In questo tempo difficile non ci mancherà solo l’ulivo, la lavanda dei piedi, il trovarsi per la messa e l’eucarestia. C’è un altro sacramento che credo molti di noi avrebbero celebrato: quello della misericordia di Dio. Credo che occorra tener viva la nostalgia e il desiderio anche di questo nonostante la fatica che solitamente ci costa. Come celebrare in questo tempo la misericordia di Dio che sempre ci precede e ci sostiene?
Poiché vi è l’impossibilità di celebrare il sacramento della penitenza, per la ragionevole e responsabile prudenza legata all’emergenza sanitaria, le indicazioni diocesane ci ricordano quanto la Chiesa insegna: quando si è sinceramente pentiti dei propri peccati, ci si propone con gioia di camminare nuovamente nel Vangelo e, per un’impossibilità fisica o morale, non ci si può confessare e ricevere l’assoluzione, si è già realmente e pienamente riconciliati con il Signore e con la Chiesa.
Pertanto, a misura della sincerità del pentimento e del proponimento, nell’intimità con il Signore si faccia un atto di profonda contrizione e si scelga un gesto di penitenza che in qualche modo ripari al male commesso e rafforzi la volontà di servire il Signore. Non appena venga meno quell’impossibilità, si cerchi comunque un confessore per la confessione e l’assoluzione. L’impossibilità di celebrare il sacramento non impedisce alla misericordia infinita di Dio di raggiungere, perdonare, salvare ogni suo figlio, ogni sua figlia.
Per aiutare a vivere questo momento personale, che precede la confessione e non la sostituisce, possiamo farci aiutare da questo foglio che ciascuno potrà utilizzare nel luogo e nel tempo più opportuno. Scarica foglio



