Domenica di Pasqua

pasquaresurezioneDomenica 20 aprile 2014 S.Pasqua vangelo Giovanni (Gv. 20,11 – 18)

In quel tempo. Maria di Màgdala stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Commento

“Maria di Màgdala è segno ed esempio per ogni persona che brama la conoscenza di Gesù. Questa donna va imitata nel suo grande, immenso, sconfinato amore verso Gesù. È l’amore che deve supplire alla mancanza di aiuto nella vera conoscenza di Cristo Signore. Quando l’amore si fa richiesta, preghiera, desiderio ardente, fuoco che brucia e consuma l’anima, sempre il Signore risponde con la sua presenza dalle molteplici modalità. Lui perennemente viene incontro a quanti lo cercano con amore puro, sincero, vero.”

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Cappella della Madonna della Via

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La cappella si trova sotto il sagrato della Chiesa di Monticello, realizzata nella seconda metà degli anni 50, quando il sagrato della chiesa assunse l’attuale configurazione.

La Madonna con il bambino, nell’immagine sovrasta la strada e i mezzi di trasporto e osserva con sguardo attento quanto si svolge ai suoi piedi. Diversi ex voto dimostrano come la dedicazione sia stata sentita e apprezzata.
La cappella è stata restaurata recentemente ed è sobriamente molto decorosa.

L’attuale intensità del traffico sulle strade è sicuramente molto aumentato rispetto a quello che si evince dall’ immagine, sono certo però che questo aumento non ha ridotto l’assistenza della Madonna.

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Crocifisso alla Vela

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La Vela è un gruppo di case nelle vicinanze del Palazzo Comunale. Come riportato sul libro “MONTICELLO BRIANZA paesaggi, uomini, culture” edito dall’Amministrazione Comunale  il nome della località “Vella” figura già nella mappa della Cura di Monticello redatta nel 1571 in occasione della visita pastorale di San Carlo Borromeo, risultando di proprietà del Conte Ambrogio Nava e di suo fratello.
Oggetto della nostra attenzione è il Crocifisso di buona fattura che domina il cortile. Il tutto è arricchito da una cornice di pietra molera riccamente lavorata.
Nella parte inferiore della cornice si legge chiaramente una data 1854.
Nella cornice è riportato uno stemma famigliare con due aquile con le ali aperte. La Corona Nobiliare di Conte ed il collare nobiliare di cui non riconosco l’Ordine dimostrano che l’ispiratore dell’opera era una persona importante che voleva lasciare un segno degno di sè.
Il tutto è ancora in discrete condizioni sebbene la molera stia perdendo consistenza.
Quando il cortile era il centro della comunità che abitava queste case,  sicuramente il Crocifisso era il centro del cortile.
Invito chiunque abbia migliori informazioni  e conosca meglio l’araldica a proporsi per aggiornarci meglio.

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Domenica delle palme

domenica-delle-palme2014Domenica 13 aprile 2o14 vangelo  Giovanni (Gv. 11,55 – 12,11)

In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.  Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».  Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Commento

“Anche tra i suoi Gesù sente l’aria di diffidenza e di paura e cerca di riportare al centro la scelta di amore. Si passa, di fatto, dall’odio delle autorità religiose che cercano di ucciderlo all’ipocrisia di un discepolo che mostra attenzione ai poveri, formalmente, ma poi si scopre che è un ladro che cerca di intascare il danaro che era di Gesù e del gruppo di discepoli. E’ fondamentale il gesto di Maria: ella vuole onorare Gesù che nella casa aveva riportato il fratello ,Lazzaro, sottraendolo all’Oltretomba. Qui l’avarizia, il riservo, l’inganno vengono smascherati poiché insidiano il giusto che ha aperto Lazzaro alla vita e all’amore dei suoi. E Lazzaro stimola la curiosità poiché colui che è risorto diventa attrazione almeno alla pari di Gesù. Eppure c’è un acre sapore di morte e di paura, anche se attorno a Gesù si sta costituendo un popolo nuovo che crede alla vita, avendo veduto Lazzaro.”

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Quinta domenica di quaresime

Gesù-e-lazzaroDomenica 6 aprile 2014 vangelo Giovanni (Gv. 11,1 – 53)

In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

Commento

“Nel Vangelo secondo Giovanni la risurrezione di Lazzaro è il segno dei segni. È il segno che dona valore e significato ad ogni altro segno compiuto da Gesù Signore. Ogni uomo è nella morte dell’anima e dello spirito. Ogni uomo si avvia verso la decomposizione del suo corpo. Ogni uomo è in cammino verso la distruzione della sua verità di essere composto di anima e di corpo. Con la morte fisica muore l’uomo nella sua essenza, verità, sostanza. La morte che è vera distruzione di ogni verità divina ed umana nell’uomo regna indisturbata in questo mondo. Lazzaro è figura di ciò che avviene oggi ad ogni uomo nello spirito e nell’anima, se ascolta la parola di Gesù che lo invita a venire fuori dal sepolcro della sua morte spirituale.”

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Edicola a Torrevilla

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L’incrocio tra via IV novembre e via Cesare Battisti era il quadrivio più importante di Torrevilla e qui, a memoria d’uomo, è posizionata un’edicola dedicata alla Madonna.

Oggi il grosso del traffico ha preso altre strade tuttavia fa piacere vedere che qualcuno continua la tradizione di mettere fiori ed accendere un lumino.

