Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

SANTA FAMIGLIADomenica 28 gennaio 2018
vangelo Luca ( Lc 2,41-52)

In quel tempo. i genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Commento

La santa famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe molto assomiglia a tante famiglie dei nostri giorni, attraversate spesso da prove e fatiche non indifferenti. La famiglia non è il primo pensiero dei potenti di oggi, così come non lo era nella mente di Erode. Quanta fede sta dentro il silenzio di tante madri, che senza mai perdere la speranza, forti e sicure sanno attendere ancora, sanno semplicemente amare.

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III domenica dopo l’Epifania

vangelo 2Domenica 21 gennaio 2018
vangelo Matteo ( Mt 14,13b-21)

In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Commento

Gesù ha appena saputo della morte di Giovanni e chiuso nel suo dolore va alla ricerca di quell’intimità con il Padre che si rende necessario in tanti momenti cruciali della sua vita. Conosce quanto fa male il peccato e quanto distrugga l’umanità. C’è in lui la consapevolezza che di fronte al male del mondo prima di tutto bisogna ritrovare nella preghiera la forza per ripartire.
Oggi molte notizie ci scivolano. Le morti nel Mediterraneo non interessano più e occupano poche righe dei giornali. Sembra quasi che davanti al male del mondo siamo come anestetizzati. Gesù ci insegna nel raccoglimento la necessità di alzare le mani per questa umanità che sembra smarrirsi.

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Giornata della Solidarietà: sabato prossimo il convegno a Seveso

questa nota è integralmente ripresa dal foglio ” CELEBRIAMO LA MESSA-RITO AMBROSIANO del 14 gennaio 2018.

Sabato 20 gennaio, vigilia della Giornata diocesana della Solidarietà, il servizio per la Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano organizza un convegno al Centro pastorale ambrosiano a Seveso (Via S.Carlo 2).
L’incontro si svolgerà dalle 9.30 alle 13.30.
Il dibattito tra esperti cercherà di analizzare il contesto sociale ed economico del territorio ambrosiano, attraversato da una lunga crisi dagli esiti ancor incerti. Programma su chiesadimilano

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II domenica dopo l’Epifania

Nozze CanaDomenica 14 gennaio 2018
vangelo Giovanni ( Gv 2,1-11)

In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta e centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Commento

È la Vergine Maria che mette in comunione Cristo con la volontà del Padre. È la Vergine Maria che mette in comunione i servi con Cristo Gesù. Per Lei Gesù opera il miracolo e nasce la fede in Cristo Signore nel cuore dei suoi discepoli. Se Lei non è nella casa del cristiano, la casa è orfana di Madre e regna ogni disordine spirituale, evangelico, veritativo. Questa verità è testimoniata dalla storia.

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La Comunità adulta educante

In vista della prossima Settimana dell’educazione (21-31 gennaio), è utile recuperare il significato di alcune parole particolarmente importanti.
Quando parliamo di Comunità educante a chi ci stiamo riferendo? Nel vissuto quotidiano è immediato pensare all’insieme degli operatori pastorali dell’oratorio. Non è sbagliato, purché non si perda la consapevolezza che chi si dedica all’azione educativa può farlo solo se inserito in un vissuto ecclesiale vivo.
Occorre andare oltre un’idea unicamente organizzativa della Chiesa e sentirsi inseriti nella richiesta del nostro Arcivescovo Mario: recuperare il desiderio di iniziare subito il Regno di Dio. Quando parliamo di Comunità educante vogliamo quindi riferirci alla Chiesa nel suo mistero e nella sua missione, visibili oggi in una Comunità concreta, fatta di uomini e di donne, bambini, giovani, anziani che amano, sperano, soffrono, in un particolare territorio. È una Comunità viva e cosciente di sé, che cammina con la cintura ai fianchi e il bastone in mano, pronta ad uscire per annunciare e vivere il Vangelo della gioia. Soltanto una Comunità che alimenta il desiderio missionario, può generare un’azione educativa vera e seria.
Come ci ha insegnato il card. Martini, il vero credente non si esonera mai dalla responsabilità educativa. È un’affermazione forte che ci ricorda che, in quanto adulti, siamo sempre chiamati alla responsabilità e alla relazione educativa con i ragazzi in crescita. L’incontro con i ragazzi e i giovani ci provoca ad assumere peculiari responsabilità umane e sociali, soprattutto oggi che viviamo un contesto culturale in cui spesso sono proprio gli adulti a voler fuggire dalla loro condizione di maturità. In questo senso, la prima preoccupazione di una Comunità educante non è di formare, ma di formarsi!
È inoltre bene ricordare che una Comunità può dirsi educante se sa riconoscere l’azione educativa del Padre verso di essa. Una Comunità deve quindi mantenere vivo il desiderio di incontrare la Parola del Vangelo, per rintracciare e assimilare lo stile educativo di Gesù, senza dimenticare la centralità di un vissuto fraterno intenso e l’acquisizione di nuove competenze pedagogiche specifiche necessarie per affrontare la complessità dei bisogni educativi di oggi.
La settimana dell’educazione va colta quindi come l’occasione per rinnovare insieme la coscienza di essere educatori in quanto adulti credenti.

