Parrocchia S. Agata – Monticello Parrocchia S. Maria della Purificazione – Torrevilla
Quasi tutte le favole hanno un lieto fine. Il buono ha la meglio. Il cattivo a volte muore. Anche in molti film accade la stessa cosa. Il bene trionfa. Ci piacciono le storie con il lieto fine; aiutano ad affrontare la vita, ad aver meno paura del male. Pollicino ritrova la strada verso casa; anche Hansel e Gretel; Cappuccetto Rosso torna dalla nonna; il burattino Pinocchio diventa un bambino. L’orco, il lupo, il mostro possono essere sconfitti; alla fine è la strega a morire. Le favole insegnano l’ottimismo verso la vita: alla fine vivono tutti felici e contenti.
Anche il Vangelo ha un lieto fine. Anche il Triduo. Per questo, oltre che il Natale, ci piace la Pasqua. Perché c’è il lieto fine. Gesù, il protagonista, ne patisce di tutti i colori, muore, come nelle peggiori delle favole, ma poi risorge e torna in vita. Titoli di coda. Ma siamo sicuri che sia proprio così?
Se la Pasqua è una storia a lieto fine, perché l’abbiamo celebrata, noi che stiamo ancora aspettando il lieto fine di questa tremenda storia in cui siamo finiti? Sappiamo che anche per questa emergenza ci sarà un lieto fine, cerchiamo di rassicurarci e di convincerci: andrà tutto bene. Rimandare la Pasqua sarebbe stato un bel modo per festeggiare al momento giusto il lieto fine. Perché l’abbiamo celebrata mentre ancora contiamo i morti senza nemmeno e senza neppure poter piangere con chi piange, mentre ancora siamo chiusi nelle nostre case e ci preoccupiamo delle sorti dell’economia? Non potevamo aspettare il lieto fine?
Se la Pasqua fosse solo un lieto fine, cosa avrebbe da dire Dio ad un tempo come il nostro ancora così tremendamente sospeso tra un presente minacciato e un futuro incerto e malconcio?
Troppi morti ormai perché la fine possa essere detta lieta.
Noi, i cristiani, celebriamo la Pasqua perché il Vangelo non è una favola e la resurrezione non è un semplice lieto fine. Il mondo forse ci chiama ingenui e sprovveduti, perditempo fuori dal mondo, gente che ha tempo da perdere con tutti i problemi che ci sono, ma noi, proprio perché sentiamo tutto il dolore del mondo, perché sappiamo che Dio intende farsene carico anche questa volta e non c’è tempo da perdere dietro favole, facili ottimismi e umane promesse che procurano più consenso che risultati, noi cristiani celebriamo la Pasqua.
Noi desideriamo celebrare la Pasqua non mossi dall’ottimismo di chi dice semplicemente che tutto andrà bene, ma sostenuti dalla promessa di Dio: Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata.
Noi celebriamo la Pasqua non quando avremo raggiunto la terra promessa, non quando la liberazione sarà arrivata, non quando i problemi saranno sistemati, ma mentre siamo in cammino verso la terra promessa e ancora i nostri piedi calpestano la sabbia rovente del deserto, i nostri occhi vedono il mare davanti e le nostre orecchie sentono i rumori dell’ostile esercito egiziano che si avvicina.
Non celebriamo la Pasqua pensando che così le cose andranno a posto; la prova dei fatti in questo modo avrebbe gioco facile nel distruggere la nostra stessa fede.
Noi celebriamo la Pasqua perché ci hanno testimoniato che Dio si è impegnato per la storia degli uomini e perciò possiamo incamminarci, come Abramo verso il nostro monte Moriah, con la legna, un coltello e l’unico figlio destinato al sacrificio senza altra garanzia che la promessa di Dio.
Noi celebriamo la Pasqua perché Abramo ci testimonia che il Signore vede e si fa vedere e mantiene le promesse; perché il Signore di giorno protegge con una colonna di nube e di notte con una colonna di fuoco.
A questa Pasqua prima ancora che un lieto fine e una gioia a buon mercato, chiediamo una buona provvista di fiducia nel Dio della Pasqua per poter camminare anche noi sicuri come Abramo, come il popolo di Israele, come Gesù incontro alla sua passione.
