Domenica 12 febbraio 2017
vangelo Matteo ( Mt 12,9b-21)
In quel tempo. Il Signore Gesù andò nella sinagoga; ed ecco un uomo che aveva una mano paralizzata. Per accusarlo, domandarono a Gesù: «È lecito guarire in giorno di sabato?». Ed egli rispose loro: «Chi di voi, se possiede una pecora e questa, in giorno di sabato, cade in un fosso, non l’afferra e la tira fuori? Ora, un uomo vale ben più di una pecora! Perciò è lecito in giorno di sabato fare del bene». E disse all’uomo: «Tendi la tua mano». Egli la tese e quella ritornò sana come l’altra. Allora i farisei uscirono e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni.
Commento
Gesù viene per far trionfare la giustizia, viene per dare ad ogni uomo la conoscenza della volontà purissima del Padre suo. Si ascolta Cristo, si entra nella verità, si ama, si produce pace. Non si ascolta Cristo, si rimane nella falsità, si vive di ingiustizia, mai vi potrà essere pace. La pace è un frutto che produce l’albero della verità, dell’amore, della giustizia. La pace non è un dono di Dio fuori dell’amore, della verità, della giustizia. Mai potrà esserlo. Perché la pace è giustizia, è amore, è verità. La divisione, la discordia, la guerra è assenza di amore, giustizia, verità. Ma anche la giustizia è il frutto della verità e così anche l’amore. Dove vi è assenza di verità, vi è anche assenza di giustizia e di amore. La falsità genera ogni disordine fisico, spirituale, morale.



