Domenica 27 dicembre 2015
vangelo Giovanni(Gv 21,19c-24)
In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.
Commento
Troppo spesso interpretiamo la nostra fede come qualcosa di intimistico, di raccolto e adagiato nella quiete e nella pace. Come al riparo da ogni tempesta. Ma non è questa l’esperienza di chi è stato toccato dall’amore. Chi ama non solo corre, ma vola. Non ha più pace per sé, ma la pace la trova solo nell’altro e corre fin quando l’altro non troverà un po’ di pace.