Una buona Pasqua non è solo un nostro augurio, ma è la promessa che Dio stesso mantiene.
Celebriamo Pasqua perché crediamo che Dio dopo aver creato il mondo con pazienza ed aver visto che era cosa buona, non lo lascerà andare alla malora senza impegnarsi; perché crediamo che Dio non ci permetterà semplicemente di rimettere insieme i pezzi come prima, una volta che tutto sarà andato bene.
Mi rattrista ogni volta la richiesta che Maria di Magdala fa al custode del giardino «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Non è ancora abbastanza per celebrare Pasqua, per vedere il Risorto. Pasqua non è andare alla ricerca di ciò che è morto, ma è ricerca della vita.
Quando questa emergenza sarà finita, mi auguro che non ci accontenteremo di rimettere semplicemente al posto di prima ogni cosa. Mi auguro che proprio perché nel frattempo abbiamo celebrato la Pasqua vorremo tutti insieme andare a far risorgere un mondo nuovo, dove il nemico da combattere non sarà un semplice ma terribile virus, ma sarà il male in ogni sua forma: le ingiustizie, la povertà, le discriminazioni, la fame, le guerre, la corruzione, ogni forma di sfruttamento; nel nostro piccolo: le discordie, le gelosie, le prevaricazioni, i pettegolezzi, le chiusure.
Finché questo non accadrà, non andrà tutto bene, non ci sarà un lieto fine.
Per questo abbiamo celebrato la Pasqua, perché se dipendesse solo da noi non potremmo mai celebrarla.
La Pasqua è opera di quel Dio a cui chiediamo di accompagnarci in questa camminata nel deserto che abbiamo appena cominciato: il virus infatti sta seminando morte e dolore e ha creato le condizioni per altrettanto dolore e povertà.
Celebriamo la Pasqua per ricordarci che egli non ci abbandonerà finché non ci sarà un lieto fine per tutti.
Signore, abbiamo celebrato Pasqua perché sappiamo che tu non ci aspetti alla fine del cammino, ma discreto e amorevole ci scorti nel cammino, anche e soprattutto quando si fa impervio e faticoso, quando smarriamo la rotta e quando non capiamo dove stiamo andando. Ci sei accanto quando piangiamo e quando lottiamo.
Quando tutto sembra perduto, quando la notte della vita sembra buia come non lo è mai stata – sarà poi davvero così o siamo noi troppo fragili?? – quando nella mente si fa sempre più strada la convinzione che “ormai non c’è più nulla da fare!”, e quando il cuore è schiacciato dalla pesante pietra del dolore e non trova la forza né di sperare né di amare, noi celebriamo la Pasqua, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. (2Pt 1,16), non perché sia già arrivato il lieto fine, ma perché il Signore è ancora certamente vivo in mezzo a noi! Buona straordinaria Pasqua
La Pasqua è uno spiraglio di luce e di oro in una pagina nera,
quando tutto sembra essere perso.
Non è il lieto fine di una pagina tutta d’oro, senza tracce di tormento.
È un prezioso frammento d’oro nel tormento di una pagina nera
Quel primo frammento di luce e di oro si moltiplica, si diffonde.
La lotta tra tenebre e luce è cominciata.
Dio è entrato in azione.
La pagina non è più tutta nera; ancora incombe un turbine minaccioso che sembra voler spazzare via ogni cosa ma sono quei frammenti dorati a mettere ordine. (Illustrazioni dall’Evangeliario Ambrosiano)
Nell’oscurità assoluta del ventre del Pescecane, Pinocchio immerso nella notte, intrappolato e senza vie di fuga domanda al Tonno: Ed ora, che cosa dobbiamo fare qui al buio?
E in quest’oscurità s’interroga, va in profondità, cerca. Nel mentre di questa conversazione al buio, parve a Pinocchio di veder lontan lontano, una specie di chiarore.
Nel cuore della notte c’è sempre una stella che brilla e, sebbene il segnale sia così tenue, Pinocchio decide di seguirne le tracce e di attraversare tutto il corpo del Pescecane, in fondo al quale ritrova Geppetto:
Oh! babbino mio! finalmente vi ho ritrovato! Ora poi non vi lascio più, mai più, mai più!




