Dalla lettera per il tempo di Quaresima
di mons Mario Delpini – Arcivescovo di Milano
Carissimi,
nell’anno 2020 le celebrazioni liturgiche del tempo di Pasqua sono state mortificate dal dilagare della pandemia che ha imposto il primo lockdown. Le celebrazioni del Triduo Pasquale sono avvenute in chiese deserte e sono state seguite a distanza, grazie ai mezzi di comunicazione disponibili. Alcune famiglie hanno vissuto celebrazioni domestiche adatte a fare memoria del mistero pasquale. Tutti i credenti hanno sentito la mancanza della celebrazione liturgica comunitaria.
Nell’anno 2021, a Dio piacendo, celebriamo di nuovo la Pasqua secondo la tradizione cattolica in rito ambrosiano e in rito romano. Vorremmo che non fosse solo una replica di abitudini acquisite: chiediamo la grazia non solo di celebrare di nuovo la Pasqua, ma piuttosto di celebrare una Pasqua nuova.
Infonda Dio sapienza nel cuore perché ci sia dato di conoscere con più intensa gratitudine e con più profonda commozione il mistero di Cristo. Secondo le suggestioni della proposta pastorale per l’anno 2020/2021, chiediamo al Signore di ascoltare la preghiera di Paolo: «Continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui» (Ef 1,17).
Il mistero della Pasqua, che voglio introdurre con questa lettera, è la rivelazione ultima e piena di quella sapienza che invochiamo: «Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio» (Ef 3,17-19).
Solo persone nuove possono celebrare la Pasqua nuova, perché, ricolme della pienezza di Dio, si radunano, pregano, cantano, con cuore nuovo. Pertanto più seria e attenta dovrà essere la celebrazione della Quaresima, accogliendo la Parola che chiama a conversione.