La candida statua della madonna ha il dolce atteggiamento di di chi ti aspetta con pazienza e sprigiona una calma e serenità che conquistano.

Non ho notizie su quando l’edicola sia stata costruita, la ricordo da sempre, quando nei primi anni 1950 mio padre mi accompagnava a Magritto dai nonni e questa era la sola “strada carrozzabile” per arrivarci.

Prego chiunque abbia notizie di non esitare e mettersi in contatto con noi.

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Quarta domenica di quaresima

Miracolo_cieco_natoDomenica 30 marzo 2014 vangelo giovanni (Gv.9, 1 – 38b)

In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Siloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Siloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».

Commento

“Gesù è luce universale, non luce particolare. È luce che illumina tutta la realtà divina ed umana, della terra e del Cielo, di Dio e degli uomini, del tempo e dell’eternità, del prima e del dopo, degli uomini e delle cose, dell’anima e dello spirito, del corpo e di ogni altra relazione umana. Lui è luce di verità, giustizia, moralità, santità, carità, fede, speranza, sapienza, prudenza, fortezza, temperanza, ogni altra virtù. Chi non si lascia illuminare dalla sua luce, rimane nelle tenebre.”

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La scalinata alla Parrocchiale di Torrevilla

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Collega l’abitato di Torrevilla con il sagrato della chiesa di Santa Maria.
Recentemente restaurata, ha assunto l’aria solenne di un percorso importante. Prima del restauro aveva fascino e freschezza, soprattutto in primavera quando una meravigliosa fiorita (che la foto non rende adeguatamente) la arricchiva. Tuttavia la scala era molto sconnessa ed aveva decisamente bisogno di un intervento.

Mi ha sempre colpito il pilastro di granito in basso, all’inizio della scala, sulla sinistra. Nonostante sia di granito è segnato dal tempo. Me lo ricordo da sempre in questa posizione ma la mia sensazione è che non sia la sua posizione originale e mi chiedo quando e perchè sia stato spostato nell’attuale posizione.
Sormontato da un ornamento che identifico in una pigna stilizzata, lo stile del pilastro ricorda molto quello accanto alla Biblioteca di Monticello, sulla scala che porta alla chiesa di S.Agata. Che siano opera della stessa mano?

Su questo pilastro si riconoscono molto ben evidenti un “1” e un “6” in bassorilievo verso la strada.Purtroppo niente altro ugualmente chiaro. Che messaggio ci trasferiscono? Se qualcuno avesse migliori dettagli non esiti a proporli.

 

 

 

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Terza domenica di quaresima

quaresimaDomenica 23 marzo 2014  vangelo Giovanni (Gv 8,31-59)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

COMMENTO

“Il testo di Giovanni è molto complesso poiché risente delle grandi polemiche, delle perplessità e dei drammi che portano allo scoperto la responsabilità dei puri e dei colti, l’ambiguità della loro fede, l’ideologia dominante dei perfetti, il rifiuto di mettersi in discussione.Si appoggia su un confronto terribilmente alto: tra Gesù ed Abramo Il testo, così come viene presentato, offre alcune difficoltà interpretative. Tutta la polemica, ad esempio, non coinvolge «quei Giudei che gli avevano creduto» . Ma la violenta requisitoria che segue, fino alla fine del capitolo, si rivolge alle autorità giudaiche, ostili a Gesù.E’ un dialogo terribile tra la rabbia degli interlocutori che si sentono sbugiardati e totalmente in balia della menzogna e Gesù che li affronta a viso aperto.”

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Torrevilla – Chiesa di Santa Maria

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Una chiesa con dedicazione a Santa Maria esisteva a Torrevilla già nel 1289. Nel 1398 è detta “Cappella S.Maria di Turre Villa”. Nel 1564 è nominata come rettoria di S.Maria, subito dopo si legge “Chiericato di S.Maria”.
La parrocchia nel 1572 contava 9 famiglie con 68 abitanti; nel 1594 contava 67 abitanti, nel 1636 ne contava 72 e nel 1651 69 abitanti.
La chiesa di quei tempi fu abbandonata e demolita in seguito alla costruzione della nuova parrocchiale nel 1774. La nuova chiesa fu costruita al piano della strada comunale in posizione elevata rispetto a quella vecchia che era molto più sotto ” di fronte alla attuale osteria”.
Nel libro GUIDA DEI MONTI DELLA BRIANZA E PER LE TERRE CIRCONVICINE pubblicato nel 1837 si legge”… Dal pendio di una collina ridente di vendemmia discendiamo a Torrevilla che è la più piccola parrocchia della Diocesi di Milano non constando in tutto che di 140 anime. E’ bello il disegno della Parrocchiale e riceverà maggior vaghezza dal campanile che vi si sta erigendo secondo il disegno del già nominato conte Ambrogio Nava. Fra gli avanzi dell’antica torre dei Conti Raimondi ora di proprietà Balsami furono trovate nell’aprile prossimo scorso due antiche urne di cerizzo, poca meraviglia per noi, che ad ogni tratto nei nostri paesi ne vediamo disseppellirsi. Fra i mille progetti che si fanno è anche un deviamento della strada da Lecco a Monza facendola piegare da Torrevilla a Casirago attiguo a Monticello, e mandandola poi direttamente a Casate Nuovo per evitare l’ascesa dell’eminenza di Monticello. ….”
La chiesa attuale fu consacrata il 20 aprile 1912.

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