III domenica dopo Pentecoste

giuseppe-angeloDomenica 5 giugno 2016
vangelo Matteo (Mt 1,20b-24b)

In quel tempo. apparve in sogno a Giuseppe un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore

Commento

Dio Si manifesta nella vita di Giuseppe come una folgore inattesa, che per un verso lo illumina e per un altro lo sconvolge un poco. Perché così fa l’amore quando è autentico e vero. Di Giuseppe non sappiamo né quando sia vissuto, né quando sia morto e in quali circostanze. Una paternità come quella di Giuseppe altro non è che uno scivolare lentamente e inesorabilmente nel cuore di suo figlio Gesù.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento

II domenica dopo Pentecoste

quaresimaDomenica 29 maggio 2016
vangelo Matteo (Mt 6,25-33)

In quel tempo. Il Signore Gesù ammaestrava le folle dicendo: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta».

Commento

L’uomo è corpo, anima, spirito. L’anima si nutre di grazia, si alimenta di Dio, che è il solo suo alimento. Lo spirito si sazia di sapienza e saggezza divina, di verità, cose tutte che vengono ad esso dalla Parola del Signore e dalla perenne mozione, illuminazione, ispirazione, rivelazione, aiuto dello Spirito Santo. Il corpo invece si alimenta di materia.
Cercare il regno di Dio e la sua giustizia significa nutrire l’anima di Dio e della potenza della sua grazia e lo spirito di ogni sapienza, saggezza, divina intelligenza che sono il frutto dell’azione dello Spirito Santo in esso. Quando l’anima si sazia ogni giorno di Dio e lo spirito della divina ed eterna sapienza, il corpo ha bisogno solo di poche cose, anzi pochissime. Di ogni cosa di cui il corpo necessita, il Padre celeste sarà Lui a provvedere.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento

SS. Trinità

Santissima TrinitaDomenica 22 maggio 2016
vangelo Giovanni(Gv 14,21-26)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Commento

Gesù che sale nel cielo di Dio e lo Spirito che discende sugli apostoli, spalancando le porte del Cenacolo, danno l’immagine di un Dio che per amore degli uomini Si muove e va loro incontro. Oggi questi movimenti divini di un Dio che scende e che poi risale trovassero compimento e a noi viene data la grazia di contemplare Dio nella completezza delle Sue manifestazioni.
Il nostro Dio non è l’insieme di tre Persone che si aggiungono l’una all’altra, ma tre Persone che vivono l’una nell’altra, l’una per l’altra.
Dio come un abbraccio: questo è il senso ultimo della Trinità.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento

Pentecoste

pentecosteDomenica 15 maggio 2016
vangelo Giovanni(Gv 14,15-16.23-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Commento

Il Dio di Gesù non è un Dio al di fuori dell’uomo, un Dio intimo, interiore all’uomo, che gli comunica le sue stesse energie e capacità d’amore, quelle che vengono chiamate lo “Spirito Santo”. Gesù con questa espressione afferma che non esistono ambienti sacri al di fuori dell’uomo. L’unica esperienza del sacro è all’interno dell’uomo e della comunità.
Siamo amati così come siamo e comunichiamo amore verso gli altri nello stesso modo.
Occorre non porre “resistenza”.
Oggi ci è dato il lo Spirito, il soffio vitale che ha animato Cristo durante la sua vita terrena.
Allo stesso modo all’aurora dell’umanità, Dio aveva soffiato il suo alito nelle narici del primo uomo, per regalargli la propria vita.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento

Ascensione del Signore

ascensioneDomenica 8 maggio 2016
vangelo Luca(Lc 24,46-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Commento

