Attingendo a solo scopo divulgativo dalle pubblicazioni “APPUNTI STORICI SU MONTICELLO” di Alberto Cappellini edizioni GR e “MONTICELLO BRIANZA, PAESAGGI, UOMINI, CULTURE” testi di Ilaria Sironi, Laura Caspani, Virginio Longoni con fotografie di Pietro Redaelli edizione dell’Amministrazione Comunale di Monticello,riassumo le notizie storiche sulla chiesa parrocchiale di Monticello. Si tratta di ricerche le più accurate e ringrazio per poterle riportare.
La chiesa di S.Agata sorge sul colle che sovrasta l’abitato di Monticello.
La stessa è nominata nel Liber Notitiae del 1289 con la frase ” in loco Montexello, plebis de Masalia, chiese Sancte Agathe”. Aveva un altare dedicato a Santa Maria. (Goffredo da Bussero Liber Notitiae Sanctorum Mediolani pubblicato a cura di F.Fabrè).
Nel 1398 si legge la scritta ” Capella de Montexello”(Marco Magistretti, Notitiae Cleri mediolanensis circa ipsius immunitatem in A.S.L., 1900, p.277)
Nella compartecipazione dell’estimo del Monte di Brianza del 1456 la chiesa vi figura per i beni che possedeva a Monticello e a Casirago. (Rinaldo Beretta, Compartizione dell’estimo del Monte della Brianza fatta l’anno 1456)
Nel 1564 invece è indicata come “rettoria de Sancta Agatha de Montexello”.(Marco Magistretti, Liber Seminari Mediolanensis in A.S.L. 1916, p 531.
Padre Leonetto Chiavone che il 12 novembre 1567 ispezionò la parrocchia su incarico di S.Carlo, segnalava che lo stabile versava in condizioni disastrose. “Tutta discoperta, minacciava rovina”. La cappella maggiore in cui si trovava l’altare era coperta da una volta “fracassata”. La navata era priva di soffitto in muratura e si vedeva il tetto. Non c’era il campanile, soltanto una struttura in legno che reggeva una campana sulla piccola facciata della chiesa. L’edificio era inoltre privo di sagrestia. Intorno ad esso sorgeva il cimitero, che era cinto da un muro (ADSM Missaglia vol.XL).
Carlo Borromeo visitò personalmente la parrocchia il 23 agosto 1571 trovandola nella medesima critica situazione e, sempre attento al decoro ed alla funzionalità liturgica dell’edificio sacro, lasciò una lista di “ordinazioni” da eseguirsi nel minor tempo possibile. Innanzitutto ribadiva la necessità di costruire un tabernacolo in legno per conservare il Santissimo, da mantenere sempre in chiesa con un lume acceso. Raccomandava di fare una mensa in pietra all’altare e di spostarlo più vicino al muro dell’abside. Ordinava poi di erigere il fonte battesimale in pietra, da porsi a sinistra dell’ingresso della chiesa. Per quanto riguarda l’edificio, le attenzioni del Borromeo erano rivolte a renderlo più decoroso: fare il pavimento, alzare il soffitto con volte in muratura, aprire un oculo nella facciata per far entrare più luce, costruire la sagrestia sul lato meridionale della cappella maggiore. Raccomandò di scavare una fossa con graticola all’ingresso del cimitero per non far entrare animali. Ingiunse inoltre di togliere entro 3 giorni dalla sua visita il cataletto dei morti (portantina a forma di bara) e le “bredelle” (inginocchiatoi) da donna.(ADSM Missaglia vol XVII, Ordinazioni della visita pastorale di Carlo Borromeo)
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