Domenica 25 maggio 2014
vangelo Giovanni (Gv. 14, 25- 29)
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
Commento
“Come sono consolanti le parole di Gesù: Vi lascio la pace. Vi do la mia pace.
Ci sembra quasi, in mezzo ai tumulti quotidiani, di respirare una tregua, di assaporare qualcosa che veramente ci aiuterebbe a recuperare la calma del cuore e l’agitarsi dei turbamenti dell’animo.
Eppure, c’è una chiave, una paroletta quasi insignificante, che definisce e in un certo senso delimita le parole di Gesù: è quell’aggettivo “mia”.”



