Domenica 4 settembre 2016
vangelo Matteo (Mt 4,12-17)
In quel tempo. Quando il Signore Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Commento
La conversione che Gesù chiede non è un miglioramento morale, l’osservanza dei comandamenti in modo più preciso, puntuale, senza alcuna omissione.
La conversione esige lo spostamento e il ricollocamento di tutto l’uomo: corpo, anima, spirito. L’uomo si converte se si colloca nel cuore di Cristo. Si colloca nel cuore di Cristo se si colloca nel cuore della Chiesa. Il vero Cristo è nella vera Chiesa, la vera Chiesa è nel vero Cristo. Sempre la Chiesa si deve convertire al vero Cristo nello Spirito Santo, ma anche sempre il cristiano si deve convertire alla vera Chiesa nello Spirito del Signore.
La conversione non è abbracciare i pensieri di Cristo, essa è vivere di Cristo, con Cristo, per Cristo, in Cristo. Questo può avvenire solo se si vive nella Chiesa, con la Chiesa, per la Chiesa. Cristo e la Chiesa, ogni cristiano con l’altro sono un solo corpo.



