SS. Trinità

Santissima TrinitaDomenica 11 giugno 2017
vangelo Giovanni ( Gv 16,12-15)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Commento

Troppo spesso abbiamo paragonato la verità di Dio a una roccia solida e ferma. E questo ha generato tra le religioni guerre, uccisione e morte. Appoggiandoci alla pretesa di una verità forte per dire Dio, meno affidandoci all’amore e alla bellezza, nel Suo nome ha prevalso la logica del dominio e dell’imposizione. Eppure Gesù questo non l’ha mai detto. Soprattutto non l’ha dimostrato. Dio non sta nell’arroganza. Nemmeno nell’arroganza della verità. Ama piuttosto nasconderSi nel suono di un silenzio sottile. Nel sussurro di quello Spirito

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Non abbiamo che questo

1. I cristiani, gente per bene.
I cristiani sono gente per bene. Parcheggiano con criterio, se sbagliano una manovra chiedono scusa.
Sono gente per bene: parlano senza troppe parolacce, discutono senza gridare troppo, parlano di calcio e di politica, un pò come fanno tutti, lamentano dei mali presenti, un pò come fanno tutti.
Sono gente per bene: se c’è da dare una mano, non si fanno pregare, se capita una disgrazia sono tra i primi a commuoversi e a soccorrere, per la festa del paese ci prendono gusto a organizzare il pranzo comunitario e la pesca di beneficenza.

2. I cristiani e il loro cruccio.
Tuttavia i cristiani sentono dentro una inquietudine e c’è un cruccio che non li lascia tranquilli.
Guardano i loro bambini e sospirano:” Come sono belli e cari! Ma che sarà di loro? Non siamo in grado di assicurare loro la gioia!”.
Applaudono gli sposi novelli, ma hanno come un retropensiero:” Come sono contenti! Ma durerà? Non siamo in grado di assicurare la fedeltà!”.
Attraversano con un senso di colpa i giardinetti in cui bivaccano adolescenti inconcludenti: “Quanto tempo sciupato! Quanti talenti sotterrati! Non siamo in grado di aiutarli a rispondere alla loro vocazione!”.
Ecco come sono i cristiani: sono inadeguati e sanno di non essere all’altezza della loro missione. Sono là per essere sale e non riescono a dare sapore! Sono là per essere luce e anche loro talora sono avvolti da un grigiore confuso.
Ecco come sono i cristiani: gente per bene che non è all’altezza delle sfide di questo tempo complicato.

3. Nè argento nè oro: solo il Nome.
C’è però da dire che l’essere inadeguati al compito non è, per i cristiani, motivo di scoraggiamento.
Non si sentono complessati.
Continuano a ripetere le parole di Pietro:” Non possiedo nè argento nè oro, ma quello che ho te lo dò nel nome di Gesù Cristo…!” (At 3,6)
Per questo, ogni anno, i cristiani percorrono le vie della vita quotidiana celebrando la processione del Corpus Domini, per dire a tutti:” Siamo gente per bene, abbiamo tutte le buone intenzioni, non siamo all’altezza: Però questo sì possiamo offrirlo : il Pane della vita eterna. Siamo cristiani!”

Mario Delpini
Vescovo e Vicario Generale, Arcidiocesi di Milano

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Pentecoste

pentecosteDomenica 4 giugno 2017
vangelo Giovanni ( Gv 14,15-20)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».

Commento

Una verità che urge mettere nel cuore e che manifesta la novità della nostra fede in Cristo vuole che l’amore tra persona e persona non avvenga fuori del corpo di Cristo, ma in esso, con esso, per esso. Come l’amore del Padre Cristo Gesù lo attinge dimorando nel padre, abitando in Lui, rimanendo in eterno in Lui e così la sua verità, così anche il Cristo deve amare i fratelli con la carità di Cristo e con la sua verità, dimorando in Cristo, abitando in Lui, rimanendo in Lui. L’amore cristiano è amore di solo corpo, sola vita.

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Oratorio estivo 2017

E’ possibile iscrivere online i propri figli alle attività settimanali dell’Oratorio estivo 2017  pagando il dovuto il lunedì mattina all’apertura

Si può consultare e scaricare il volantino delle attività e il manuale per le iscrizioni online.

Agli interessati chiediamo voler compilare e renderci firmato da entrambi i genitori la liberatoria sulla privacy.

Per scaricare i documenti PDF
– aprire il documento da scaricare
-cliccare con il pulsante destro del mouse in un punto qualunque    della pagina che si è aperta
-nella nuova finestra che si apre cliccare su “SALVA CON NOME”

LINK ISCRIZIONE ONLINE

liberatoria privacy oratorio estivo 2017

manuale iscrizioni online

modulo iscrizione

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Ordinazioni presbiteriali 2017 – Con Amore che non conosce confini

