Sabato 1 novembre 2014
vangelo Matteo (Mt 5,1-12a)
In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli ».
Commento
Anche oggi come ai tempi di Gesù il mondo si trova sballottato tra due profezie: una falsa e l’altra vera. Quella vera è solo la Parola di Gesù, quella che oggi il Vangelo fa risuonare con grande solennità, ieraticità, eleganza. Quella falsa è la parola di ogni altro uomo, di chiunque propone una via di vita che prescinda da quella proclamata da Gesù Signore. Oggi i falsi profeti sono un esercito, sono più di quegli spiriti immondi che possedevano quel povero uomo della terra dei Gadarèni. Noi siamo pervasi da mille legioni di falsità.



