Battesimo del Signore

battesimo-di-gesuParrocchia S. Agata Monticello
Parrocchia S. Maria della Purificazione Torrevilla

Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. La maniera concisa e semplice con cui Marco racconta il Battesimo di Gesù potrebbe farci pensare che questo non sia un episodio importante della sua vita, ma questa semplicità ci conduce ad uno dei momenti chiave del Vangelo.
L’episodio del battesimo, svela e porta fino in fondo- potremmo dire anche fino alle estreme conseguenze – il percorso di discesa del Figlio di Dio di cui san Paolo nella lettera ai Filippesi parla: Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Questo momento della vita di Gesù chiarisce quale è il posto in cui Dio ha deciso di mettersi per star vicino agli uomini; quale è lo stile della sua vicinanza.
Chiarisce quale è la sua missione che non consiste nel far giustizia e condannare, ma nel salvare; non consiste nel punire, ma nel recuperare; non nello scacciare, ma nel cercare e ritrovare; non nell’allontanare, ma nell’avvicinare.  Come abbiamo ascoltato dalle parole di san Paolo, da lontani che eravamo, siamo diventati i vicini, perché Gesù ha abbattuto il muro di separazione.
Ancora di più, chiarisce quale sia il luogo scelto da Dio non solo per guardare e ma per amare il mondo.
Quale sia il punto di vista e il posto migliore per comprenderlo: lì, dove ci sono i poveri e i peccatori.
Sorprende e scandalizza certo, pensare che Dio che dal cielo può vedere tutto e tutto può giudicare, scelga invece di mettersi lì, in mezzo agli ultimi, ai poveri, ai peccatori; sorprende perché, facendo ragionare Dio con la nostra testa, avremmo scelto logiche e soluzioni diverse. Ma a noi, proprio contemplando Gesù nelle acque del Giordano, è chiesto di imparare a pensare e ragionare secondo il cuore di Dio.
È forse il messaggio più difficile da ascoltare del Vangelo: questa predilezione di Dio per quell’ultimo posto, questo sua predilezione per il farsi servo, per il lavare i piedi, per l’amare perfino il nemico.
Questo è il messaggio che Gesù ribadisce in innumerevoli modi lungo tutto il tempo della sua missione e che sigilla con la morte in croce. Papa Francesco ne ha fatto il punto fermo del suo pontificato. Continuamente ci invita a non osservare dal centro, ma a sportarci ai margini per guardare meglio il mondo e l’umanità e suggerisce questo spostamento come necessario non solo per la Chiesa, ma anche per la politica, l’economia, la cultura per abbandonare quella logica dello scarto che colpisce tanto gli esseri umani che diventano gli esclusi, quanto le cose che si trasformano in spazzatura.
Questa predilezione non nasce dal desiderio di portare via i beni ai ricchi e trasformare ogni uomo in un povero, non ha come obiettivo di portarci tutti alla miseria, ma di ridurre la quantità di miseria e povertà presente nel mondo; non ha a che fare con progetti politici o con programmi economici e di mercato, non sta né a destra né a sinistra, ma ambisce di portare a tutti quel benessere a cui si ha diritto, di non creare scarti, di non lasciare indietro nessuno, di collaborare per condurre questo mondo a somiglianza con il Regno di Dio Nasce e vive del desiderio di far propri i sentimenti di Dio verso ogni uomo.
Proprio mentre Gesù occupa quel posto, di fronte a Giovanni Battista, nell’acqua del Giordano che lo ricopre, la voce del Padre si fa sentire per esprimere la propria approvazione: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».  Dio Padre approva. Conferma al Figlio che questa è la sua volontà, è quello che gli sta a cuore, è quello il suo stile.
Nel Battesimo di Gesù, ritroviamo lo sguardo di Dio che sa vedere anche nei perdenti, nei piccoli, nei peccatori, in coloro che sono ai margini, semplicemente uomini e donne da amare.
Celebrare il Battesimo di Gesù significa essere disposti a condividere questo stesso sguardo sul creato e sugli uomini; significa far nostro un punto di vista diverso; imparare priorità diverse.
Questo sguardo sul mondo dal punto di vista della povertà e dei poveri è ciò che il Vangelo chiede a tutti.
Celebrare il Battesimo di Gesù significa ricordare che Dio è lì dove sono le tante povertà del mondo che non sono solo economiche.  Sono quelle dell’amore, perché povero è chi non si sente amato da nessuno o chi non si è mai accorto di essere amato.  Sono poveri quelle persone che non riescono a vedere un futuro perché il presente è troppo precario.  Poveri sono coloro che sono ora schiacciati dall’incertezza e dalla sfiducia.  Povero è anche chi non ha Dio e si affanna attorno a sorgenti che non tolgono la sete e cercano un pane che non toglie la fame.
È l’umiltà di Dio che si abbassa fino a noi che ci permette di innalzarci a lui, di sentire e di gioire pienamente del poter essere anche noi non più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio. È Isaia ad indicarci il migliore programma di vita che si possa immaginare: Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino

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