Nove. Si, solo nove. Un numero che suscita domande, forse preoccupazione.
E’ dal 1918 che non si vedeva un numero così basso tra i preti novelli. E c’era una guerra mondiale in corso!
Eppure è così. Viviamo un tempo diverso, ricco di contraddizioni ma sereno (almeno all’apparenza), dove l’amore per Cristo e la sua Chiesa ancora affascina ed innerva le nostre città, come la recente visita del Papa a Milano ha dimostrato. E in una stagione come questa, tale numero è una ferita aperta in confronto alle necessità che una Diocesi come la nostra richiede.
Che fare? Lamentarsi? Piangersi addosso? Tutt’altro. Come più volte Gesù ha insegnato ai suoi discepoli, dobbiamo essere grati per quanto il Signore ci dona, partire da quanto di bello e grande abbiamo ricevuto.
Forse questo numero non è quello che tanti di voi si aspetterebbero, ma il desiderio di questi nove giovani di corrispondere alla volontà del Padre nel conformarsi a Lui divenendo presbiteri per il suo popolo, è quanto di più vero, genuino e profondo possono offrire.
C’è una parabola che ben riassume questa classe, è quella del lievito nella pasta (Mt 13,33): ne basta poco perché faccia il suo mestiere e contribuisca ad aumentare la mole della pasta perché possa venirne fuori una forma di pane fragrante.
E’ proprio così.
Essi sono quel lievito capace di generare qualcosa di bello e di educare alla vita buona del Vangelo.
Lo stanno già sperimentando in questi primi mesi di ministero, nelle parrocchie in cui sono stati destinati da diaconi e dove staranno anche da preti novelli.
Ci saranno fatiche, sfide e delusioni, ma con la forza dello Spirito e con la fraternità che in questi anni hanno imparato a vivere, il Signore donerà loro la grazia di perseverare nella missione affidata – come recita il loro motto – “con amore che non conosce confini”.
Chiedo a tutto il popolo ambrosiano di accompagnare con la preghiera i giorni che li separano all’Ordinazione presbiteriale, che avverrà sabato 10 giugno alle ore 9.00 nel Duomo di Milano.
E, insieme, di non smettere mai di pregare per le vocazioni, perché non manchi mai quel lievito necessario a dare forma alla pasta.

mons. Michele Di Tolve
Rettore del Seminario Arcivescovile

Per scoprire di più sui candidati 2017 visita www.chiesadimilano.it

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VII domenica Tempo di Pasqua

spezzare il paneDomenica 28 maggio 2017
vangelo Luca ( Lc 24,13-35)

In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Commento

Gesù lo incontriamo solo nel sacramento di qualcosa che si vede e che deve trascinarci verso il mistero che si porta dentro: l’Eucaristia, la Chiesa, i fratelli, la storia. Sono porte obbligate per incontrare il Signore e così nella verità, adorarlo, lasciarci trasformare e impegnarci nella sua causa. Ogni tanto cerchiamo una scorciatoia e ci buttiamo sulle strade più facili dello splendore, del miracolistico, dello straordinario.
No, Gesù si incontra nell’ordinarietà dei nostri cammini.

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Presentazione del libro “Postcristianesimo?” con il card. Angelo Scola

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l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi segnala l’evento della presentazione del nuovo volume del card. Angelo Scola dal titolo “POSTCRISTIANESIMO? IL MALESSERE E LE SPERANZE DELL’OCCIDENTE” che sarà presentato mercoledì 31 maggio alle ore 18,00 presso la Fondazione Corriere della Sera, a Milano (Via Balzan,3).
Interverranno
Salvatore Natoli, filosofo, Università degli Studi Milano Bicocca
Angelo Panebianco, editorialista Corriere della Sera
Gianni Riotta, editorialista de la Stampa
moderati da Elisabetta Soglio, Corriere della Sera
Sarà presente l’autore, il card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano.
L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria da martedì 23 maggio scrivendo una mail a RSVP@fondazionecorriere.it.

Il link qui di seguito porta alla locandina dell’evento.

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Celebrazione Eucaristica nel 25° anniversario della morte del card. Colombo – 20 maggio 2017

L’Ufficio Comunicazione della Arcidiocesi di Milano segnala che sabato 20 maggio alle 17,30, nel Duomo di Milano, il Cardinale Angelo Scola presiederà una celebrazione eucaristica nel 25° anniversario della morte del Cardinale Giovanni Colombo, Arcivescovo di Milano dal 1963 al 1979.

L’occasione è particolarmente significativa per ricordare il suo lungo episcopato e per esprimere riconoscenza al Signore per il dono di averlo avuto come pastore, sulla cattedra di Ambrogio e Carlo e prima ancora nei tanti e delicati ambiti in cui ha servito la Chiesa.

Per ulteriori informazioni http://www.chiesadimilano.it/chiesa-diocesi/in-duomo-una-messa-per-il-cardinale-colombo-163120.html

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VI domenica Tempo di Pasqua

vangelo 2Domenica 21 maggio 2017
vangelo Giovanni ( Gv 14,25-29)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Commento

La pace che Gesù ci ha insegnato è frutto di impegno. Chiede lotta e tenacia. Comporta incomprensioni e sacrifici. Passa inevitabilmente attraverso la croce. Di problemi ne avremo sempre, consapevoli che spesso molti non avranno mai una risoluzione immediata. Perché non possiamo perdere la speranza? Perché lo Spirito santo è sempre in azione, suggerendo ancora al nostro cuore le parole di infinita tenerezza di Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”.

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V domenica Tempo di Pasqua

vangelo domenica

Domenica 14 maggio 2017
vangelo Giovanni ( Gv 14, 21-24)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato».

Commento

In questa domenica il Vangelo ci aiuta a cogliere il senso ultimo dell’evento pasquale. Il fatto che Gesù va oltre la morte e risorge per amore. Per assicurarci che Dio è amore, per manifestarSi a noi e al mondo nella pienezza dell’amore. Perché Dio stesso è amore che si esprime  senza barriere, senza confini.

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