Seconda domenica di Quaresima 2020 – della Samaritana

Parrocchia S. Agata – Monticello
Parrocchia S. Maria della Purificazione – Torrevilla    – 8 marzo 2020

SamaritanaEra circa mezzogiorno…
L’ora buona per non incontrare nessuno. Il sole picchia sulle teste e scalda la terra.
L’ora buona per non incontrare nessuno…
In questi giorni è chiesto e verrà ancora chiesto anche a noi di limitare gli incontri, le strette di mano, le vicinanze e di non incontrare nessuno che non sia necessario incontrare.
La samaritana, vien da pensare, temeva il “virus” del giudizio e del pettegolezzo: non tutti i suoi conoscenti si limitavano a dire: “Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito”. Ben altre erano le parole, ben altri i giudizi e le considerazioni che si sentiva rivolgere o che le venivano “detti dietro”: roba da far male, capace di far morire dentro e che ti può portare a scegliere l’ora meno favorevole per andare al pozzo ad attingere acqua, per non incontrare nessuno.
Noi abbiamo timore di un altro virus; invisibile agli occhi e per questo nemico ancora più pericoloso.
Ma anche noi abbiamo bisogno ogni giorno di attingere acqua per vivere: abbiamo bisogno di incontrarci, di non saperci soli, di non sentirci abbandonati, di sapere che finirà bene…
Era verso mezzogiorno. Nel vangelo di Luca è l’ora della croce quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio.
Questa quaresima è, molto più di altre, un’autentica quaresima. Senza segni e celebrazioni, la realtà stessa diventa segno e celebrazione: diventa croce, diventa digiuno, diventa penitenza.
Ma il Signore al pozzo ci aspetta, mentre andiamo ad attingere l’acqua di cui abbiamo bisogno per vivere.
Ci aspetta sulla croce, mentre il sole si oscura e ci domandiamo: quando finirà? E come finirà?
Il Signore non ci abbandona certamente ora.
Sta a noi porre la domanda giusta, porre la richiesta giusta. La richiesta della donna è molto pratica:
«Signore dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».
Non sono forse però le cose pratiche quelle di cui dobbiamo immediatamente preoccuparci e che abbiamo veramente bisogno di chiedere al Signore.
Abbiamo bisogno e sete di speranza; di fiducia; di un vivo senso del bene comune ora minacciato da un male comune. Signore dacci una speranza viva che riempia il nostro cuore e da lì trabocchi fino a raggiungere i nostri famigliari, i nostri genitori, i nostri figli, i nostri amici, le persone che incontriamo.
Abbiamo bisogno di pregare gli uni per gli altri, come fa san Paolo chiedendo che il Signore illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Abbiamo bisogno di lasciarci raggiungere dalle parole di Gesù: Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.
È più facile in questo tempo essere preoccupati, stanchi, pensierosi, abbassare lo sguardo, temere di vedere andar distrutto tutto ciò che abbiamo seminato magari per una vita intera.
La Parola oggi ci incoraggia a tener alto lo sguardo, rivolgendolo al Signore che ci aiuterà a vedere quello che gli occhi ancora faticano a vedere e a sperare. Impariamo a guardare al futuro con gli stessi occhi di Dio. Ad attenderlo pazienti, ma anche operosi e collaboranti, con Dio e tra noi.
La nostra vita non può essere interrotta e neppure sospesa: certo è che alcune cose non torneranno come prima, ma possiamo lavorare e adoperarci perché altre diventino migliori di prima.
In questi giorni mi si chiede e ci si chiede: “c’è messa?”. Anche questa è domanda forse troppo pratica.
La messa non c’è, ma nelle nostre chiese aperte per la preghiera c’è Gesù Eucarestia e val la pena passare a trovarlo, con l’affetto di chi passa a salutare un amico e dice: “passavo di qui”, di chi magari dice: “son passato apposta perché è un po’ che non ci vediamo”.
Non c’è messa. La messa è fatta con la gente e per la gente. C’è Gesù Eucarestia, nel tabernacolo. Chiunque passi, Lui c’è. Puoi anche passare in un’ora in cui non incontri nessuno, perché stai certo che Lui c’è.
Il Signore ci permetterà di tornare di nuovo in città, di abbracciare la gente e di poter dire loro: ho incontrato il signore, era circa mezzogiorno; nell’ora meno favorevole per incontrare qualcuno, la stessa ora della croce, ho incontrato il Signore
Buona continuazione di Quaresima.
don Marco

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