Parrocchia S. Agata – Monticello
Parrocchia S. Maria della Purificazione – Torrevilla
Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Per noi e contro di noi. È facile cadere nel tranello di dividere il mondo in amici e nemici, senza considerare le infinite sfumature che stanno in mezzo a questi due concetti.
L’amico è colui con cui andiamo d’accordo, colui che condivide con noi pensieri, interessi, gusti, passioni. È colui che ha meritato la nostra fiducia e facilmente colui che ci ritiene meritevoli di fiducia. In buona sostanza, è colui a cui vogliamo bene e da cui ci sentiamo voluti bene.
Diversamente il nemico è colui di cui non ci fidiamo, uno con cui sentiamo di avere divergenze e contrasti, uno che ci ha fatto del male o che in passato ha tradito la nostra fiducia; uno che ci ha ostacolato o che magari semplicemente non la pensa come noi o ha interessi e progetti diversi dai nostri.
La stessa Scrittura non esita a raccontare storie di amici e nemici. Lo fa a volte in maniera così violenta che ne possiamo rimanere scandalizzati. Faccio solo un esempio preso dal Vangelo che riguarda i discepoli stessi di Gesù quando in cammino verso Gerusalemme, di fronte alla mancata accoglienza in un villaggio di samaritani, si rivolgono a Gesù dicendo: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Per noi e contro di noi.
La stessa prima lettura ci introduce dentro una storia di amici e nemici in cui perfino Dio sembra scendere in campo schierandosi a favore di Israele e contro gli Amorrei e tutti i loro alleati.
Ma è la vita stessa che ci fa respirare facilmente un’aria che non sempre sa di pace e sembra costringerci a volte in un destino di contrapposizione continua.
Nello sport, nella politica, sul lavoro, nel condominio, tra frazioni, tra regioni, tra nazioni… e non dimentico che la stessa cosa accade tra parrocchie e tra parrocchiani, tra preti, tra chi preferisce papa Francesco e chi lo detesta. Tra giovani e adulti, tra ricchi e poveri, tra uomini e donne, tra chi ama il rock e chi la musica classica, perché tutto può diventare terreno di scontro, dentro logiche che affaticano il vivere comune.
Ma non è certo dentro questa logica di contrapposizione che possiamo e dobbiamo ascoltare le parole di san Paolo quando scrive agli amici della città di Roma: se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
Non è certo dentro una logica di contrapposizione che possiamo comprendere Gesù che dice: nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!
Non è certo ad una logica di amici e nemici che possiamo intendere il racconto del libro di Giosuè.
Il testo dà voce, nel linguaggio e secondo il modo di pensare del tempo, alla profonda fiducia in un Dio che non abbandona, che non dimentica, che interviene. La vittoria sui nemici non arriva per la spada degli uomini, ma per l’intervento diretto di Dio che rispondendo alla richiesta di aiuto di Giosuè fa una promessa ben precisa: “Non aver paura di loro, perché li consegno in mano tua!” e che qui viene descritto come capace di usare della grandine, del sole e della luna: morirono per le pietre della grandine più di quanti ne avessero uccisi gli Israeliti con la spada. Quando il Signore consegnò gli Amorrei in mano agli Israeliti.
Il racconto dà voce al convincimento che anche nelle imprese che ci vedono vincitori sia necessario saper riconoscere l’iniziativa di Dio. Il salmo oggi ci ricorda: c’è Chi fa affidamento sui carri, chi sui cavalli: noi invochiamo il nome del Signore, nostro Dio. Quelli si piegano e cadono, ma noi restiamo in piedi e siamo saldi.
È da questa fiducia nella protezione del Signore che nasce il coraggio di Giosuè e di tutto il suo popolo: non avere paura, non perché sei forte e invincibile, non perché gli avversari sono poco numerosi o deboli, ma perché io li consegno in mano tua, perché io sono con te. Invoca il nome del Signore! Da’ una mano ai tuoi servi! Vieni presto da noi a salvarci e aiutaci.
Nella vita i nemici, dice san Paolo, sono tanti: è il male, che in maniera misteriosa si aggira e a volte accerchia gli uomini e la loro storia, sono la malattia e le prove. San Paolo lo chiama: tribolazione, angoscia, persecuzione, fame, nudità, pericolo, spada, ma ci ricorda anche: in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Insistendo, aggiunge: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Ma Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
La stessa cosa la troviamo nelle parole di Gesù: “nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!” Non dimentichiamo che la vittoria di Cristo consiste nella sua morte in croce e nella sua Resurrezione, in questo suo offrire in risposta al male che gli veniva fatto un amore ancora più grande coerente in quell’insegnamento offerto ai suoi discepoli di non sprecare tempo a cercare i nemici e ad affilare contro loro le armi, perché sia ad amici che a nemici quello che va offerto è semplicemente un amore ancora più grande. ”Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male”
Se anche qualcuno è contro di noi, Dio che ha vinto il mondo in Gesù è con noi e noi con lui, possiamo permetterci di rispondere con amore ad ogni situazione della vita.



