Interno nel 1912, dopo la consacrazione da parte del Card.Ferrari
Proseguo nel riportare le interessanti ricerche sulla chiesa di Torrevilla integralmente tratte a scopo divulgativo dal libro “MONTICELLO BRIANZA PAESAGGI, UOMINI , CULTURE”, pubblicazione del Comune di Monticello Brianza; testi di Ilaria Sironi, Laura Caspani, Virgilio Longoni; fotografie di Pietro Redaelli.
… nella pagina precedente avevamo visto come il progetto di riedificazione della chiesa fosse stato affidato all’ing. arch. Francesco Croce, professionista di fama ed autore dei progetti di importanti monumenti a Milano e nella regione….
…Purtroppo non sono stati reperiti i disegni del progetto del Croce, che pure furono inviati ai fabbricieri di Torrevilla ed alla Curia milanese per approvazione. Nell’archivio parrocchiale di Torrevilla è stato ritrovato un biglietto scritto dal Croce in cui l’architetto preventivava una spesa di 5000 scudi; il biglietto accompagnava un disegno della pianta, purtroppo scomparso (lettera del Sig. Segretario D.Angelo Salvadori all’abate don Gaetano Vismara. Riporta l’autorizzazione del ministro plenipotenziario Capo della Real Giunta Economale ad accingersi all’opera “da effettuarsi secondo il qui annesso tipo, approvato dalla Curia Arcivescovile) .
L’autorizzazione a procedere, concessa nell’agosto 1773, ci è testimoniata da una lettera custodita nell’archivio di Missaglia, anch’essa era accompagnata da un progetto grafico, pure scomparso.
I fabbricieri di Torrevilla si misero all’opera, reperendo il terreno adatto per la costruzione: la nuova chiesa non sarebbe stata riedificata sulla precedente ma in un luogo poco più discosto dal nucleo abitato, nella posizione elevata in cui la vediamo oggi. Tale terreno venne venduto alla Confraternita del SS.Sacramento di Torrevilla dai Padri Crociferi di Milano, che lì possedevano 34 pertiche adibite in parte a bosco e in parte ad arativo (APT, Liber Chronicus).
Francesco Croce morì il 26 ottobre 1773, forse ancora prima dell’inizio dei lavori a Torrevilla, e non ci è dato sapere chi si occupò dell’esecuzione del suo progetto. L’esito che comunque possiamo osservare oggi è quello di un’architettura di impianto barocco caratterizzata da una grande sobrietà nelle linee e nelle soluzioni formali; questo ben rispecchia lo stile del Croce, che nei suoi edifici più celebri seppe fondere il dinamismo del barocco con un equilibrio razionale che preannunciava l’epoca neoclassica.
La pianta dell’edificio è a navata unica, con un’ampia cappella maggiore e due cappelle laterali che ne dilatano lo spazio, a darci la sensazione di un allargamento quasi a pianta centrale. La facciata, a salienti, è coronata da un timpano triangolare e decorata da una cornice marcapiano e da lesene, che delineano una misurata partizione geometrica. L’unica concessione al gusto barocchetto la si riscontra nei salienti della facciata, ornati con volute in pietra molera, e nella linea curva spezzata della finestra. L’ingresso è evidenziato da un portico in aggetto, elemento tipico dell’architettura brianzola settecentesca.
(PROSEGUE)





