Domenica che precede il martirio di S. Giovanni il Precursore

vangelo 2Domenica 28 agosto 2016
vangelo Matteo (Mt 18,1-10)

In quel tempo. I discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo!
Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna del fuoco.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Commento

Il regno di Dio non sarà mai completamente realizzato in mezzo a noi, su questa terra, ma Gesù in questo capitolo del vangelo di Matteo sta delineando i tratti della nuova comunità cui sta dando origine e forma. Una comunità su bisogna di tanto in tanto confrontarci. Una comunità in cui a contare non sono le gerarchie, non le precedenze, non i titoli, non i mezzi o le conoscenze, ma a contare sia l’accoglienza: l’accoglienza di colui che non conta.

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