Domenica 26 giugno 2016
vangelo Giovanni (Gv 19,30-35)
In quel tempo. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.
Commento
La missione di Gesù è stata la riconciliazione e una nuova alleanza tra la nostra umanità e quel Dio che in Gesù ha portato a termine il suo progetto, nonostante la resistenza dell’uomo. Quel dono di Sé Gesù l’ha voluto perpetuare in un segno – l’Eucaristia – per dilatare a tutti e far crescere l’alleanza. La messa è il sacrificio della nuova ed eterna alleanza, memoriale della morte e della risurrezione di Cristo, che celebriamo nell’attesa della sua venuta.



