V domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore

domenica-2Domenica 2 ottobre 2016
vangelo Matteo ( Mt 10.40-42)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Commento

 Forse è arrivato il momento di esprimere un coraggio, un sussulto di Vangelo, diciamo pure un discernimento più realistico: imparare a stare davanti a un qualsiasi povero, che chiede a suo modo un’ospitalità, andando diritto alla sua persona, alla sua sete più profonda. Comunicandogli già con lo sguardo che, anche se non accedi alla sua richiesta, lo apprezzi e lo stai prendendo sul serio. Non è solo questione di buone maniere, ma l’avvio di uno stile diverso, che si compromette e si piega a raccogliere la sete più profonda di quella persona, senza liquidarlo in modo sbrigativo. Dobbiamo chiedere al Signore di insegnaci a riconoscere la Tua presenza là dove meno ce lo aspettiamo, al di fuori dei nostri confini, in quelle terre straniere che così spesso ci rifiutiamo di visitare a partire dal nostro oggi, talvolta così doloroso e difficile da riconoscere.

Questa voce è stata pubblicata in Vangelo della domenica. Contrassegna il permalink.