don Stefano Guidi
Direttore Fom
Responsabile del Servizio per l’Oratorio e lo Sport
Arcidiocesi di Milano

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Potente è la tua mano, Signore. Introduzione alla Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

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“Potente è la tua mano, Signore (Es 15,6)” è il tema della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2018: il cantico celebra la vittoria di Dio contro le forze del male in relazione all’evento fondatore della fede di Israele.
In Diocesi è stato indetto un Sinodo minore dal titolo “Chiesa dalle genti”, che vuole rileggere i processi di cambiamento in atto per coglierne l’azione dello Spirito.
Processi che riguardano tutte le chiese cristiane, anch’esse rinnovate dalla presenza di fedeli da tutto il mondo.
Il programma della Settimana si caratterizza per le celebrazioni dei vesperi secondo le diverse tradizioni, così da offrire la possibilità di incontrare una comunità che celebra la sua fede.
Il 25 gennaio nel Tempio Valdese, alla presenza di mons. Delpini, verrà celebrato il 20° anniversario dalla nascita del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, che ebbe un forte impulso dal cardinal Martini.
Il cammino di questi anni è stato entusiasmante e non sempre facile: si sono superate le diffidenze iniziali con una stima fiorita in vera amicizia.
La situazione oggi è molto diversa, come dice il convegno del 20 gennaio dal titolo “Ecumenismo 2.0”, teso a sottolineare ciò che lo Spirito sta suscitando.
La serata per i giovani del 22 gennaio in sant’Ambrogio vede coinvolte le comunità giovanili ortodosse romene, copte, russe, e quella metodista che ha al suo interno un gruppo di giovani ghanesi; per la nostra Diocesi hanno collaborato la Pastorale Universitaria e i Movimenti.
Una preghiera, una cena in cui ciascuno porta piatti tipici del proprio paese, e tanti canti natalizi (liturgici e popolari) delle diverse tradizioni eseguiti a turno dalle varie comunità.
Incontrarsi e riconoscersi reciprocamente porta a scoprire che il cuore di ciascuno ha le stesse domande e gli stessi desideri, e l’affetto per la persona di Gesù ci fa sperimentare, nella diversità suscitata dallo Spirito, che siamo fratelli perché figli di un unico Padre.

diac. Roberto Pagani
Responsabile Servizio per l’Ecumenismo e il Dialogo
Arcidiocesi di Milano

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Pregare con www.chiesadimilano.it

Questa nota è integralmente ripresa dal foglio “CELEBRIAMO LA MESSA – RITO AMBROSIANO” del 7 gennaio 2018.

Collegandosi al portale diocesano chiesadimilano, è possibile accedere a una ampia gamma di proposte per la preghiera.
Nella sezione “Prepariamo la Domenica” sono presenti le tracce e le riflessioni sulle letture di don Angelo Casati, i commenti esegetici curati da mons. Gianantonio Borgonovo, biblista e arciprete del Duomo, e, per i bambini, l’illustrazione del Vangelo della Domenica.
Nella sezione “Almanacco Liturgico”, invece, si possono leggere le Letture del giorno, in rito ambrosiano e romano., il Santo del giorno, e altri strumenti per la preghiera.
Disponibile inoltre la Liturgia delle ore completa con i testi del breviario ambrosiano.

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Radio Marconi: da 40 anni informazione, musica e un filo diretto con la Diocesi.

La nota è integralmente ripresa dal foglio “CELEBRIAMO LA MESSA -RITO AMBROSIANO” del 6 gennaio 2018

Radio Marconi affronta l’anno del suo 40° compleanno con un palinsesto rinnovato e una rubrica settimanale per ascoltare la parola di Mons Delpini, Arcivescovo di Milano, insieme ai notiziari locali e ad approfondimenti.
Al mattino, da non perdere, ” Marconi radio Aperta”, focus sull’attualità e sulle varie realtà diocesane.
La sera, dalle 19 alle 7 del mattino successivo, spazio alla musica classica di facile ascolto.
Per ascoltarla Fm 94,8 e digitale terrestre canali 711 e 712.

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Battesimo del Signore

pane-spezzatoDomenica 7 gennaio 2018
vangelo Matteo ( Mc 1,7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendeva verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Commento

Gesù battezza nello Spirito Santo, immergendo in Esso. Lui è immerso nello Spirito, quanti crederanno in Lui e si lasceranno battezzare, anche loro saranno immersi. Gesù il Messia, il Cristo di Dio, ma è anche il Dio Eterno, il Figlio Unigenito del Padre che è mandato per la nostra redenzione eterna. La divinità è differenza sostanziale.

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Sostieni chi è in difficoltà, acquista “Scarp dè tenis”!

Questa nota è ripresa dal foglio “CELEBRIAMO LA MESSA – RITO AMBROSIANO del 25 dicembre 2017.

“Scarp dé tenis” è il mensile della strada promosso da Caritas Ambrosiana.
Inchieste sociali su povertà ed emarginazione, attualità, grandi firme, le parole e le biografie delle persone senza dimora.
Ma “Scarp dé tenis” è soprattutto un progetto sociale: una parte del prezzo di copertina resta ai venditori selezionati da Caritas tra le persone in difficoltà del territorio.
Per acquistarlo cerca le pettorine rosse fuori della Messa o scrivi a scarp@coopoltre.it.
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