Domenica delle Palme

domenica-delle-palme2014Domenica 20 marzo 2016
vangelo Giovanni (Gv 11,55-12,11)

In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Commento

Aria di festa oggi si respira. Il Signore entra a Gerusalemme e la gioia che si respira è grande.
Tutti ce la prendiamo con quelli che prima osannavano Gesù poi gli girano le spalle al momento del giudizio dei romani e dei sommi sacerdoti. Anche noi abbiamo questo atteggiamento. Vicini a Gesù nel momento della gloria. Cristiani che vivono una fede fatta di slogan, ma che girano le spalle nel momento della prova. Siamo fatti così difendiamo le nostre radici cristiane, i simboli della nostra fede, ma giriamo le spalle tutte le volte che occorre prendere le parti dei migranti, della difesa della famiglia e della vita. Cristiani un po’ asciutti.
Cristiani timidi ad accostarsi al Sacramento della Penitenza e non comprendono la grandezza del Sacramento dell’Unzione. L’Eucaristia diventa sempre di più un sacramento per pochi.

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