
“Bisogna avere il coraggio di essere fragili,
e non fa niente se diamo a tanti
l’illusione del bersaglio facile,
se mostriamo la crepa
che gli altri possono allargare.
Dobbiamo avere il coraggio di farci trovare
sempre un po’ in affanno, in disordine,
in fuorigioco, lontani dalla vita,
in debito di ossigeno, di amicizie,
lontani da ogni porto sicuro,
sperduti anche a noi stessi”
Franco Arminio
Bisogna avere il coraggio di essere fragili se si vuole risorgere.
Bisogna riconoscere di essere tra coloro che sono in affanno, in disordine, in debito di ossigeno e sperduti a noi stessi. Non è facile. Essere fragili significa potersi rompere, andare in mille pezzi. Essere fragili significa poter essere feriti, provare dolore, anche morire. Esattamente tutto quello che ha messo nel conto Gesù entrando dentro la sua passione, quando ha deciso di essere obbediente al Padre nell’amore, sino alla fine. Esattamente quello che abbiamo paura accada a noi.
Per questo ci fermiamo prima, per questo non arriviamo sino alla fine; mettiamo limiti, difendiamo confini, costruiamo muri; dettiamo condizioni. Ci facciamo vedere forti perché abbiamo paura di diventare bersagli facili; che gli altri se ne approfittino; che ci mettano i piedi in testa.
Per questo la fragilità di Dio ci infastidisce e a volte ci rende discepoli superficiali, approssimativi e infine infedeli, come lo sono stati del resto i primi dodici.
Per questo siamo anche noi di quelli che se ne lavano le mani e chiudono gli occhi.
Non vedere ci permette ogni volta di sentirci dalla parte dei buoni, di quelli che se l’avessi saputo, una mano te l’avrei data volentieri; se mi avessi avvisato prima, mi sarei organizzato. Così fanno i forti! Quelli che vogliono apparire sicuri di sé; quelli che si accontentano di sembrare buoni, senza il coraggio di quella fragilità che ci fa buoni davvero. Per questo siamo anche noi tra coloro che voltano le spalle quando capiscono che è rischioso compromettersi, che sicuramente qualcosa di tuo finisce, che devi mettercelo, che ti costerà sicuramente del tempo e, si sa, il tempo è denaro.
Non abbiamo il coraggio di essere fragili e per fare Pasqua occorre far pace con la fragilità. La fragilità è un rischio. Ce ne difendiamo con le nostre corazze: ne abbiamo per ogni occasione e per ogni evenienza. Ma se tu guardi sulla croce scopri che Gesù è nudo; nemmeno gli abiti gli hanno lasciato.
Se ti fermi prima, se te ne lavi le mani, se indossi le tue corazze, molto probabilmente nessuno riuscirà a farti troppo male, ma nessuno riuscirà nemmeno a volerti bene.
Dice ancora una poesia di Franco Arminio
Ho bisogno del dolore,
senza dolore non sento niente,
non amo niente.
Datemi il dolore più alto che un essere umano
abbia mai vissuto, datemi l’amore.
Amare significa rinunciare all’esercizio della forza e far pace con la nostra e altrui fragilità; significa mettere nel conto di sentir dolore, un dolore così forte da farti sentire in croce con dei chiodi nelle mani; rinunciare a tenere tutto sotto controllo; significa essere capaci di abbandono, di affidamento di sé a un altro, di accoglienza delle fragilità dell’altro, delle strane fragilità dell’altro, diverse dalle mie, capaci di confessione delle proprie fragilità.
L’amore è un’avventura rischiosa ci dice la Pasqua. Ha a che fare con il farsi pane e con l’essere spezzato; ha che fare con la croce e la morte; chiede di farlo fino alla fine; chiede di sporcarsi le mani.
La Pasqua ci insegna che solo l’amore ci rende vivi e ci fa risorgere.
Colui che ha amato secondo questa misura, il signore Gesù il Cristo, Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.Quando il sole ti guarda le spalle e tu stendi le braccia per andare incontro a qualcuno la tua ombra è esattamente quella della croce. Non abbiamo bisogno di essere forti, il Signore ci guarda le spalle e ci guida.Il mondo non è dei forti. La giungla è dei forti ma forse neppure quella perché solo gli uomini sanno farsi la guerra, non gli animali.
Quanta prepotenza in meno se avessimo il coraggio di essere fragili; quanta meno permalosità, discussioni inutili; gelosie, invidie, ingiustizie, aggressività, violenza;
Con più gentilezza dovremmo custodire il mondo e ogni sua creatura.Con più cortesia e garbo dovremmo custodire tutto ciò che amiamo.Gli altri sono fragili come lo siamo noi, si possono rompere anche solo con una parola fuori posto o semplicemente distratta. Ogni nostro gesto di amore per quanto povero e piccolo possa essere, contiene un frammento della Pasqua, porta con sé una scintilla di eternità e di infinito, una scintilla divina.
“Bisogna avere il coraggio di essere fragili, e non fa niente se diamo a tanti l’illusione del bersaglio facile, se mostriamo la crepache gli altri possono allargare.
So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui.
È risorto perché ha avuto il coraggio di essere fragile



