Trinità

O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,

Tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo. Sembra quasi un dispetto quello che Dio vuole fare a Mosè: il dispetto di non farsi proprio vedere. Passerò davanti a te, ti coprirò gli occhi con la mano, finché sarò passato, ti parlerò. Poi toglierò la mano dai tuoi occhi, ma vedrai solo le mie spalle. Più che un dispetto, questo è semplicemente l’invito, che verrà più volte ripetuto e ricordato, a custodire la fede non attraverso gli occhi, ma attraverso il cuore. È l’invito a custodire non la visione di Dio, ma il desiderio di vedere Dio e custodire quindi il desiderio di cercarlo.
È l’invito a custodire un cuore come quello di Davide a cui viene attribuita la composizione del salmo che abbiamo pregato che così ci ha fatto dire: O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco, ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua. Così nel santuario ti ho contemplato, guardando la tua potenza e la tua gloria. 
Proprio su queste parole vorrei fermarmi in questa domenica in cui celebriamo il mistero della santa Trinità, il mistero stesso di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
O Dio, tu sei il mio Dio. Tu che ti sei fatto conoscere come Padre, tu che ti sei mostrato in Gesù, tu che sei disceso come Spirito, proprio tu sei il mio Dio. Non altri. È la risposta dell’uomo ad un Dio che gli si è fatto incontro e che intuisce essere unico e prezioso, tanto prezioso da meritare fiducia e fedeltà. Come viene detto in un altro salmo, il numero 85: fra gli dèi nessuno è come te, Signore, e non c’è nulla che uguagli le tue opere.
Come accade ad un cuore innamorato, quando mi alzo, sei il mio primo pensiero: dall’aurora ti cerco. È la cosa più urgente, per questo è la prima che faccio.
Quando mi alzo non mi vengono in mente le cose da fare, gli impegni a cui provvedere e per questo non vengo assalito dalla preoccupazione o dall’ansia di non farcela, rimango libero da ogni timore e da ogni inquietudine, perché so che tu risponderai a questa mia ricerca, a questo desiderio di dare inizio e seguito ad un nuovo giorno con te accanto. Mentre tutto intorno a noi sembra incoraggiarci a correre e a rincorrere, come se la vita fosse una competizione, l’uomo che prega il suo Dio dichiara di cosa e di chi  è in cerca.
Ha sete di te l’anima mia. Oggi sembra essere impossibile la felicità senza vivere emozioni forti, senza esperienze uniche e spesso per questo costose. Siamo alla ricerca di una passione che ci faccia sentire vivi, che renda le giornate memorabili e cerchiamo tutto questo fuori di noi, dimenticando che quella sete che ci brucia dentro non verrà mai spenta da questo genere di cose e di esperienze. 
Non troveremo pace alla nostra scontentezza e insoddisfazione ricorrendo ai soliti sedativi che hanno il nome di denaro, successo, potere, divertimento, relazioni, piacere o cibo, capaci di colmare solo temporaneamente quella sensazione di vuoto e di malessere.
Il salmista ha ben chiaro questo e ce lo ricorda: certo la mia anima ha sete; mi è però ben chiaro che ha sete di te che sei il mio Dio.
Non è una sete qualsiasi che si possa ingannare e soddisfare con false promesse. Non è una sete che possiamo nascondere e fingere di non avere.
Ci diciamo da soli che non ci possiamo permettere il lusso di fermarci e cominciamo le nostre giornate di corsa per finirle stanchi, rimanendo nel mezzo intrappolati negli schemi di sempre dettati dalle necessità quotidiane, da obblighi, da impegni.
Il salmista dice: nel mio letto di te mi ricordo e penso a te nelle veglie notturne.
Ma non sono le preoccupazioni a tenerlo sveglio. Sa che il mondo non è tutto sulle sue spalle; penso a te che sei stato il mio aiuto e quando succede questo esulto di gioia all’ombra delle tue ali. Oggi, questa domenica della Trinità sia per noi l’occasione a dissetare il nostro cuore nel mistero stesso di Dio. Sia l’occasione di fermare il nostro passo e sederci anche solo per un attimo accanto a lui. Solo così quel mistero che ci sembra così difficile da capire si aprirà a noi e ce ne sentiremo parte; gusteremo anche noi la stessa gioia proclamata dalle parole del salmo: Poiché il tuo amore vale più della vita, le mie labbra canteranno la tua lode. Così ti benedirò per tutta la vita: nel tuo nome alzerò le mie mani.

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