Pentecoste

riempì tutta la casa dove stavano

riempì tutta la casa dove stavano

Celebriamo quest’oggi la solennità di Pentecoste, una solennità di cui  facciamo fatica a sentire l’importanza, così come facciamo fatica a invocare lo Spirito. Quando preghiamo preferiamo rivolgerci al Padre, ci rivolgiamo a Gesù, invochiamo il Signore, ci rivolgiamo più volentieri a Maria o ai santi che allo Spirito. Perfino quando dobbiamo imprecare non tiriamo di mezzo lo Spirito, ma tiriamo di mezzo la Madonna, Dio o Gesù.
Del resto, parlare dello Spirito non è facile. Delle tre persone della Trinità che celebriamo domenica prossima è quella con cui abbiamo meno confidenza e forse verso cui proviamo meno affetto. Parliamo di vita spirituale, ma ci dimentichiamo che essa nasce proprio dall’azione dello Spirito.
Parlare dello Spirito, del resto, occorre riconoscere è difficile tanto quanto voler fotografare il vento.
Ci avete mai pensato? Il vento non è facile da fotografare. Non sta volentieri in un fotogramma; più che una foto del vento, rischi di ottenere una fotografia mossa e sfuocata.
Il vento non lo vedi, vedi i suoi effetti. I rami che si piegano, le foglie che si muovono, le nuvole che corrono nel cielo, gli uccelli che ci giocano, gli aquiloni che volano, la sua carezza fresca sulla pelle.
Puoi fotografare tutte queste cose, ma non fotografi il vento e non lo fermi.
Così è lo Spirito. Non lo fermi, non lo fotografi. Per rappresentarlo se ci pensate non c’è solo un’immagine. La tradizione fa ricorso a diversi simboli: il fuoco, la colomba, l’acqua che scorre, il soffio del vento…
Imprendibile e potente. Per meglio spiegare quanto sia potente, si è dovuto ricorrere ai suoi doni: Consiglio · Sapienza · Fortezza · Intelletto · Pietà · Timor di Dio · Scienza.
Non rendersi conto di tutto questo non può che alimentare in noi la sensazione di poter vivere come se Dio non esistesse, sentendolo irrilevante per la nostra vita e peggio con la percezione di sentirci dimenticati e abbandonati da Dio, specialmente quando la vita si conduce attraverso prove e tentazioni.
Oggi vi viene però ricordato, come diceva il cardinal Martini, che  «lo Spirito c’è, anche oggi, come al tempo di Gesù e degli Apostoli: c’è e sta operando, arriva prima di noi, lavora più di noi e meglio di noi; a noi non tocca né seminarlo né svegliarlo, ma anzitutto riconoscerlo, accoglierlo, assecondarlo, fargli strada, andargli dietro». Proviamo a osservarlo e a “fotografarlo” mentre è in azione.
È presente quando leggiamo e ascoltiamo la Parola di Dio. Quando riusciamo a sentirla come parola rivolta a noi, riusciamo a sentirla lampada che guida i nostri passi, riusciamo a metterla in pratica come parola che da vita: allora lo Spirito è con noi.
Quando riusciamo a vivere il perdono come superamento e guarigione dal male subito, come capacità di rispondere a questo stesso male subito con il bene, quando non seguiamo la strada della vendetta o del banale contraccambio vivendo la generosità, la gratuità, la bontà. Allora lo Spirito è con noi.
Lo Spirito è con noi anche quando riusciamo a vivere la carità verso chi ci sta intorno con spontaneità e discrezione. Quando sappiamo esercitare questa carità senza essere pregati e senza essere sollecitati, senza calcoli o ricerca di tornaconto.
Lo Spirito è con noi come consolatore anche quando riusciamo a ritrovare il sollievo del cuore in mezzo al dolore del mondo e alla tristezza. È con noi quando riusciamo a ritrovare la speranza anche la dove i calcoli e le previsioni umane ci abbandonano all’incertezza e al timore.
È con noi quando pur nella complessità della vita, nella fatica del lavoro, riusciamo comunque a  essere in pace con noi stessi, con il nostro prossimo, con il mondo. Riusciamo a tenere a bada l’affanno che le molte cose da fare ci procura, riusciamo a guardare le cose una alla volta nell’ordine giusto, conservando a ciascuna la sua importanza e un posto adeguato.
Lo spirito è con noi quando riusciamo a pregare, non abbandonando alle sole buone intenzioni il nostro desiderio di farlo. Lo Spirito è con noi quando pregando ci accorgiamo che non stiamo sprecando parole, che c’è Qualcuno che pure non vediamo che raccoglie le nostre domande e le nostre richieste, che c’è qualcuno che pure non vediamo che ci ascolta, che ci conosce, che desidera prendersi cura di noi, che c’è qualcuno che nell’intimo del nostro cuore ci risponde e ci rafforza e ci rinfranca con la sua presenza.
È lo Spirito che abbiamo già ricevuto nel battesimo e nella cresima: è la forza di Dio, che agisce in profondità nel nostro cuore e ci trasforma dall’interno, fortifica, purifica, consola; è una voce intima, profonda, dolce e forte nello stesso tempo.
Preghiamo il Signore perché di nuovo rinnovi e tenga vivo questo dono per noi. Preghiamo di darci sempre le parole giuste con cui invocarlo, di darci gli occhi giusti per accorgerci della sua presenza della sua azione intorno a noi e dentro di noi e per lasciare che operando in noi ci trasformi continuamente in creature nuove.

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