Domenica 18 maggio 2014 vangelo Giovanni (Gv. 14, 21- 24)
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato».
Commento
Quando noi amiamo veramente Gesù? Quando osserviamo le sue Parole. Chi non osserva le sue parole, di certo non lo ama. Se non lo ama, mai si potrà trasformare in natura divina, mai potrà amare secondo verità i suoi fratelli. Non conosce il vero amore, perché è rimasto nel regno del peccato e della morte. In questo regno non si ama. Il regno della morte ci fa egoisti, arroganti, prepotenti, invidiosi, accidiosi, ci fa cadere in un letargo di indifferenza e di egoismo. Se oggi l’uomo vede se stesso, non vede gli altri, cura i propri particolari interessi in ogni campo, non è perché non voglia amare. È invece perché si è reso incapace di amare. A quest’uomo non servono dei principi morali. Non li ascolta. Mai li ascolterà. Non ne è capace. È di natura insensibile



