
La Sapienza grida: “Dall’eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra.” Per chi ritiene, e di conseguenza vive come se il mondo e la storia cominciasse con lui e con lui finisse, questi versetti del libro dei Proverbi sono una provocazione non da poco. Lo sono anche per chi vorrebbe vivere la propria vita senza limiti e senza vincoli. Per chi pretende di poter decidere da solo e di tutto.
A queste parole si affiancano anche quelle del prologo di Giovanni che torniamo ad ascoltare alla vigilia di questa ottava, dopo averle ascoltate nella notte di Natale: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
Non sono meno incisive le parole di san Paolo: il Figlio del suo amore è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Sono una provocazione. Nei pochi versetti che abbiamo ascoltato è la Sapienza che parla, anzi grida perché le sue parole arrivino a tutti.
Racconta di come Dio, prima di creare ogni cosa, abbia creato proprio lei, la Sapienza: Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all’origine. Racconta di come, dopo averla creata, sembra proprio lasciarsi consigliare da questa sua creatura: quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso, quando condensava le nubi in alto… io ero con lui.Si lasciava consigliare soprattutto quando c’era da stabilire dei limiti e tracciare dei confini: quando fissava le sorgenti dell’abisso, quando stabiliva al mare i suoi limiti, così che le acque non ne oltrepassassero i confini, quando disponeva le fondamenta della terra.
Racconta e ricorda di come, proprio grazie al contributo della Sapienza, tutto prende vita, proprio perché ogni cosa ha un limite; di come ogni cosa sta di fronte all’altra ed è con essa alleata e non rivale. Io ero con lui come artefice – potremmo tradurlo anche: come architetto – ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante.
Se il mare non avesse un limite non ci sarebbe l’asciutto. Il cielo e la terra; la luce e il buio. Ogni cosa ha il suo posto e il suo compito. Ogni elemento è fatto in relazione con gli altri perché insieme possano creare un “cosmo”, un ordine e un’armonia. Ogni creatura ha la sua dignità e il suo senso e il segreto della vita del creato è esattamente nel rispetto dei propri limiti e dei confini altrui. Nella relazione tra diversi è il segreto della vita del Creato. Il capitolo 8 si conclude con queste parole: Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la soglia. Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore; ma chi pecca contro di me, danneggia se stesso; una bella provocazione al nostro individualismo poco lungimirante. Ma tutte queste Parole sono anche di grande consolazione per chi guarda al mondo e alla storia degli uomini e si sente smarrito e minacciato dal disordine e della brutalità. Dio, in compagnia della Sapienza, non ha mai cessato di operare. Dopo averci creato, non si stanca di ricrearci, mettendo addirittura la sua casa tra noi e in noi. Non ha mai smesso di infondere Sapienza in ogni cosa e non intende lasciar cadere il mondo nel caos e non ha intenzione di abbandonare noi e la storia degli uomini. Tutto è stato creato per mezzo di lui. In un mondo dove sembra di poter contare solo se vesti firmato e se ti compri cose di marca, potremmo riprendere il cammino verso la pace considerando che ciascuno di noi porta impressa la firma di Dio e che in questo noi abbiamo assicurata la nostra dignità e che è per questo motivo che noi possiamo chiedere ma soprattutto avere rispetto per gli altri. Anche il salmo ce lo ha ricordato: Egli mi ha detto: Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Tutto per mezzo di lui: non dimentichiamolo!



