non era una in realtà una navata ma un “agglomeramento” di locali grandi e piccoli (dal progetto del 1733, che a quanto pare il Tasgliasacchi non conosceva).
L’architetto prevedeva perciò di ampliare la sola navata centrale, ricavando uno spazio aggiunto di 28 metri quadri che avrebbe aumentato la capienza di circa 80 persone, risolvendo le necessità immediate. Il progetto lasciava inoltre la possibilità di un futuro ampliamento delle navate laterali, qualora ce ne fossero state le condizioni economiche.
L’impossibilità di prendere visione dei disegni del Tagliasacchi ci impedisce di verificare l’aderenza del progetto alla costruzione esistente oggi; certo è che nell’attuale edificio l’ “agglomerato” di locali nella parte sinistra è stato trasformato in navata laterale, come pure anche la navata laterale destra è stata ampliata fino a raggiungere la facciata e non si ha traccia dell’ingrandimento della sola navata centrale prospettato dal Tagliasacchi, nè di quel “non rigoroso accordo del nuovo al vecchio” con la sovrapposizione di elementi del vecchio edificio, che l’architetto prometteva di “velare” il più possibile.
Quanto al linguaggio prescelto, il Tagliasacchi optava per uno “stile Lombardo” (ossia medievale) di cui ravvisava reminescenza già nella vecchia facciata e vi adeguava sia la nuova facciata che il disegno e le proporzioni degli interni. Ne deduciamo perciò che l’intervento del 1733 non aveva interessato l’intera fronte, che non era stata trasformata in stile barocchetto se ancora Tagliasacchi vi individuava elementi medievali.
I lavori furono avviati il primo ottobre 1869 con la posa della prima pietra e si conclusero nel 1876 con l’edificazione dell’altare maggiore…….

PROSEGUE

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SS.Tinità

Santissima TrinitaDomenica 31 maggio 2015
vangelo Giovanni (Gv 15,24-27)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.
Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio».

Commento

Dio manderà il suo Spirito, lo Spirito della verità, che costituirà con i discepoli un’alleanza di evangelizzazione. È lo Spirito creatore, il vento di Dio dell’inizio del mondo  e non si esaurisce poiché continuamente viene da Dio ed è vita che rigenera.
Lo Spirito sa riprendere il significato della storia e insieme i nostri tentativi di ricerca, sviluppa la maturazione degli uomini, suscita i richiami per far emergere i segni di Dio, fa crescere nel cuore di ciascuno la fiducia e la speranza, continuando l’opera che Gesù ha iniziato.

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Pentecoste

pentecosteDomenica 24 maggio 2015
vangelo Giovanni (Gv 14,15-20)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».

Commento

Siamo abitati dall’idea di un Dio forte che vince con potenza ogni cosa e ci è difficile capire che Cristo vince con la potenza della morte cruenta, Gesù sa che i suoi dopo la morte comprenderanno la risurrezione solo se donerà loro lo Spirito Santo. In quel contesto di tristezza viene promesso loro il Paraclito. Egli viene promesso, perché ha il grande compito di aprire la nostra mente e il nostro cuore alla fede in Gesù. Egli, quando prende dimora in noi, ci purifica, ci illumina, ci rinnova e ci rende partecipi della vita stessa di Dio che è dolore. Grazie alla forza dello Spirito ci immergiamo nella Trinità in quel rapporto di confidenza, di libertà e di fiducia che ci porta a guardare i nostri fratelli, quelli vicini e lontani, con gli stessi occhi di Gesù.

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La ricostruzione neomedievale della chiesa di S.Agata

150406 chiesamonticello154Attingendo a solo scopo divulgativo dal volume  “MONTICELLO BRIANZA, PAESAGGI, UOMINI, CULTURE” testi di Ilaria Sironi, Laura Caspani, Virginio Longoni con fotografie di Pietro Redaelli edizione dell’Amministrazione Comunale di Monticello,riassumo le notizie storiche sulla chiesa parrocchiale di Monticello.
Sono ricerche molto interessanti ed accurate e ringrazio per poterle riportare.

Ringrazio anche per i links verso gli e-books che nelle mie ricerche su internet ho avuto occasione di incontrare e sarebbe stata una mancanza gravissima non segnalare, anche se non precisamente in tema.

…Ignazio Cantu’ nella sua “Guida per la brianza” del 1837, dopo aver ampiamente lodato la bellezza di Monticello e delle sue ville nobiliari, liquidava con poche parole l’edificio parrocchiale (…è piccola, informe, nulla presenta che corrisponda alla magnificenza della sua destinazione, alla bellezza della sua posizione..)

Documento 1

Documento 2

E’ del tutto probabile che la chiesa, con la facciata ancora medievale, e gli ampliamenti settecenteschi, risultasse informe agli occhi del colto visitatore ottocentesco che infatti caldeggiava la realizzazione di un progetto di ” chiesa rotonda, con elegante atrio esterno tutto all’ingiro” che a quanto pare era stato ipotizzato dai ricchi nobili e possidenti.
Il rifacimento della chiesa si realizzò invece una trentina di anni più tardi, secondo un progetto del tutto diverso, dettato da esigenze pratiche prima che estetiche.
All’avvio del nuovo Stato unitario, infatti la comunità di Monticello con Casirago superava i 700 abitanti e la chiesa parrocchiale era divenuta del tutto insufficiente a contenerli. Il parroco, don Felice Baroni, chiese all’architetto Gioacchino Tagliasacchi, possidente di Casirago e appartenente alla famiglia proprietaria della villa Bevagna, di stilare un progetto per la chiesa, che prevedesse però solo un ampliamento e non una ricostruzione, date le difficoltà finanziarie della parrocchia.

Nell’archivio parrocchiale di Monticello è conservata la lettera che il Tagliasacchi inviò a don Baroni nel giugno 1869, in cui troviamo una dettagliata descrizione del progetto che intendeva realizzare. Purtroppo sono scomparse le tre tavole che l’architetto dichiarava di allegare alla lettera.
In essa il Tagliasacchi sottolineava innanzitutto i problemi da affrontare:
1) difficoltà “d’arte” poichè la piccola chiesa era una stratificazione di interventi succedutisi nei secoli, che l’avevano privata di una continuità di  “linee e dimensioni”;
2) difficoltà pratiche perchè la sua posizione in cima al colle limitava lo spazio disponibile per allargare il perimetro della costruzione. Nella parte posteriore era presente un piccolo lembo di terra, tra l’abside e il terrapieno, tuttavia egli giudicava inopportuno ampliare la chiesa in quella direzione per motivi sia estetici che “turistici”: la passeggiata intorno all’edificio era già a quell’epoca frequentata da molti visitatori che salivano sul colle per ammirare il paesaggio.

La soluzione prospettata era quindi quella di ampliare la chiesa sulla facciata….

PROSEGUE

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