II domenica dopo il martirio di S. Giovanni il Precursore

VangeloDomenica 6 settembe 2015
vangelo Giovanni(Gv 5,37-47)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

Commento

Molto spesso presi dalle tante preoccupazioni ci ripieghiamo su noi stessi e anche nel rivolgersi al Signore la nostra preghiera è ripiegata su noi stessi.
Se ci soffermassimo di più a verificare ciò che il Signore compie nella nostra vita riusciremmo a essere più fiduciosi della sua protezione.
Se ci soffermassimo di più sulla misericordia di Dio riusciremmo a scoprire le nostre infedeltà e lo invocheremmo più spesso perché continui la sua protezione su di noi.
Gesù stesso nel Vangelo ci invita a crescere nella nostra fede con Lui che ci aiuta a scoprire il volto del Padre.

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I domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore

quaresimaDomenica 30 agosto 2015
vangelo Giovanni ( Gv 3,25-36)

In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Commento

La vera grandezza di ogni uomo è l’umiltà. Chi possiede questa virtù nella forma più alta conosce se stesso secondo la scienza di Dio e secondo la stessa scienza conosce i fratelli

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Domenica che precede il martirio di S. Giovanni il Precursore

Martirio_di_San_Giovanni_Battista_BQDomenica 23 agosto 2015
vangelo Matteo ( Mt 10,28-42)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.
Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Commento

Anche oggi pur vivendo in un contesto che a prima vista pare di infedeltà quanti i cristiani che danno prova e coraggio della fede.
Anche oggi, in alcune parti del mondo, i credenti continuano ad essere sottoposti a dure prove per la loro adesione a Cristo e alla sua Chiesa. Al cristiano è richiesta non la via della popolarità, ma della forza coraggiosa.Virtù richiesta anche oggi nella certezza che Dio non ci dimentica perché abbiamo un valore altissimo di fronte a Dio.

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XII Domenica dopo Pentecoste

vangelo 2Domenica 16 agosto 2015
vangelo Matteo ( Mt 10,5-15)

In quel tempo. Il Signore Gesù inviò i Dodici, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

Commento

La missione evangelizzatrice è un vero lavoro in lavoro gratuito. È occupazione stabile dell’anima, dello spirito, del corpo.
Il Signore ci assume come suoi operai, operai della sua grazia e del suo Vangelo, ed è Lui che giorno per giorno ci dona il salario, quanto ci serve per vivere.

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XI Domenica dopo Pentecoste

vigna 1Domenica 9 agosto 2015
vangelo Matteo ( Mt 21,33-46)

 In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

Commento

Ogni uomo, di ogni popolo, lingua, nazione, compreso Israele, se vuole produrre frutti di giustizia, verità, santità, deve innestarsi in Cristo. Se questo innesto non sarà fatto, lui sarà tagliato fuori, non perché Dio esclude, ma perché lui si esclude dalla vera vite.

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X Domenica dopo Pentecoste

VangeloDomenica 2 agosto 2015
vangelo Matteo ( (Mt 21,12-16)

In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto:
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera.
Voi invece ne fate un covo di ladri».
Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto:
Dalla bocca di bambini e di lattanti
hai tratto per te una lode?».

Commento

Gesù è la nuova casa di Dio, il suo nuovo tempio
Questa casa va rispetta, onorata, santificata. In essa deve manifestarsi tutta la gloria di Dio. Il cristiano è chiamato a fare del suo corpo una casa di preghiera per tutti i popoli.  Questo può farlo solo imitando Gesù.  Più il cristiano santificherà la casa del suo Dio e più la gloria del suo Signore si irradierà sulla terra, producendo frutti di vera conversione.

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IX Domenica dopo Pentecoste

quaresimaDomenica 26 luglio 2015
vangelo Marco ( (Mc 8,34-38)

In quel tempo. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

Commento

Tutto ciò che il Padre chiede al Figlio, il Figlio lo chiede a chi vuole andare dietro di Lui. Non potrebbe essere diversamente. Seguire è camminare dietro. Questa immagine dona Gesù di sé e dei suoi discepoli quando parla delle sue pecore. Lui avanti, loro dietro. Lui precede, loro seguono. Lui chiama, loro vanno

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Ricostruzione neomedievale della chiesa di S.Agata

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Anni 1960 circa

 

 

 

 

dopo gli interventi di restauro

 

 

 

Attingendo a solo scopo divulgativo dal volume  “MONTICELLO BRIANZA, PAESAGGI, UOMINI, CULTURE” testi di Ilaria Sironi, Laura Caspani, Virginio Longoni con fotografie di Pietro Redaelli edizione dell’Amministrazione Comunale di Monticello,riassumo le notizie storiche sulla chiesa parrocchiale di Monticello.
Sono ricerche molto interessanti ed accurate e ringrazio per poterle riportare.

