Solennità della Trinità

Santissima TrinitaParrocchia S. Agata – Monticello 
Parrocchia S. Maria della Purificazione – Torrevilla

Celebriamo quest’oggi la solennità della santissima Trinità, la festa che ci ricorda che Dio è uno, ma non solitario; che il Dio dei cristiani è un Dio cui piace la Comunione, tanto da essere lui stesso Comunione di tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Tre persone legate tra loro, ma distinte, perché fare la comunione non significa fondersi in una cosa sola, perdendo l’originalità di ciascuno; distinte ma non separate perché unite da quel legame particolare che solo l’amore sa creare.
Certo rimane vero che quando noi vogliamo fare i conti con Dio, i conti non tornano mai. C’è sempre qualcosa che ci sfugge, qualcosa che non entra nei nostri schemi, nelle nostre logiche e nelle nostre tattiche.
Queste tre persone che sono un Dio solo e un Dio solo che sono tre persone fa saltare ogni contabilità.
Un Dio che è Padre. Un Dio che è Spirito. Un Dio che è Figlio.
Ma è bello anche custodire e rimanere dentro questa difficoltà a fare i conti con Dio, per evitare di pensare di aver già capito tutto, imparando a stare di fronte a questo Dio che rimane distante dalla nostra comprensione, ma non irraggiungibile; è lì a portata di mano – pensate a quando lo riceviamo nella Comunione – ma non manovrabile e controllabile, incomprensibile ma così amabile e affascinante.
Possiamo proprio dire che Dio non è calcolo e quantità, ma semplicemente amore e bellezza;
E l’amore e la bellezza non li puoi spiegare facilmente, li puoi solo ammirare, gustare, lasciarti conquistare e consegnarti.
Anche con la bellezza e l’amore i conti non tornano mai e, come per Dio, sono più facili da vivere che da spiegare.
Provate a raccontare chi è Dio, ma provate anche solo a raccontare cosa è l’amore… e vi accorgerete che siamo capaci al più di balbettare qualche parola, di mettere insieme qualche pensiero, ma che sia Dio che l’amore ci sfuggono nella loro pienezza, sono sempre qualcosa di più di quello che noi riusciamo a cogliere.
E quel di più genera e sostiene la ricerca continua, l’affidamento che diventa scoperta, diventa conoscenza nuova, diventa meraviglia.
Dio, come l’amore, non lo conosci attraverso le definizioni pur accurate e precise che ne puoi dare, ma lo conosci nella relazione che stabilisci con Lui e con l’altro.
Dio, come l’amore, non lo conosci nell’astrazione del pensiero o di un’ideale, ma perché ti fidi e ne fai allora esperienza concreta, quotidiana, materiale.
* È bello anche custodire e rimanere dentro questa difficoltà a fare i conti con Dio per imparare che ci sono alcune cose che non possono essere messe nel conto, perché sono gratuite. Sono di solito le cose belle e vere che fanno vera e bella la vita. Sono ad esempio l’amore, l’amicizia, il perdono, la gentilezza… e Dio.
Nessuna di queste cose si compra, nessuno di queste si vende. Neppure le si merita, ma semplicemente si offrono e si accolgono, senza aspettarsi nulla in cambio, senza prezzo, senza possibilità di reso. Quando è dato è dato.
*  Da questi conti che non tornano possiamo imparare che i conti non possono proprio tornare perché sia con Dio che con l’amore, più dai, più ne ricevi. I conti non tornano, perché più ami, e più ti ritrovi nel cuore amore. Quasi come se in te avessi scoperto una sorgente inesauribile. Più ne metti in circolo, più te ne ritorna e viceversa, più giochi al risparmio, meno te ne rimane. Ti impoverisci. Con Dio, come per l’amore, quando l’amore lo doni, non lo perdi, ma lo scopri.
* Da questi conti che non tornano, possiamo imparare che, come per Dio e come per l’amore, non sai dire chi ci guadagna di più: se chi ama o chi è amato. È una gara senza fine. Dove non c’è inizio né fine. Non c’è prima né dopo. Nell’amore come in Dio c’è l’eternità e l’unica sconfitta è che qualcuno smetta di amare.
A quel punto è la fine della vita. È l’inizio della morte. Per chi ama e per chi è amato.
Perché quando due si amano, la vita scorre dall’uno all’altro, andata e ritorno.
* Da questi conti che non tornano, possiamo imparare che con Dio, come per l’amore, niente può essere un obbligo o dato per scontato, ma con Dio come per l’amore, quando cominci ad amare davvero non smetteresti mai, quando cominci a credere sul serio, tutto si fa più chiaro, tutto diventa più comprensibile, coinvolgente e interessante; quando conosci davvero e profondamente questo Dio del Vangelo, non lo lasceresti mai.
Non è normale questo Dio che è uno e trino. È padre e Figlio e Spirito.
No, non è normale questo Dio, ma come non sono normali le persone che amano.
Chiudo con alcune parole di una preghiera di sant’Alselmo: Signore Dio mio, insegna al mio cuore dove e come cercarti, dove e come trovarti. Guarda, Signore, esaudiscici, illuminaci, mostrati a noi. Insegnami a cercarti e mostrati quando ti cerco: non posso cercarti se tu non mi insegni, né trovarti se non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti e ti desideri cercandoti, che io ti trovi amandoti e ti ami trovandoti.

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