L’Ascensione chiude l’esperienza terrena di Dio tra noi, ma continua la più grande storia di amore mai scritta o immaginata. E’ il ritorno del Figlio al Padre che, in altro modo, assicura la Sua Presenza, attraverso il dono del Consolatore, lo Spirito Santo. Afferma Papa Francesco: ‘L’Ascensione non indica l’assenza di Gesù, ma ci dice che Egli è vivo in mezzo a noi in modo nuovo; non è più in un preciso posto del mondo come lo era prima dell’Ascensione; ora è nella signoria di Dio, presente in ogni spazio e tempo, vicino ad ognuno di noi. Nella nostra vita non siamo mai soli: abbiamo questo avvocato che ci attende, che ci difende. Non siamo mai soli”.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento

VI Domenica di Pasqua

VIpasquaDomenica 1 maggio 2016
vangelo Giovanni(Gv 14,23-29)

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Commento

Vantare di essere cristiani, e dimenticarsi addirittura di Dio, significa pretendere che Dio ci sia fedele, venga incontro alle nostre necessità… ma non ascoltare le Sue parole, rifiutando di stare alla Sue condizioni; in una parola, mancare noi stessi di fedeltà. Amare Dio e amare il prossimo sono le due facce della stessa medaglia, almeno secondo il Vangelo: il Signore si rende conto che l’uomo non è in grado di amare Dio direttamente: è vero, noi non siamo capaci di manifestare amore pieno e diretto a Colui che non vediamo, né sentiamo per un nostro limite oggettivo… Per questo, il Figlio di Dio ci ha indicato la via: e questa via è la carità.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento

V Domenica di Pasqua

VpasquaDomenica 24 aprile 2016
vangelo Giovanni(Gv 13,31-35)

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Commento

«L’uomo non può sempre soltanto donare, deve anche ricevere. Chi vuol donare amore, deve egli stesso riceverlo in dono». E la «sorgente» primordiale dell’amore è Dio.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento

IV Domenica Tempo di Pasqua

domenica 17 aprileDomenica 17 aprile 2016
vangelo Giovanni (Gv 10,27-30)

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Commento

Chiesa rivolge oggi ai fedeli, di pregare perché ci siano nuovi preti, a qualcuno potrà apparire inopportuno, dopo le recenti vicende che hanno così dolorosamente investito la Chiesa stessa proprio a proposito dei preti traditori della loro missione. Ma l’invito resta, e anzi si fa più pressante: questo, come altri eventuali scandali, richiede che tutto il popolo di Dio si impegni a salvaguardare la Chiesa come Dio la vuole, e in proposito la preghiera è un’arma potente, disponibile a tutti. Si prega perché i colpevoli si ravvedano e le loro vittime vedano risanate le loro ferite, guardando a colui che resta il Buon Pastore e non ai suoi indegni rappresentanti.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento

III Domenica Tempo di Pasqua

tempestaDomenica 10 aprile 2016
vangelo Giovanni (Gv 21,1-19)

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Commento

Quando ci lasciamo vincere dallo scoraggiamento e non gettiamo le reti, cioè le nostre capacità e la nostra vita sulla Parola di Gesù, rimaniamo vuoti, tristei, senza frutto, anzi, “senza pesci”; possiamo fare mille cose, ma ci mancherà sempre qualcosa…
E’ sempre da lì che bisogna partire per ritrovare gioia e senso: dal “buttarci” sulla Parola di Gesù, vivendo il Vangelo.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento

II domenica Tempo di Pasqua

tommasoDomenica 3 aprile 2016
vangelo Giovanni (Gv 20,19-31)

In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Commento

Ci si aspettava un Cristo, un Messia, deciso e forte che potesse ristabilire la giustizia in tutti gli ambiti e in tutti i campi della vita sociale, religiosa e politica. Il paradigma più adatto sembrava quello del capo politico o del condottiero o anche dell’integralista. La radicalità della legge e la pretesa di un’esecuzione generalizzata pareva la soluzione ad ogni problema. Anche oggi spesso, purtroppo, si crede che se tutti seguissimo la stessa direzione – religiosa, politica, sociale, culturale,.. – si potrebbe vivere bene.

Pubblicato in Vangelo della domenica | Lascia un commento