Solennità di Pentecoste

pentecosteParrocchia S. Agata – Monticello 
Parrocchia S. Maria della Purificazione – Torrevilla

Dove abita il tuo Spirito, Signore? Oggi, ascoltando il racconto degli Atti degli Apostoli, di quella prima e possente Pentecoste, ci sentiamo autorizzati a dire: lo Spirito abita le case dove sono riuniti dei discepoli.
Pochi discepoli dice il Vangelo, a cancellare la paura che per sentir vera la fede si debba essere in tanti, si debba esser convinti, si debba esser forti, si debba essere all’altezza.
Quei discepoli non erano tanti, non erano convinti, non erano forti, non molto credibili tanto che neppure tra di loro riuscivano a “convincersi”, non erano pronti ad essere testimoni.
Ma allo Spirito, non manca certo la capacità di iniziativa: mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste e i discepoli si trovavano tutti insieme nello stesso luogo… venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo.
Non ci sono per lo Spirito luoghi privilegiati. Luoghi migliori di altri per arrivare, improvviso e gagliardo, impetuoso ma benevolo. Non ci sono luoghi adatti o inadeguati.
Ogni luogo può diventare la sua casa. Ogni casa può riempirsi della sua presenza.
Non ci sono per lo Spirito neppure luoghi irraggiungibili o inaccessibili, non esistono luoghi da lui abbandonati o dimenticati, ignorati e sconosciuti.
Invochiamolo ed egli ci raggiungerà!
Le parole della risposta al salmo ce lo hanno ricordato:
Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra. Mandi il tuo spirito e rinnovi la faccia della terra.
Vogliamo ripetere questa frase, non come distratta risposta ad un salmo, ma come risposta ad ogni situazione che siamo chiamati a vivere.
Signore del tuo Spirito è piena la terra e perciò sentiamo che ne sono piene quelle situazioni felici in cui questa promessa la sentiamo come già realizzata e ne sono piene quelle situazioni faticose e dolorose in cui facciamo fatica ad alzare lo sguardo, facciamo fatica a capire dove sei, cosa fai, dove invocarti e dove trovarti.
Signore del tuo Spirito è piena la terra… e quindi ne è pieno il nostro cuore.
La parola del Vangelo ci rassicura sulla volontà e la promessa di Dio: Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani.
Proprio questo sentirci abitati da Dio diventa sorgente della nostra pace, diventa la nostra speranza, ci dona consolazione; sentirci abitati anche quando e proprio quando ci sentiamo vuoti o svuotati; quando ci sentiamo soli; quando ci sentiamo smarriti.
Noi quest’oggi non vedremo lingue di fuoco, non lo vedremo scendere dal cielo come quel giorno descritto dagli Atti degli Apostoli, ma non per questo non lo possiamo sentire e vedere.
Occorre lo sguardo giusto, occorre l’orecchio giusto. Occorre il silenzio giusto attorno e dentro di noi.
Uno Spirito, dice la Scrittura, che lavora e prega incessantemente dentro di noi, che grida Abba Padre. Un vero, grande e prezioso tesoro che ciascuno di noi porta dentro di sé, nel profondo del nostro essere, anche se non gli prestiamo attenzione, anche a volte a nostra insaputa.
Come quel giorno è arrivato improvviso in quella casa, a volte improvviso ci scuote, ci permette di fare quel passo che non riuscivamo a fare da tempo, ci fa vedere quello che cercavamo e ci sembrava di non riuscire a capire e a trovare.
Ogni nostra preghiera non dovrebbe avere altro scopo che spalancargli le porte e metterci in contatto con lui; permetterci di ascoltare quello che ci sussurra nel nostro intimo; sentire la dolcezza di questo ospite invisibile ma reale.  Sentirne tutta la forza che diventa nostra forza.
Belle le parole della sequenza del Vieni Santo Spirito: I nostri sensi illumina, fervore nei cuori infondici; rinvigorisci l’anima nei nostri corpi deboli.
Guardiamoci attorno mossi da questo Spirito che riempie la terra. Andiamo in cerca della sua presenza, della sua azione. La storia non è fatta solo da noi, dal nostro impegno, dal nostro lavoro, dalle nostre attività. La Pentecoste ci ricorda che l’umanità vive e cammina anche grazie al dono di Dio che percorre la terra e custodisce la storia degli uomini.
Questo Spirito che non si incontra nell’agitazione, ma nell’attesa e nella preghiera, nella disponibilità a fare la volontà di Dio.
Preghiamo il Signore perché di nuovo rinnovi e tenga vivo questo dono per noi. Preghiamo di darci sempre le parole giuste con cui invocarlo, di darci gli occhi giusti per accorgerci della sua presenza, della sua azione intorno a noi e dentro di noi e per lasciare che operando in noi ci trasformi continuamente in creature nuove.

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