La facciata corrisponde a quel “gusto Longobardo” o ” lombardo” (il romanico) che Gioacchino Tagliasacchi dichiarava di prediligere: è a salienti  (la facciata si sviluppa a diverse altezze secondo le differenti altezze della navata centrale e di quelle laterali) e le lesene decorative (elementi non portanti, verticali, appena sporgenti dalla parete) sottolineano la partizione interna in tre navate, a cui corrispondono i tre ingressi; il portale centrale, più grande, ha una lunetta  (semicerchio sopra il portale) dipinta con una recente immagine del Cristo benedicente, al di sopra della quale vi è una decorazione di laterizio di sagoma triangolare. Una cornice marcapiano con andamento a capanna e decorata con archetti pensili sovrasta il portale e spezza l’unità del corpo centrale della facciata; la parte superiore, in cui si apre un rosone, è conclusa dalla cornice ad archetti pensili che decora anche i salienti. Il risultato è quello di un neoromantico arricchito con l’inserimento di alcuni elementi del linguaggio gotico (il rosone) che si ispira alle cattedrali padane e che ha come unico elemento di vivacità l’alternanza cromatica tra il bianco dell’intonaco e il rosso delle decorazioni in laterizio. L’esito si inserisce pienamente nel medievalismo della seconda metà dell’Ottocento; è interessante comer testimionianza di un preciso momento politico e culturale, quello degli anni immediatamente dopo l’unità d’Italia, in cui il Medioevo veniva preso a modello per definire uno stile nazionale, che doveva esprimere anche nell’architettura lo spirito e l’etica della nuova Italia unita.

 

PROSEGUE

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VIII Domenica dopo Pentecoste

umileDomenica 19 luglio 2015
vangelo Marco ( (Mc 10,35-45)

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Commento

Quando si diviene discepoli di Gesù si lascia il regime e le regole che governano il regno di Satana e si entra in un altro regime, con altre regole:
quelle del regno di Dio, il cui re è Gesù Signore.
Egli è povero in spirito, mite, misericordioso, umile, puro di cuore, operatore di pace, assetato di giustizia, pieno di carità verso tutti, amante della verità, luce di Dio sulla nostra terra, l’ultimo per servire tutti, colui che dona la vita in riscatto per i molti.
Il nostro Re ci chiede di essere imitato in tutte queste sue virtù.

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Ricostruzione neomedioevale della chiesa di S.Agata (3)

S/W Ver: 99.21.08R

S/W Ver: 99.21.08R

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Attingendo a solo scopo divulgativo dal volume  “MONTICELLO BRIANZA, PAESAGGI, UOMINI, CULTURE” testi di Ilaria Sironi, Laura Caspani, Virginio Longoni con fotografie di Pietro Redaelli edizione dell’Amministrazione Comunale di Monticello,riassumo le notizie storiche sulla chiesa parrocchiale di Monticello.
Sono ricerche molto interessanti ed accurate e ringrazio per poterle riportare.
Nella pagina precedente eravamo arrivati al 1876, data di edificazione dell’altare maggiore e del completamento dei lavori di rifacimento della chiesa.

..La nuova chiesa fu consacrata il 14 maggio 1876 dall’arcivescovo Luigi Nazari di Calabiana, giunto a Monticello per amministrare le cresime;  l’evento fu registrato in un atto notarile sottoscritto dall’arcivescovo stesso, dal parroco don Baroni, dal sindaco Daniele Cressini e dalle numerose personalità civili ed ecclesistiche invitate quel giorno. (APM cart 5, rogito dell’erezione e consacrazione della chiesa di Monticello, in data 14 maggio 1876).
La chiesa così come appare oggi ha una pianta a tre navate, suddivisa ciascuna in tre campate coperte da volte a crociera ogivali, rette da pilastri.
Le navate laterali sono concluse da piccole cappelle quadrate, mentre quella centrale ha un’ampia cappella maggiore conclusa da un’abside semicircolare.
Il linguaggio architettonico è chiaramente neomedievale: gli archi a sesto acuto, le volte e le campate si ispirano alle chiese medievali che venivano studiate e restaurate in quegli anni. Non è da escludere che il Tagliasacchi conoscesse il manuale di Edoardo Arborio Mella sull’architettura gotica, pubblicato nel 1863, che forniva tracciati geometrici e modelli ordinati da destinare all’architettuta religiosa moderna.
Il paramento murario esterno delle fiancate, scandito da contrafforti e realizzato in pietre e laterizio non intonacato, non consente di distinguere a un primo esame l’intervento del Tagliasacchi dalle preesistenze settecentesche.
Sicuramente l’abside è un rifacimento ottocentesco, con la ripresa del modulo romanico degli archetti ciechi sovrastati da una cornice in cotto di archetti pensili.
E’ presumibilmente ottocentesco anche il campanile attuale, costruito sopra la cappella della Vergine; nella pianta del 1733, infatti, il vecchio campanile era collocato sul lato opposto dell’edificio.
L’attuale torre campanaria si presenta anch’essa in forme neomedievali, sul fusto corre una cornice marcapiano in pietra che distacca la base (inserita nella navata laterale destra) dalla parte mediana, a sua volta scandita da due cornici in altrettante parti. Nella prima, decorata anche con archetti pensili in cotto, si apre una monofora per ciascun lato visibile, nella seconda è collocato l’orologio.
Vi è infine la cella campanaria con apertura a tutto sesto con ghiere in laterizio, decorata anch’essa con archetti pensili e coronata da una cuspide conica in rame….

CONTINUA

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