I domenica di Quaresima

diavoloDomenica 15 Febbraio 2015
vangelo Matteo (Mt 4,1-11)

In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini al tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai:
a lui solo renderai culto».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Commento

Due segni delimitano i confini di questo tempo forte: le ceneri da un lato e l’acqua dall’altro. Con le ceneri vengono cosparse le nostre teste, con l’acqua vengono lavati i piedi nel Giovedì Santo.
La cenere ci richiama la limitatezza della nostra vita. Questa dimensione della penitenza è possibile ponendosi in un clima di raccoglimento e accostandosi alla Parola di Dio con più assiduità e cercare di individuare le nostre mancanze e le nostre fragilità.
L’acqua invece ci richiama, alla dimensione del servizio. Il servire il fratello, un servizio che si fa attento alle persone che ci stanno vicino, nelle comunità, nella famiglia ancor prima e nei luoghi di lavoro. Non compiendo gesti straordinari, ma facendo bene quello che l’ordinarietà ci propone.

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