5° domenica di Pasqua

Fa crescere i gerani e le rose.

Fa crescere i gerani e le rose.

È bello quando leggendo un libro, una poesia o ascoltando una canzone, tornano in mente pagine di Vangelo. È bello anche quando leggendo il Vangelo, tornano in mente le parole di una canzone o di un libro o di una poesia. È bello perché ricorda che il Vangelo ha a che fare con la vita, entra nella vita e ricorda che ci sono molti modi e linguaggi per parlare di Vangelo.
Leggendo oggi questi versetti di Giovanni che ci parlano di nuovo di amore mi è tornata in mente una canzone di Ivano Fossati del 2006. Non esattamente una canzone recente, non esattamente una canzone che senti passare per radio, ma a mio modo di vedere una canzone che ha il sapore di Vangelo, di buona notizia. Si intitola L’amore fa.
L’amore fa l’acqua buona. Fa passare la malinconia. Crescere i capelli l’amore fa.
L’amore accarezza i figli. L’amore parla con i vecchi. Qualcuno vuole bene ai più lontani.
Anche per telefono. L’amore fa guerra agli idioti, agli arroganti pericolosi.
Fa bellissima la stanchezza. Avvicina la fortuna quando può. Fa buona la cucina…
Cose che fanno ridere. L’amore fa. Cose che fanno piangere. 
L’amore fa begli gli uomini. Sagge le donne. L’amore fa Cantare le allodole. Dolce la pioggia d’autunno. E vi dico che fa viaggiare, sì. Illumina le strade. Fa grandi le occasioni. Di credere e di imparare. Cose che fanno ridere L’amore fa. Cose che fanno piangere. Fa crescere i gerani e le rose. Aprire i balconi l’amore fa.
Confondere le città, ma riconoscere i padroni l’amore lo fa. Aprire bene gli occhi. Amare più se stessi.  
L’amore fa bene alla gente. Comprendere il perdono L’amore fa.
È solo un elenco piccolo delle cose che sa fare l’amore. Altre ce le racconta san Paolo: La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine.
Anche il salmo non manca di dire la sua: rende dolce e bello quel vivere insieme che senza amore non è certo bello e neppure dolce.
La pagina degli Atti degli apostoli ci dice che la prima comunità cristiana viveva con abbastanza amore che aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune… Nessuno infatti tra loro era bisognoso.
L’amore fa grandi cose, o meglio rende grandi e straordinarie le cose piccole! Credo sia proprio per questa straordinaria capacità dell’amore di fare tutte queste cose e moltissime altre, che Gesù ha pensato bene di farlo diventare un comando: amatevi gli uni con gli altri.
A pensarci bene è strano: se l’amore fa così tante e belle cose, se l’amore compie così tante meraviglie e fa così bene, perché c’è bisogno di “comandarlo”: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.  Non dovrebbe essere spontaneo e conveniente farlo? Io una risposta sul perché non venga spontaneo non ce l’ho. Sento però umilmente di confessare una cosa: non è sempre così spontaneo amare. Ci sono momenti in cui ci viene bene e altri in cui non ci viene affatto. Ci sono persone che ci viene facile amare e altre per cui risulta più difficile.
Ecco allora il perché di un comandamento che per un cristiano diventa addirittura un segno di riconoscimento in mezzo a tutti gli uomini: da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri. 
Non so se ci rendiamo conto della portata di queste parole: non capiranno se siamo cristiani dal nostro voler bene a Dio, ma dal nostro amarci gli uni gli altri. Amarci come Gesù con un amore che non offri perché ti venga restituito, ma che sa tornare indietro.
Ancora mi sono venute in mente le parole che il Manzoni al capitolo 38 dei Promessi sposi mette sulla bocca di un anonimo: Si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene e così si finirebbe anche a stare meglio. L’amore è come un boomerang. Torna indietro se hai il coraggio di lanciarlo, di piantarlo come un seme nella vita della gente perché cresca, porti frutto e di quel frutto possa anche tu godere. Per questo, non è necessario aspettare che cominci l’altro. La vita comincia davvero solo quando ami perché tra le cose che l’amore fa, c’è quella di renderci simili a Dio.

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