2 domenica di Quaresima

Perché la Vita sa arrivare a sorprendere

Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù, dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. 
Ha tutti i tratti della casualità questo incontro tra Gesù e la donna samaritana di cui non ci viene detto il nome. Questo nel Vangelo solitamente è un modo per chiamarci in causa, per dirci che la storia che ci viene raccontata non riguarda altri, ma una vicenda universale e quindi anche mia, che ha il sapore dell’umanità, che possiamo condividere e da cui possiamo lasciarci interpellare mettendo il nostro nome.
Ha i tratti dell’incontro casuale, ma la vita è quello che accade mentre tu sei impegnato a fare i tuoi progetti. È quello che accade mentre tu fai le cose di ogni giorno, mentre tu assolvi ai tuoi doveri e obblighi quotidiani, come andare a prendere l’acqua al pozzo per le necessità della vita e della casa.
È quello che accade mentre tu sei stanco e, arrivato ad un pozzo, ti tocca chiedere ad altri per poter bere.
Quando pensi che la vita ha smesso di sorprenderti e ha cominciato a deluderti, marito dopo marito, tanto non cambia nulla. 
È quello che accade mentre cerchi di spiegarti, parli di acqua viva e nessuno capisce: «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».
Perché la vita sa arrivare a sorprendere.
Arriva e chiede di aprirti; offre la possibilità di aprire il cuore a chi fino a poco prima non conoscevi, ma ti accoglie per quello che sei, senza giudizio, senza necessità di nasconderti ancora, senza magari dire tutto subito, ma senza la necessità di dire bugie: io non ho marito riconosce la donna, senza aggiungere di averne avuti cinque.
Solo che abbiamo una vita a volte così programmata e così efficiente che le abbiamo sottratto la possibilità di stupirci. Ma la vita merita che le venga lasciata la possibilità di stupirci. Anche Dio, che di vita se ne intende tanto, merita che gli venga lasciata la stessa possibilità.
Allora la samaritana ha il nostro nome, il nostro volto. Allora possiamo riconoscere che, se anche è impossibile essere felici ogni giorno, questo non ci deve rendere eternamente infelici o insoddisfatti.
Ogni giorno può accadere qualcosa che merita di essere raccolto e custodito, qualcosa che ti faccia dire alla prima persona amica che incontri: sai cosa mi è successo oggi?
E il racconto comincia «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?»Continua: Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto».
Apre ad uno sguardo buono su quella stessa vita che magari aveva smesso di sorprenderti, verso cui cominciavi ad avere uno sguardo sfiduciato, forse addirittura impaurito: noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo.
E l’inatteso che arriva e ti suggerisce che nella vita possono ancora accadere cose buone che neppure hai programmato, deciso, previsto.
Accade mentre andiamo a prendere la nostra provvista di acqua quotidiana, mentre di lunedì annoiati dal peso di una nuova settimana ritorniamo al lavoro, o mentre un venerdì, stanchi ma con il pensiero di cosa faremo il week end, la chiudiamo.
Diventa uno di quei racconti che il Vangelo non si stanca di farci ascoltare; uno di quei racconti che ripeterai all’infinito, finché chi ti sta attorno non si stuferà di sentirlo; finché ci sarà qualcuno che ancora non conosce quella storia, tu non sarai stanco di ripeterla. Come Gesù ricorda, non ci sono luoghi privilegiati dove gli incontri buoni possono accadere. Neppure gli incontri con Dio hanno bisogno di luoghi privilegiati: “voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”. Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre… viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità”. 
Abbiamo bisogno di tornare ad imparare a sognare ad occhi aperti, come sa fare Gesù. Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.
Abbiamo bisogno di non appiattirci sulle cose materiali come i discepoli che erano andati in città a fare provvista di cibi e quando tornano, pur meravigliati che parlasse con una donna, non seppero neppure chiedere: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?» e dissero solo: «Rabbì, mangia».
Abbiamo bisogno di alzare i nostri occhi. La promessa del Signore, quella che cambia la vita alla samaritana, è grande: chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna. Meraviglioso sapere che  la samaritana ha il nostro nome.

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