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Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare,
Quali sono gli avvenimenti di cui Erode ha sentito parlare e di cui non sa cosa pensare?
Per rispondere a questa domanda occorre dare un occhio ai due capitoli precedenti del vangelo di Luca dove si racconta di Gesù che guarisce il figlio di un centurione, resuscita il figlio della vedova di Nain, guarisce da molte malattie, da infermità, da spiriti cattivi, ridà la vista ai ciechi, perdona i peccati alla donna peccatrice in casa del Fariseo Simone, placa la tempesta che sul lago spaventa i discepoli, guarisce la figlia di Giairo e l’emorroissa che gli tocca il mantello. In quei capitoli sentiamo raccontare di Gesù che dichiara che tutti quelli che ascoltano la sua parola e la mettono in pratica sono suoi fratelli e madri; di Gesù che dice che la parola è come un seme che quando finisce sulla terra buona porta frutto. Queste sono gli avvenimenti ci cui Erode sentì parlare.
Di fronte a tutto questo Erode non sa cosa pensare. È perplesso, dubbioso, forse anche incuriosito e vuole capire meglio e infatti come tutti i curiosi, Erode “cercava di vederlo”.
Ciò che manca ad Erode però non è qualcosa da vedere.
Quello che pare proprio mancargli è la disponibilità a lasciare la parola alla Parola. Troppo affezionato quest’uomo alla sua parola, tanto che per non tradire la promessa fatta alla figlia di Erodiade che lo aveva incantato con il suo ballo, egli farà uccidere Giovanni Battista di cui pure Erode aveva soggezione, sapendo che era uomo giusto e santo, e lo proteggeva e l’ascoltava volentieri.
Di fronte alla Parola ascoltata dal Battista e poi vista in azione, Erode non si decide a cambiare. Non saprei dire se perché non riesce o perché non vuole. A volte il confine è sottile e spesso le cose non cambiano non perché non riusciamo, ma perché non vogliamo cambiare.
Erode non si decide a cambiare perché, come spesso capita anche a noi, capisce solo quello che gli interessa, ascolta solo quello che vuole ascoltare, accoglie solo quello che non lo disturba.
Quel “cercava di vederlo” fa venire in mente un altro uomo di cui ci racconta il vangelo di Luca al capitolo 19. È Zaccheo. Egli a differenza di Erode, non si fa pregare due volte quando Gesù gli dice: scendi da quell’albero che devo venire a casa tua. Zaccheo non solo lo accoglie in casa, ma lo fa entrare nella sua vita e prima ancora di preoccuparsi di rendere accogliente la casa, si premura di rendere accogliente la sua vita: io dono la metà dei miei bene ai poveri e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto.
Ecco la differenza tra Erode e Zaccheo. Erode non sa cosa pensare o forse non sa cosa gli convenga pensare perché siamo spesso anche noi così: è la nostra convenienza, o quella che riteniamo tale che dà forma ai nostri pensieri, alle nostre decisioni, alle nostre azioni. È così che leggiamo giornali, ascoltiamo telegiornali che la pensano come noi, stimiamo chi la pensa come noi.
Anche noi, della Parola di Dio che pure ascoltiamo ogni domenica, prendiamo quelle due o tre cosette che ci interessano e lasciamo indietro quelle che ci dicono di cambiare.
La vera Parola in noi porta frutto quando accettiamo e lasciamo che stimoli in noi il cambiamento; quando la nostra vita non si intestardisce su atteggiamenti egoisti o su comodo di comodo.
Sempre nei capitoli precedenti, Luca ci racconta di Gesù che dice: vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. Come dire: avete fatto un po’ come volete e soprattutto come vi pareva comodo.
La parola scomoda. Intendeva scomodare il cuore e la vita di Erode e intende scomodare anche la nostra.
Erode l’aveva fatta tacere una prima volta quando la provocazione gli era arrivata dal Battista: Giovanni, l’ho fatto decapitare io.
Riesce a farla tacere ora che gli arriva da Gesù. Andate a rileggere come l’evangelista Luca descrive l’incontro tra Erode e Gesù al capitolo 23. Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. 9Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla… Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui e lo consegno a Pilato.
Dio parla e cerca chi lo ascolta. Il vangelo di oggi ci racconta di un Erode che ha sentito e di un Erode che vuol vedere. Quel che manca è l’Erode che ascolta e si mette in relazione, che si affida e si fida. Mette in discussione fatti e opinione, e mette in discussione anche se stesso, alla ricerca della verità: cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Come è facile dare ascolto solo a ciò che vogliamo sentire, a ciò che ci dà ragione, a ciò che ci rassicura. Nascono così le false notizie, ma nessuno vi inganni con parole vuote. Nascono così situazioni illusorie, ingannevoli nelle quali ci perdiamo solo perché non sappiamo arrenderci a quella parola, riconoscendo che questo è l’unico modo per vincere e vivere.



