I domenica di Avvento

Parrocchia S. Agata – Monticello
Parrocchia S. Maria della Purificazione – Torrevilla

Ho avuto un’idea. Non è molto originale, ve lo dico subito: salviamo il Natale.
Non è molto originale perché leggo i giornali e vedo che molte altre persone l’hanno avuta.
Salviamo il Natale. Così Babbo natale potrà portare i regali a tutti i bambini del mondo.
Lo ha promesso il primo ministro Conte che così ha risposto al piccolo Tommaso di 5 anni: Babbo natale mi ha garantito che già possiede un’autocertificazione internazionale: può viaggiare dappertutto e distribuire regali a tutti i bambini del mondo. Senza nessuna limitazione. Mi ha poi confermato che usa sempre la mascherina e mantiene la giusta distanza per proteggere se stesso e tutte le persone che incontra Salviamo il natale perché molti negozianti riescono a tenere aperte le loro attività, grazie agli acquisti che si
fanno nei mesi di novembre e dicembre.
Salviamo il natale perché “natale con i tuoi” non è solo un modo di dire, ma è la regola e la preoccupazione di non potersi sedere a tavola quel giorno con i nostri cari è certamente grande. Allora salviamo il Natale. Ma salviamolo davvero. E allora mi verrebbe da dire scherzando: oggi io emano un decreto parrocchiale.
Viviamo questo tempo che ci separa dal 25 dicembre come un tempo in cui ogni giorno ci ricordiamo che per salvare il natale bisogna preparare il Natale; un tempo in cui ci ricordiamo che siccome il Natale, come ci ripetiamo ogni anno, è innanzitutto ricordare e rivivere la gioia di un Dio che si fa uomo per farsi vicino a noi, allora a quel Dio dobbiamo ben preparare il suo posto.
Questo posto non può essere premura di Babbo Natale prepararlo, lui ha un altro compito; non può essere nemmeno premura del presidente del Consiglio e di tutto il parlamento, maggioranza e opposizione insieme: anche loro hanno un altro compito che è quello di far funzionare bene gli ospedali, di sostenere l’economia, di far in modo che le scuole rimangano aperte, che si possa andare a lavorare e un sacco di altre cose…
Questo posto deve essere premura di ciascuno di noi prepararlo.
Il mio decreto allora vuole stabilire queste due semplici cose.
Reagiamo con la preghiera. Diamo importanza a questa azione. Nemmeno questo primo punto è molto originale. Lo diciamo sempre, ma credo che ora più che mai abbia la sua importanza. Ce lo ricorda anche il nostro vescovo: «Siamo di fronte ad un’emergenza spirituale, non solo sanitaria e sociale. La preoccupazione e l’angoscia per il futuro causate dalla pandemia inaridiscono il nostro spirito. Ma possiamo reagire con la preghiera».
È vero: siamo stanchi. In primavera non sapevamo a cosa stavamo andando incontro, ma abbiamo reagito e anche bene. Ci siamo uniti perché abbiamo capito che dovevamo remare tutti nella stessa direzione. Abbiamo pregato tanto, questo non è bastato a scacciare il virus, ma è servito a renderci più forti nella lotta contro il virus. Ora è anche legittimo sentirci stanchi, ma non possiamo arrenderci darci per sconfitti e il nostro modo migliore per salvare il Natale e il nostro animo è trovare nella preghiera la forza per dare il nostro meglio.
Papa Francesco scrive nella nuova Enciclica Fratelli tutti: “Il bene, come anche l’amore, la giustizia e la solidarietà, non si raggiungono una volta per sempre; vanno conquistati ogni giorno. Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti”.
Nella storia degli uomini il male non si debella per sempre, si sconfigge ogni volta di nuovo con tenacia.
Come abbiamo ascoltato nel vangelo: chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Perseveriamo nella carità. Abbiamo già dato prova di questo nei mesi di marzo e aprile. Viviamo la carità perché essa rende autentica la fede, perché è il modo migliore per testimoniare che ogni Eucarestia a cui abbiamo partecipato e a cui partecipiamo ci aiuta a diventare uomini e donne che si fanno pane spezzato per i fratelli perché si sentono nutriti del Pane spezzato che è Gesù. “. La proposta che vi faccio è molto semplice: 5 kg e mezzo di alimenti da ogni famiglia che può, per una famiglia che non può.
Reagiamo con la preghiera e perseveriamo nella carità. Di nuovo il nostro orizzonte e i nostri confini si sono ristretti, ma dentro quei piccoli spazi in cui siamo costretti ad abitare seminiamo il bene. È il regalo di Natale che possiamo anticipare che ci possiamo fare gli uni con gli altri, vincendo la paura, vincendo la preoccupazione così ben descritta dalle letture di oggi, dentro le quali comunque risuona la promessa: vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Vedremo e vivremo il Natale se lo
avremo preparato.
Salviamo il Natale, entrando dentro questo tempo di Avvento, sciogliendo le nostre ansie e preoccupazioni con la preghiera, risolvendo i problemi concreti che questo tempo ha creato con la carità e la gentilezza.
Voglia il Signore al termine di questo tempo farci vivere un Natale di grazia e di gioia e voglia il Signore darci gli occhi giusti per riconoscere e accogliere i doni che certamente egli ha preparato per noi.
Entriamo dentro questo tempo di Avvento con fiducia e il Signore salverà il Natale

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