Domenica 23 febbraio 2014 Vangelo di Giovanni (Gv 8,1-11)
In quel tempo. Il Signore Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Commento
“Chi legge la Scrittura Santa noterà che dalla pena pubblica, esemplare, immediata del trasgressore della Legge, il Signore a poco a poco era passato ad insegnare all’uomo la via del perdono, nella conversione, per la remissione della colpa commessa. Dio però parla, ma l’uomo non vi presta attenzione. Spesso si chiude ermeticamente nei suoi pensieri che sono frutto in lui del peccato, non certo della potente luce che scaturisce dalla grazia del suo Dio. Gesù porta a compimento la legge sul perdono, sul pentimento, sulla misericordia. È la Legge del Padre suo, già comunicata, rivelata, donata. Ma l’uomo anche questa volta è sordo e vuole camminare nel non perdono.”




